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Spettacoli

Enyo, il musicista di Recco pubblica “Deep in my mind”

Super User 13 Dicembre 2020 1034 Visite

Ritorna Enyo, al secolo Eugenio Cugnoli. Il musicista di Recco presenta un nuovo lavoro discografico: “Deep in my mind”, un singolo pubblicato da Sorridi Music. Contrariamente a quanto è avvenuto nel singolo pop-dance “Seventies”, nel quale Enyo si avvaleva di due valenti vocalist, questa volta a cantare è lo stesso Cugnoli. Discostandosi dalla produzione cui sono abituati i suoi fans, e cioè dischi costituiti prevalentemente da brani strumentali con atmosfere che vanno dal mood-lounge al chillout, questa volta siamo di fronte ad un brano in chiave pop elettronico: un genere quasi trip-hop, che ricorda in qualche modo artisti come Massive Attack e Tricky. Enyo resta comunque sempre aperto a collaborazioni con altri artisti. Ottima anche la versione remix dai toni deep-house prodotta da Dino SuperDee Gemmano. Il disco si può ascoltare su YouTube, Spotify ed è acquistabile in tutti i digital stores.

Eugenio Cugnoli ha cominciato a suonare il basso nel 1979 a Genova, imparando i primi rudimenti prima dal maestro Paolillo presso il Gaggero Music Center e poi dal contrabbassista Luciano Milanese. Poi è passato al Music Line con Massimo Palermo e Gianni Martini, sempre a Genova, perfezionandosi nello studio di vari stili quali funky, blues, jazz e latin e militando in vari gruppi underground fino ad arrivare alla composizione e all’arrangiamento pop.

Enyo ha suonato per alcuni anni nei The Narrow Pass, una formazione ligure che suona progressive-rock di stampo genesisiano, incidendo demo e facendo concerti fino all’esperienza con gli Avantgarde Boyz con cui ha inciso un Lp per la casa savonese indipendente Sanremo Hit.   Successivamente ha realizzato alcuni brani house, techno e acid-jazz tra cui il mix "Night Latin Rhythm" per la Discomagic, il singolo progressive house "The Lie" uscito in compilation su Beatport per i terremotati dell'Abruzzo e alcuni lavori di chillounge.

Paolo Fizzarotti

I Corpi elettrici di Resistere e Creare alla Tosse

Super User 04 Dicembre 2020 709 Visite

Prosegue fino al 6 dicembre la programmazione di Corpi Elettrici, sesta edizione di Resistere e creare, la rassegna di danza a cura di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse con Balletto Civile aperta lo scorso 28 novembre. 

Gli appuntamenti saranno disponibili per il pubblico gratuitamente e trasmessi, secondo il calendario, in diretta sulla pagina Facebook Teatro della Tosse.

Il 3 e 4 dicembre due progetti, entrambi finalisti al Premio Rete Critica 2020 che verrà assegnato il prossimo 5 dicembre: CORPI ELETTRICI - Collettivo M_I_N_E da un progetto speciale di Gender Bender Festival e della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio G.B. Martini di Bologna- e M.A.D., Museo Antropologico del Danzatore di Balletto CIvile.

IL 5 dicembre Cristiano Fabbri e Rocco Colonnetta - Koine’ Genova - presentano il loro nuovo lavoro PMHAB, perché mi hai abbandonato.

Il 6 dicembre giornata di chiusura della rassegna con una tavola rotonda sulla scena digitale coordinata da Laura Gemini, Università di Urbino, con l’obiettivo di condividere scenari possibili e sostenibili con programmatori culturali, accademici, formatori, comunicatori, sociologi, operatori teatrali e artisti, a confrontarsi sul presente e il futuro sulla scia di tre domande: Quale urgenza oltre l’esigenza? Quale formato e quali competenze? Quale responsabilità?

All’interno della giornata anche il Webinar di presentazione di ISADORA - The TikTok Dance Project; in allegato maggior dettaglio sui due appuntamenti di domenica 6 dicembre.

 

4 dicembre

19.00 / live streaming/ collegamenti tra il Foyer del teatro e le residenze degli ospiti)

 

STANZA 6 .POLIFORMATO

M.A.D. museo antropologico del danzatore

Balletto Civile

Progetto speciale

Ideazione Michela Lucenti

Collaborazione creativa Maurizio Camilli, Emanuela Serra, Alessandro Pallecchi

Danzato da Maurizio Camilli, Loris De Luna, Francesco Gabrielli, Maurizio Lucenti, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Matteo Principi, Emanuela Serra, Giulia Spattini

Disegno Sonoro Guido Affini, Tiziano Scali

Produzione Balletto Civile

In coproduzione con Festival Oriente Occidente – Festival Fisiko! - Associazione Ultimo Punto/Festival Artisti In Piazza Festival Pennabilli

Con il sostegno di Mibact

M.A.D. è uno spettacolo nato durante il lockdown in cui danzatori/attori sono protagonisti del proprio capitolo fisico.

I corpi stanno in uno spazio protetto, un luogo a metà tra una teca e una serra dove il pensiero creativo è esploso.

Ogni capitolo offre una detonazione. Ogni capitolo è un tentativo d’ esposizione, un pezzo unico.

Ogni performer è isolato nel proprio micromondo, con un velo plastico che fa da diaframma, protezione e lente d’ingrandimento del proprio immaginario esploso.

Li accomuna un disegno sonoro che come una preghiera laica fa da sottofondo, creando una partitura orchestrale da cui emergono le parole, i canti e i suoni di ogni teca.

Un museo fatto di storie di uomini e donne che hanno dedicato il loro corpo al lavoro sacro della Danza.

L’obiettivo di questa creazione era trovare una modalità di tornare a danzare dal vivo, di mostrare nuovamente i corpi di una comunità ad un’altra comunità.

L’invito era quello di osservare molto da vicino ogni casetta in cui l’immaginario dell’interprete letteralmente esplode 

Per questa edizione del festival, che non potrà svolgersi dal vivo, lo spettacolo viene qui proposto in versione speciale. A partire dallo spettacolo, per ogni teca/danzatore verrà realizzato un micro-film.

L’esperienza non sarà osservare dal vivo la trasformazione di ogni performer, ma entrare nel suo micro-mondo assistendo a ciò che il video rende possibile. 

Un’immersione da vedere in cuffia dei diversi personaggi, dei loro pensieri, delle loro detonazioni immaginifiche, per continuare a scavare, approfondendo ancora l’esperimento antropologico di questo studio di materiale umano d’artista.

Sociale e cultura, Celivo e Teatro Nazionale fanno l’accordo

Super User 04 Dicembre 2020 797 Visite

Nonostante le misure per contrastare la diffusione del Covid-19 abbiano portato a chiudere al pubblico gli spettacoli, molte istituzioni culturali sono al lavoro per sviluppare nuovi network e progetti. È così che Celivo (celivo.it) e Teatro Nazionale di Genova (teatronazionalegenova.it) annunciano la firma di un accordo di collaborazione per promuovere reciprocamente presso i cittadini i valori della cultura e della promozione della cittadinanza attiva.

Già dal 2019 Celivo e Teatro Nazionale di Genova realizzano iniziative congiunte, quali l’esposizione di materiale promozionale del volontariato in luoghi di particolare affluenza nel Teatro e la divulgazione presso le associazioni degli spettacoli in palinsesto, con possibilità di accesso agevolato.

La firma dell’accordo, quindi, ufficializza e consolida il rapporto tra i due enti, che si impegnano a valorizzare reciprocamente il lavoro svolto, nonché a dare continuità e nuovo impulso alle iniziative congiunte.

Il Teatro Nazionale di Genova riconosce il valore dell’opera degli Enti di terzo settore sul territorio, offrendo la partecipazione agli eventi culturali, anche attraverso una “social card” che prevede una riduzione del 30% del biglietto su tutti gli spettacoli della stagione teatrale. Inoltre, per alcuni spettacoli, il Teatro offrirà dei biglietti gratuiti per volontari e utenti degli ETS.

Il Centro di Servizio per il Volontariato si impegna a riconoscere e promuovere il valore delle iniziative culturali come accrescimento personale e come elemento fondamentale della comunità, nonché a fornire i supporti informativi e di sensibilizzazione sui temi della solidarietà da esporre e distribuire presso le sedi del Teatro. Lo staff del Celivo si occuperà anche della distribuzione della “social card” e dei biglietti omaggio ai volontari e agli utenti delle Organizzazioni di Volontariato e di Terzo Settore.

«Siamo particolarmente felici di portare avanti la collaborazione con il Celivo, che si è creata all’indomani del crollo del Ponte Morandi, uno dei momenti più dolorosi nella storia della città di Genova», commenta Davide Livermore, Direttore del Teatro Nazionale di Genova. «Non c’è solidarietà senza cultura e non c’è cultura senza solidarietà. Un assioma di cui siamo convinti da sempre e a maggior ragione a fronte della situazione che la nostra società si trova ad affrontare oggi».

«Proprio in un momento difficile come questo per i mondi che rappresentiamo, con la firma di questo accordo vogliamo ribadire e sottolineare con forza l’importanza dei valori della cultura e della solidarietà quali elementi essenziali per il nostro territorio e la nostra comunità - commenta la Direttrice del Celivo Simona Tartarini.

Il Teatro Carlo Felice è su Primocanale

Super User 04 Dicembre 2020 1060 Visite

Prosegue il ciclo di concerti del Teatro Carlo Felice di Genova in coproduzione con Primocanale Production, un’iniziativa che si svolge senza pubblico dal vivo, esclusivamente in TV e in streaming, a causa dell’emergenza sanitaria.

Il prossimo appuntamento vede sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice il ventisettenne Michele Spotti. Violinista diplomato a pieni voti al Conservatorio di Milano e in seguito, come direttore, allievo di grandi Maestri come Daniele Agiman, Gianluigi Gelmetti, Gianandrea Noseda, Neeme Järvi e Gennady Rozhdestvensky, Spotti è stato premiato in importanti concorsi (secondo premio ex-eaquo, primo non assegnato, al Primo Concorso internazionale per direttori d’orchestra d’opera dell’Opéra Royale de Wallonie-Liège) e, nonostante la giovane età, ha già diretto in teatri e festival di prestigio, tra cui Opéra de Lyon, Staatsoper di Hannover, Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro Petruzzelli di Bari.

In programma la “Polonaise” di Čajkovskij, la danza festosa che all’inizio dell’Atto III dell’Eugenio Onegin fa da contrasto all’amore mancato tra Eugenio e Tatjana, la Sinfonia dalla Semiramide di Rossini, uno dei “crescendo” rossiniani più irresistibili, e la più sperimentale e moderna delle sinfonie di Schumann: la n. 4 in re minore op. 120.

Il concerto verrà dapprima trasmesso dall’emittente televisiva Primocanale sabato 5 dicembre alle ore 21.00 e domenica 6 dicembre alle ore 13.00; quindi mercoledì 9 dicembre, alle ore 21.00, verrà riproposto in streaming su tutti i canali social del Teatro Carlo Felice. Il concerto rientra nell’ambito dell’iniziativa Aperti, nonostante tutto, promossa dall’ANFOLS (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche) e sostenuta dall’ANSA.

Il Carlo Felice in onda mercoledì su Radio Tre con Kevin Zhu

Super User 02 Dicembre 2020 670 Visite

Il concerto sinfonico del 16 ottobre scorso al Teatro Carlo Felice di Genova, l’ultimo dal vivo prima della chiusura al pubblico in ottemperanza al DPCM del 24 ottobre 2020, verrà trasmesso mercoledì 2 dicembre, alle ore 20.30, all’interno del “cartellone” di Radio3 Suite, storica trasmissione di musica e cultura del terzo canale radiofonico della Rai.

I protagonisti del concerto, in collaborazione con il Paganini Genova Festival, sono il direttore d’orchestra Andrea Battistoni, trentatré anni, e il violinista Kevin Zhu, diciannove. Veronese, violoncellista, compositore (élan vital, 2016), scrittore (Non è musica per vecchi, 2012), Battistoni ha esordito come direttore nel 2008, nel 2012 è diventato il più giovane direttore mai salito sul podio del Teatro alla Scala, nel 2016 è stato nominato Direttore Principale della Tokyo Philharmonic e dal 2017 al 2019 ha ricoperto il ruolo di Direttore Principale dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Zhu, nato a Maryland (USA), ha iniziato lo studio del violino a tre anni, cominciando fin da subito a tenere concerti in pubblico e a vincere concorsi; un percorso culminato nel 2018 con il trionfo al Premio Paganini.

I due giovani musicisti, insieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice, affrontano due pagine di ampio respiro e di grande impegno tecnico-interpretativo. Il programma si apre con il Concerto in si minore per violino e orchestra op. 61 di Edward Elgar, una partitura di ispirazione tardo-romantica, nonostante sia stata composta tra il 1909 e il 1910, in cui l’orchestra non si limita ad accompagnare il solista, ma partecipa da co-protagonista al discorso musicale; un caposaldo della letteratura concertistica inglese di inizio Novecento, che merita di essere conosciuto non meno del suo omologo – e più celebre – Concerto per violoncello in mi minore op. 85.

La seconda parte del concerto è interamente occupata dalla Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 di Robert Schumann, composta tra il 1845 e il 1846, uno dei vertici del sinfonismo romantico. «Poche opere del romanticismo tedesco – scrive Battistoni nelle note del programma di sala – hanno la sincerità della Seconda Sinfonia». L’opera, infatti, nacque come viatico per uscire da un periodo di profonda depressione del compositore, risultando, alla fine, «un vero diario intimo della faticosa lotta contro il male di vivere, una reazione di Schumann al tormento interiore attraverso il modello degli amati Bach e Beethoven.»        

Corpi Elettrici: è grande danza alla Tosse

Super User 24 Novembre 2020 1027 Visite

Si svolgerà dal 28 novembre al 6 dicembre 2020 “Corpi Elettrici”, VI edizione di Resistere e Creare, la rassegna internazionale di danza con la direzione artistica di Michela Lucenti e Marina Petrillo.

Nata dalla collaborazione tra il Teatro della Tosse e il collettivo Balletto Civile, Resistere e Creare si conferma un’indagine, estetica e politica, sulla collettività e sull’arte. Un osservatorio, un tavolo di confronto, un laboratorio di mondi possibili.

L’edizione 2020 già immaginata dall’inizio come una forma “ibrida” tra spettacoli in presenza e supporti digitali, pur avendo dovuto rinunciare ad alcuni degli appuntamenti programmati, mantiene il significato profondo di testimonianza dell’urgenza della creazione artistica in questo lungo periodo di confinamento e distanziamento.

Prendendo spunto da Canto il corpo elettrico di Walt Whitman, CORPI ELETTRICI, titolo anche di uno degli eventi in programma, sarà una grande finestra, in cui guardare e da cui guardare le cose che stanno accadendo, da cui osservare cosa sta succedendo ai corpi in questo tempo di distanza, come i corpi possono entrare in relazione tra loro usando nuove modalità e nuovi strumenti, quali sono queste nuove modalità e strumenti. 

I contenuti saranno definiti, approfonditi ed articolati in momenti di varia natura che potranno essere partecipati attraverso il digitale: incontri, prove, residenze, progetti, estratti, testimonianze, percorsi, studi, esperimenti, confronti.

Nove i giorni di lavoro in cui si incroceranno artisti, linguaggi, pubblici, saperi, contributi e domande dello scenario nazionale ed internazionale.

Tre le domande che faranno da filo conduttore a questa edizione:

Quale urgenza oltre l’esigenza? Quale formato e quali competenze? Quale responsabilità? 

Otto le stanze virtuali in cui poter entrare e da cui poter guardare, in cui essere in relazione e confrontarsi: Formazione, Cura, Arte 4.0, Artigianato, DanzadiStanza, Poliformato,Stato dell’arte, Schermati.

CALENDARIO APPUNTAMENTI

- 28 novembre/ h.19.00  / live streaming dalla sala Trionfo (artisti e relatori in presenza)

Stanza 1 -  LA FORMAZIONE

L’Azione Silenziosa  -  la percezione della sensazione

incontro con Giovanni Di Cicco / Deos e i danzatori partecipanti al corso di alta formazione

- 1 dicembre/ h. 19.00 / live streaming / dalla sala Campana (artisti e relatori in presenza)

Stanza 2 - LA  CURA

I Danziani durante il lockdown

DANZARE OLTRE nell’ambito de I CORSI DI TEATRO DE LA FALEGNAMERIA

diretti da Nicoletta Bernardini e Claudia Monti

Con :Flavia Nocera, Massimo Venturini, Marcella, Rossella e Francesca Sommariva, Claudia Campanella, Laura Cavallo, Lucia Angella, Betta Mantero, Valeria Ghiron, Fabia Peirè, Annalaura Burlando, Elena Battistini, Sonia Sciutto, Angelica Marioni.

 

- 2 dicembre/ 18.30 / incontro e streaming 

Stanza 3 - ARTE 4.0

(da vari luoghi, collegamenti tra il teatro e le residenze degli ospiti)

DIGITAL SPIRITUS - CrossLucid ( Germania)

Incontro su Digital Spiritus con Cross Lucid (DE) Jack Gianella (produzione, sound design), Martino Sarolli e Emanuela Quaranta (intelligenze artificiali), Vita Roberta Cantarini (coordinamento)

MUTED VR – CHRISTOPHE MONCHALIN ( Belgio)

Incontro con Christophe Monchalin  e presentazione progetto Muted VR A fall through silence 

- 2 dicembre / 20.30 / (esperienza) incontro e streaming

Stanza 4. ARTIGIANATO

NEW RANT A fish out of Water

Di e con Alessandro Pallecchi

 

- 3 dicembre/ h. 19.00 / live streaming (collegamenti tra il teatro e le residenze degli ospiti)

Stanza 5 DANZADISTANZA

L’esperienza di CORPI ELETTRICI, Collettivo M_I_N_E 

Da un progetto speciale di Gender Bender Festival e della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio G.B. Martini di Bologna anno 2020 durata: 45' ca.

coreografia e interpreti: Collettivo M_I_N_E 

 

- 4 dicembre/ h. 19.00 / live streaming / tra il Foyer del teatro e le residenze degli ospiti)

Stanza 6 - POLIFORMATO

M.A.D.  Museo Antropologico del danzatore/ Balletto Civile

Presentazione del lavoro RIPENSATO per il video (versione singola casetta e versione collettiva) e chiacchiera intorno alla sua gestazione

 

- 5 dicembre/ h.19.00/ live streaming dalla sala Trionfo (artisti e relatori in presenza)

Stanza 7 - LO STATO DELL’ARTE 

pmHAb – perché mi hai abbandonato

di Cristiano Fabbri con Cristiani Fabbri e Rocco Colonnetta – Koinè

presentazione di un estratto del lavoro in residenza (tra i vincitori della call REC2019 sostegno alla produzione) e condivisione con gli artisti del percorso.

 

- 6 dicembre

Stanza 8 - SCHERMATI

dalle ore 15.00 alle 16.30 e dalle 18.00 alle 19.30, in diretta sulla pagina Facebook "Teatro della Tosse

SCHERMATI  - Una riflessione sul presente e il futuro della scena digitale

Tavola rotonda a cura di Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse in collaborazione con il Bando Residenze Digitali, promosso da Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), in collaborazione con AMAT, Anghiari Dance Hub, ATCL per Spazio Rossellini 

dalle 17 alle 18 in streaming

ISADORA The TikTok Dance Project 

di Giselda Ranieri e Simone Pacini

un progetto a cura di Isabella Brogi, Giselda Ranieri, Simone Pacini, Elisa Sirianni

con il sostegno di Resistere e Creare/Fondazione Luzzati Teatro della Tosse 

 in collaborazione con ALDES a cura di Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt)

Cronache di un progetto fuori sync

 

INFORMAZIONI E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Tutto il programma di Resistere e creare 2020 sarà disponibile per il pubblico gratuitamente, a eccezione di Isadora – The tik tok dance Project (webinar del 6 dicembre) 

Biglietti a € 3, disponibili qui https://bit.ly/33qKTYb

Acquistando il biglietto si riceverà una mail con il link per accedere alla performance. Posti limitati, si consiglia l'acquisto in prevendita, chiusura vendite 6 dicembre ore 12.00.

Si potrà partecipare a tutti gli appuntamenti in calendario prenotando la diretta zoom a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e indicando nell’oggetto il numero di “STANZA” che si desidera prenotare. 

Per ogni stanza sono previsti un massimo di 50 spettatori.

Le prenotazione della stanza chiudono il giorno precedente la diretta.

Gli appuntamenti saranno tutti trasmessi, secondo il calendario, anche in diretta sulla pagina Facebook Teatro della Tosse.

Fondazione Luzzati Teatro della Tosse/ Balletto Civile

RESISTERE e CREARE – VI edizione

CORPI ELETTRICI

28 NOV – 6 DIC 2020 

28 novembre – 6 dicembre 2020

Teatro della Tosse, Genova

RESISTERE E CREARE -VI edizione

Corpi Elettrici

Direzione artistica Michela Lucenti, Marina Petrillo 

A cura di Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse e Balletto Civile

Con il sostegno di MIBACT, Regione Liguria, Comune di Genova, Fondazione Compagnia di San Paolo

 

Paolo Fizzarotti

Rebecca a mezzanotte

Super User 22 Novembre 2020 759 Visite

Dopo il debutto di sabato 7 novembre, che ha riunito sul web oltre 200 persone tra spettatori e artisti, tornano gli appuntamenti di “P.Arte da Noi”, la rassegna autunnale di Officine Papage che quest’anno si propone nella sua nuova veste digitale, invitando i pubblici nella sala on line deI “Sofà Teatro”. Da mercoledì 25 novembre a venerdì 27 novembre è in programma un appuntamento insolito: lo spettacolo “Rebecca” infatti sarà realizzato e fruito completamente al buio. Si comincia in live mercoledì allo scoccare della mezzanotte, si continua, sempre in diretta, venerdì e sabato alle 21 e alle 22.30. Ogni volta per un pubblico selezionato di 25 spettatori online, invitati a spegnere le luci e a indossare l’auricolare. L’insolita ‘scena oscura’ sarà animata dai corpi e dalle voci di Marco Pasquinucci, che firma anche adattamento e regia, Dario Furini, Emanuele Niego e Matteo Budassi.

La performance nasce dalla riduzione drammaturgica del romanzo La vita accanto di Maria Pia Veladiano (testo d’esordio dell’autrice, Premio Calvino 2010, finalista al premio Strega 2011). Al centro dello spettacolo c’è la storia, narrata in prima persona, di Rebecca, in bilico tra un appassionante giallo e lucida poesia. La voce del racconto nell’allestimento proposto da Officine Papage sarà quella di un uomo e prenderà corpo in una stanza buia, all’interno della quale il pubblico è invitato a entrare. Un buio “buono” (come la protagonista stessa lo definisce) che permette a Rebecca di proteggersi dal giudizio degli altri e di raccontarsi in una confessione delicata, voluta e necessaria. Lo spettacolo avviene sulla piattaforma digitale Zoom, attraverso la condivisione di un link per l’accesso all’evento, che l’organizzazione invierà a tutti coloro che hanno acquistato il biglietto.

Agli spettatori si raccomanda (se possibile) di connettersi tramite computer, tablet o smartphone utilizzando l'auricolare o le cuffie. Per un migliore coinvolgimento, si consiglia inoltre di ascoltare le parole di Rebecca in un luogo buio o significativo della propria casa, al riparo dai troppi rumori, in un luogo che permetta a ciascuno attenzione e confortevolezza. A luci spente, l’immaginazione sarà stimolata a creare volti e possibilità, mentre i microfoni degli spettatori resteranno accesi durante tutto l’evento, per unire ai suoni dello spettacolo – che non è registrato ma accade in diretta – quelli della quotidianità, e rappresentare in questo modo la compresenza tra le persone e il senso ultimo del teatro, che sta nel continuo mescolare la vita all’arte e l’arte alla vita.

La giornata del 25 novembre si aprirà alle 15.00 con l’iniziativa “Una stanza tutta per noi – donne in rete per eliminare la violenza di genere”, una maratona che Officine Papage organizza in collaborazione con l’associazione Le Amiche di Mafalda di Pomarance e il gruppo di donne riunite intorno all’Auser di Monterotondo Marittimo. La piattaforma digitale sarà aperta fino alle 19.00 e ospiterà numerosi contributi: letture, video, interventi in diretta. Le associazioni di due territori si uniscono per promuovere la sensibilizzazione nella prevenzione della violenza contro le donne. La cittadinanza è invitata a seguire gli aggiornamenti sulla pagina Facebook di Officine Papage e a partecipare, collegandosi in qualsiasi momento. Lo spirito che anima le organizzatrici e gli organizzatori è quello di creare un momento di riflessione e confronto su temi importanti, che riguardano tutti.

Rebecca (25/27 novembre) - Biglietto € 3€ - acquistabile su liveticket.it.

Una stanza tutta per noi (25 novembre) - Ingresso libero.

Edipo: Io contagio, mostra al Ducale

Super User 22 Novembre 2020 736 Visite

Una mostra straordinaria fatta di parole, imponenti elementi scenografici, frammenti di tragedia, performer dentro teche di cristallo. Il progetto Edipo: io contagio – scena e parola in mostra nella Tebe dei Re nasce da un’idea di Davide Livermore, Direttore del Teatro Nazionale di Genova, accolta con entusiasmo da Luca Bizzarri, Presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova, che ha prontamente offerto i propri spazi per la realizzazione. 

«Con i teatri costretti a una seconda chiusura, abbiamo sentito, profondissima, l’esigenza di riaffermare l’importanza della cultura teatrale in tempo di crisi» racconta Davide Livermore, che per farlo si è rivolto all’Edipo Re, tragedia paradigmatica in cui Sofocle racconta di una Tebe devastata dalla peste e di un uomo che cerca di capire come arrestare il contagio e salvare il suo popolo. «Il drammaturgo dell’Antica Grecia, che si era ispirato a una pestilenza che pochi anni prima aveva terrorizzato i suoi concittadini, ci offre uno specchio clamoroso della nostra società: i versi dell’Edipo Re ci restituiscono un momento tragico, riflettendo in maniera implacabile il periodo storico che stiamo vivendo».

Ma il progetto della mostra performativa – che ha preso il via con una call pubblica rivolta ad attori e danzatori all’indomani del DPCM del 25 ottobre 2020, che lasciava i Musei ancora aperti al pubblico – risponde anche a un’altra fondamentale esigenza: proteggere e tutelare l’occupazione di attori e maestranze, che da mesi si trovano in gravi difficoltà. «L’arte deve esistere e resistere. Come teatro pubblico è nostro preciso dovere creare posti di lavoro per la comunità artistica» commenta Livermore. «In quest’ottica abbiamo portato avanti le prove dei nostri due spettacoli di produzione, Grounded e Autunno in aprile, anche quando è stato chiaro che non avremmo potuto riaprire i teatri in tempi brevi. E così insieme a Palazzo Ducale abbiamo deciso di allestire la mostra, nonostante il successivo decreto avesse chiuso anche i Musei al pubblico».

Rafforza il concetto Luca Bizzarri, Presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova: «Quando l'azione è diventata impossibile abbiamo capito che si poteva, e si doveva, agire insieme. Agire ancora di più».

Curata dallo stesso Davide Livermore insieme a Margherita Rubino e Andrea Porcheddu, la mostra, ospitata nel Sottoporticato di Palazzo Ducale, è un percorso suddiviso in diverse stanze, dove gli spettatori, avvolti dalla musiche inquietanti di Andrea Chenna, si imbattono in maestosi cavalli, tappeti di sangue, una jeep esplosa, bestie macellate, mentre sei performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, restituiscono frammenti del primo atto dell’opera di Sofocle, evocando mogli e madri che piangono mariti e figli, una comunità che si interroga sulle responsabilità dell’uomo nel disastro, capi di stato che cercano salvezza per il proprio popolo, in un crudele gioco del destino in cui si è ora vittime, ora colpevoli. 

EDIPO: IO CONTAGIO

Scena e parola in mostra nella Tebe dei Re

Elementi scenografici del Teatro alla Scala

Testi da Edipo Re di Sofocle, riduzione di Margherita Rubino

Traduzioni in inglese Kiara Pipino

Allestimento

Assistente scenografa Lorenza Gioberti

Musiche Andrea Chenna

Luci Gianni Grasso

Fonica Edoardo Ambrosio, Luca Nasciuti

Macchinista costruttore Diego Paoli

Elettricista Stefano Monni

Aiuto assistente scenografo Nicolò Tomasi

Progetto grafico Emanuela Dellepiane

Stampe digitali Pitto P.Zeta

Video a cura di Squeasy Film

Performance dal vivo

Coordinamento Carlo Sciaccaluga

Attori e performer

Agnese Ascioti

Sonia Convertini

Noemi Esposito

Nicolò Giacalone

Mirko Iurlaro

Davide Mancini

Matteo Palazzo 

Enrico Pittaluga

Valeria Chiara Puppo

Marco Taddei

Demian Troiano Hackman

Irene Villa

Doppio streaming per il Carlo Felice

Super User 20 Novembre 2020 686 Visite

Il Teatro Carlo Felice, chiuso al pubblico in ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020, realizzerà due concerti sinfonici in coproduzione con Primocanale Production, che verranno messi in onda dall’emittente televisiva Primocanale e trasmessi in streaming sui canali social del Teatro Carlo Felice e all’interno del palinsesto Aperti, nonostante tutto, promosso dall’ANFOLS (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche) e sostenuto dall’ANSA.
Il primo appuntamento vede sul podio Francesco Ivan Ciampa, che dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice in un concerto interamente beethoveniano, in omaggio al 250° anniversario della nascita del grande compositore tedesco. In programma, due Ouverture di forte impatto drammatico, Egmont op. 84 e Coriolano op. 62, e la Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92, la più trascinante delle sinfonie di Beethoven, per la sua incontenibile energia ritmica, che ispirò a Wagner la celebre definizione di “apoteosi della danza”.

Io provo a volare, alla Tosse in streaming

Super User 16 Novembre 2020 754 Visite

Il programma ottobre-dicembre della Fondazione Luzzati Teatro della Tosse riprende  sabato 21 novembre  alle ore 21 con  “IO PROVO A VOLARE”, Compagnia Berardi Casolari, di e con Gianfranco Berardi,  produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse.

Lo spettacolo, in programma, dal 10 al 15 novembre ai Teatri di Agostino, verrà tramesso in una particolare versione in diretta streaming.

Gli spettatori interessati, per un massimo di 50 persone, potranno accedere alla stanza dedicata via ZOOM prenotando via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; la diretta sarà trasmessa  anche sulla pagina Facebook Teatro della Tosse e resterà in chiaro fino a lunedi 23 novembre.

La visione dello spettacolo sarà gratuita.

IO PROVO A VOLARE è una drammaturgia originale, che a partire da cenni biografici di Domenico Modugno e dalle suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti.

Ed è proprio descrivendo aspettative, delusioni, sforzi e inganni, subiti da truffaldini incontri che Gianfranco Berardi articola il viaggio fra comici episodi della realtà di provincia  e alienanti esperienze metropolitane.

Lo spirito del custode di un teatrino provinciale, come un vecchio capocomico, torna in scena ogni notte, a mezzanotte, in compagnia dei suoi musicisti all’interno del teatro.

Tra racconto, musica e danza, rivivono episodi della sua vita: i sogni, gli incontri, gli stage, le prove, la fuga, la scuola, il primo lavoro e l’amaro ritorno al paese, dove, dopo aver tentato tutte le strade possibili, è costretto a rientrare.

Poesia e comicità sono gli ingredienti principali di questa ricetta, che tra atmosfere emotive, suggestioni e ricordi indimenticabili cerca di risvegliare nel pubblico quel sogno di libertà di cui Modugno fu simbolo e portavoce. 

 

Sabato 21 novembre ore 21

Streaming

IO PROVO A VOLARE 

omaggio a Domenico Modugno di e con Gianfranco Berardi e la partecipazione di Davide Berardi voce solista e chitarra

Bruno Galeone fisarmonica

regia e luci Gabriella Casolari

costumi Pasqualina Ignomeriello

con il sostegno di Festival Internazionale Castel dei Mondi

produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

Micaela Palmieri del Tg1 in collegamento con Genova

Super User 16 Novembre 2020 2121 Visite

Nuovo appuntamento online con il ciclo Genova e il Giornalismo, ideato da Antonio Ivan Bellantoni e promosso da Teatro Nazionale di Genova e Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale Genova, in collaborazione con Giglio Group. Giovedì 19 novembre alle ore 17 sarà possibile assistere all’incontro con la conduttrice del Tg1 Micaela Palmieri collegandosi al canale YouTube o alla pagina Facebook del Teatro Nazionale di Genova.

La giornalista presenta il suo libro “Next Stop Rogoredo. Storia di chi è uscito dal bosco della droga” (Baldini & Castoldi) scritto dopo aver trascorso (insieme a un cameraman e a un volontario) un’intera notte nel cosiddetto “bosco della droga” di Rogoredo, a pochi passi dagli sfavillanti grattacieli di Milano. Le storie, le testimonianze, la solitudine di queste vite piene di niente sono al centro di un libro-inchiesta duro, straziante e necessario che, in forma romanzata, racconta esistenze drammaticamente vere. Ma oltre all'abisso della dipendenza queste pagine parlano anche della voglia di ricominciare, perché nessuno esce dal bosco uguale a come ci è entrato.

A conversare con la giornalista Rai sarà Alessandro Giglio, Presidente del Teatro Nazionale di Genova, che presenta e conduce tutti gli incontri di Genova e il Giornalismo.

“Next stop Rogoredo” è acquistabile presso la Libreria del Teatro Ivo Chiesa.

Per seguire la video conferenza Facebook @TeatroNazionaleGenova | YouTube Teatro Nazionale Genova

Il Teatro Carlo Felice su Rai 5

Super User 09 Novembre 2020 952 Visite

Da martedì 10 a venerdì 13 novembre, per la seconda settimana consecutiva, Rai 5 dedica la propria programmazione operistica al Teatro Carlo Felice di Genova. Quattro opere e un concerto sinfonico-corale, per un arco di tempo che va dal 2001 al 2011, con protagonisti grandi nomi del teatro d’opera e della musica classica: Lele Luzzati, Daniele Abbado, Jonathan Miller, Alberto Gazale, Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Bruno Bartoletti, Gary Bertini e molti altri. Ecco il palinsesto completo: 

- Martedì 10 novembre, ore 10:00: W. A. Mozart, Il flauto magico (2011).
Con Andrea Mastroni, Blagoj Nacoski, Valdis Jansons, Naoyuki Okada, Zinovia Zafeiriadou, Eva Mei, Enrico Salsi, Sophie Gordeladze. Direttore: Johannes Wildner. Regia: Daniele Abbado, ripresa da Boris Stetka. Scene: Lele Luzzati. Costumi: Santuzza Calì.

- Mercoledì 11 novembre, ore 10:00: G. Verdi, Nabucco (2004).
Con Alberto Gazale, Susan Neves, Yasu Nakajima, Orlin Anastassov, Annamaria Popescu, Alberto Rota, Sabrina Modena, Alessandro Cosentino. Direttore: Riccardo Frizza. Regia: Jonathan Miller. Scene e costumi: Isabella Bywater.

- Mercoledì 11 novembre, ore 21:15: G. Puccini, Tosca (2010).
Con Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Claudio Sgura, Nikolay Bikov, Paolo Maria Orecchia, Max De Angelis, Angelo Nardinocchi, Roberto Conti, Luca Arrigo. Direttore: Marco Boemi. Scene: Adolf Hohenstein.

- Giovedì 12 novembre, ore 10:00: R. Leoncavallo, Pagliacci; P. Mascagni, Cavalleria rusticana (2007).
Con Svetla Vassileva, Salvatore Licitra, Alberto Gazale, Juan Francisco Gatell, Roberto De Candia, Susan Neves, Paola Gardina, Vittorio Vitelli, Ambra Vespasiani. Direttore: Bruno Bartoletti. Regia: Sebastiano Lo Monaco. Scene: Gianfranco Padovani. Costumi: Gianfranco Padovani, Giuseppe Avallone.

-  Venerdì 13 novembre, ore 10:00: W. A. Mozart, Messa in do minore per soli, coro e orchestra K. 427 (2001).
Con Annick Massis, Susana Poretsky, Jörg Schneider, Jochen Kupfer. Direttore: Gary Bertini.

Il Carlo Felice su Rai 5

Super User 04 Novembre 2020 634 Visite

Mercoledì 4 novembre, alle ore 21:15, Rai 5 trasmette l’allestimento di Roberto Devereux di Donizetti andato in scena al Teatro Carlo Felice di Genova nel marzo 2016. Uno spettacolo applauditissimo, con protagonista una magistrale Mariella Devia nel ruolo della Regina Elisabetta, affiancata da interpreti di spicco: Sonia Ganassi (Sara), Stefan Pop (Roberto Devereux), Mansoo Kim (Il Duca di Nottingham), Alessandro Fantoni (Lord Cecil), Claudio Ottino (Sir Gualtiero Raleigh). Sul podio, il direttore Francesco Lanzillotta. Regia di Alfonso Antoniozzi, scene di Monica Manganelli, costumi di Gianluca Falaschi, luci di Luciano Novelli. Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice. Maestro del Coro Pablo Assante.

Torna “Sabato a teatro”, lo spettacolo per la famiglia

Super User 24 Ottobre 2020 765 Visite

La nuova edizione di “Sabato a teatro”, la rassegna che il Teatro Nazionale di Genova dedica alle famiglie, si apre nel segno di Gianni Rodari, uno degli scrittori per l’infanzia più amati di sempre.

Sabato 24 ottobre alle ore 15:30 al Teatro Ivo Chiesa va in scena il best seller “Favole al telefono” rielaborato dall’arte grafica di Gek Tessaro, illustratore più volte Premio Andersen, che con il suo teatro disegnato crea e proietta istantaneamente le immagini di una storia, dando suggestioni che incantano platee di grandi e piccini. La voce narrante è di Matteo Corradini che cura anche la regia di dello spettacolo, una sorta di reading immaginifico-musicale che procede fra suoni, parole e immagini sull’onda del divertimento e della più sfrenata fantasia. Un omaggio all’universo letterario di Gianni Rodari.

Prima dell’inizio dello spettacolo verrà assegnato il Premio Maurizio Mastorchio al miglior spettacolo dell’edizione 2019/20 di “Sabato a teatro”.

Il secondo appuntamento è per il 21 novembre al Teatro Gustavo Modena (ore 16) con PIGIAMI di Nino D’Introna, Graziano Melano e Giacomo Ravicchio, uno spettacolo pluripremiato che dal 1983 è stato rappresentato in molti paesi d’Europa e negli Stati Uniti. La stanza da letto di un adulto che, nella quiete della sera, scopre il piacere di ridiventare bambino: un “evergreen” che invita a non perdere mai la voglia di giocare e sognare.

Pigiami vede in scena Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci, protagonisti e coautori insieme a Giorgio Scaramuzzino di PETER PAN, spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale di Genova insieme a Fondazione TRG di Torino che ha avuto grandissimo successo sui palcoscenici del Teatro Duse e della Sala Mercato nel 2019.

La Rassegna si chiude con il “Più furbo” di Mario Ramos, acclamato autore di libri illustrati per ragazzi, che la compagnia Teatro Gioco Vita di Piacenza porterà in scena alla Sala Mercato sabato 12 dicembre (ore 16). Protagonista Andrea Coppone diretto da Fabrizio Montecchi.

Teatro d’ombre e d’attore per narrare la storia di un lupo spavaldo e assai presuntuoso che, in attesa di Cappuccetto rosso e con già indosso le vesti della nonna, si chiude fuori casa per errore. E da lì in poi sarà tutto una risata. Dalle disavventure di questo lupo si esce con la gioiosa convinzione che la vita, nonostante tutto quello che ci può accadere, possa essere un’avventura meravigliosa.

Tra le prime realtà in Italia ad essere protagonista dell’animazione teatrale e del teatro delle ombre, Teatro Gioco Vita ha creato spettacoli rappresentati, oltre che in Europa, negli Stati Uniti, in Brasile, Messico, Canada, Giappone, Cina.

I biglietti (bambini 6euro, adulti 8euro) e la Carta Libera Sabato a Teatro (8 ingressi da usare anche in più persone sullo stesso spettacolo 40euro) sono disponibili presso tutte le biglietterie del Teatro Nazionale di Genova o sul sito teatronazionalegenova.it

Gli spettacoli saranno accompagnati dalle schede di lettura a cura di Andersen. Durante gli spettacoli i bambini potranno votare per la seconda edizione del Premio Maurizio Mastorchio.

Tutte le info su teatronazionalegenova.it 

Paolo Fizzarotti

Torna il Paganini Genova Festival

Super User 17 Ottobre 2020 1122 Visite

Continua la collaborazione tra il Paganini Genova Festival, in città sino al 28 ottobre per una quarta edizione ricca e diversificata, il Teatro Nazionale di Genova, il Conservatorio Niccolò Paganini e gli Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio Paganini. Domenica 18 ottobre infatti il Teatro Ivo Chiesa ospiterà a ingresso libero sino ad esaurimento posti il concerto dell’Orchestra Giovanile Regionale Niccolò Paganini diretta da Vittorio Marchese, con solisti Yesenia Vicentini al violino e Carola Puppo al violoncello. Il programma del concerto comprende composizioni di Niccolò Paganini, Luigi Boccherini e Edward Grieg. Un modo di sondare profondamente la tavolozza dei colori e degli stili dell’orchestra oltre ai virtuosismi degli strumenti spaziando dal brano forse più lirico ed intimo composto dal genio del violino genovese sino al garbo non privo di venature scure d’ascendenza gluckiana di Boccherini e ad alcune pagine tra le più brillanti e significative di Grieg, che proprio nella Suite trovò una fisionomia compiuta e una “risoluzione” del mondo nordico nel terreno fertile della tradizione centro-europea.

Il concerto è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

“Siamo felici di prendere parte al Paganini Genova Festival -commenta Davide Livermore direttore del Teatro Nazionale di Genova- l’importante appuntamento dove si celebrano l’arte, la vita e l’eredità di un grande artista che con la sua musica conquistò le platee dei maggiori teatri d’Europa. Vorrei che Genova si prendesse carico della responsabilità di avere nel proprio patrimonio culturale un artista come Niccolò Paganini.  Avere un grande figlio può essere un problema in un luogo che non ha cura della propria storia. E un luogo che non si cura della propria storia è un luogo destinato a perdere la propria identità. Celebrare l’arte dei propri figli preserva l’identità di un luogo e restituisce forza a tutta la comunità. Siamo felici perché il Festival valorizza dei giovani musicisti: la gioventù deve cibarsi di bellezza con la coscienza e lo studio. Accostarsi allo studio di Paganini vuol dire scegliere di elevare la propria anima e di metterla in relazione a qualcosa di molto vicino all’Assoluto. E’ partecipando ad eventi culturali di questo tipo che i giovani possono sentire ancor di più la coscienza di far parte di una grande storia”.

“L’Orchestra Giovanile Regionale Paganini – spiega il direttore del Conservatorio N.Paganini Roberto Tagliamacco – è proprio nata al Conservatorio di Genova  e ha collaborato più volte con il Paganini Genova Festival e con molte istituzioni. Lo spirito di travalicare i confini di questa orchestra, il desiderio di accumulare esperienze e nuovi programmi è frutto di un lungo lavoro e di un risultato di eccellenza sotto la guida del direttore Vittorio Marchese grazie a un costante impegno dei musicisti e a una forte coesione. I ragazzi sono cresciuti insieme e oggi, che sono più grandi e maturi, mostrano un livello artistico altissimo, un bel biglietto da visita per il Conservatorio stesso”.

“Il programma che abbiamo scelto - dice il direttore dell’Orchestra Giovanile Regionale Paganini Vittorio Marchese – prevede una prima parte dedicata a Paganini e a Boccherini, autori fra loro alquanto vicini. Sarà tra l’altro interessante ascoltare un violino cantabile e un violoncello virtuosistico. E poi nella seconda parte cambieremo atmosfere rendendo omaggio a Grieg.  L’Orchestra Giovanile Paganini è ormai una realtà importante, è diventata maggiorenne. I componenti sono quasi tutti al termine dei loro studi, la coesione e la qualità esecutiva sono proprie di un complesso professionale”. 

Domenica 18 ottobre, ore 20.30
Teatro Ivo Chiesa
Concerto dell’Orchestra Paganini
Vittorio Marchese, direttore
Yesenia Vicentini, violino
Carola Puppo, violoncello
Luigi Boccherini (1743 –1805) – Concerto per violoncello e archi in re maggiore G 479 (Allegro – Adagio – Allegro)
Edward Grieg (1843 –1907) – Due melodie elegiache op. 34
Niccolò Paganini (1782 – 1840) – Cantabile in re maggiore M.S. 109
Edward Grieg – Holberg Suite (Prelude – Sarabande – Gavotte – Air – Rigaudon)

Paolo Fizzarotti

 

I Due Gemelli di Goldoni e Balasso alla Corte

Super User 17 Ottobre 2020 1008 Visite

Al Teatro della Corte – Ivo Chiesa martedì 20 ottobre arriva I Due Gemelli, che Natalino Balasso ha tratto da una delle più celebri commedie di Carlo Goldoni.
“I due gemelli veneziani” è da sempre banco di prova per grandi attori: come l’edizione che nel 1963, proprio al Teatro Stabile di Genova, consacrò la grandezza di un attore del calibro di Alberto Lionello. Una commedia che è un meccanismo perfettamente oliato, giocato su una sequenza trascinante di equivoci, fughe, duelli, bugie, travestimenti, amori e disamori. In mezzo ad un turbine di situazioni irresistibilmente comiche, vengono messi in luce, nel tipico stile goldoniano, temi atemporali e universali come l’essere e l’apparire, la verità e la menzogna, l’ipocrisia della società.
Nel duplice ruolo di Zanetto e Tonino, identici d'aspetto ma opposti per indole e atteggiamento, c’è un attore di razza come Jurij Ferrini che, dopo il grande successo de “Le baruffe chiozzotte”, torna a frequentare Goldoni e ad affidarsi alla riscrittura di Natalino Balasso.
L’attore e autore veneto ha scelto di ambientare la vicenda  nel 1970: anni complessi e feroci, per riflettere, attraverso la ragionata leggerezza di Goldoni, su temi scottanti per la società contemporanea. «La vicenda straordinariamente comica dei due gemelli – spiega Ferrini - oltre ad esser motore di equivoci può diventare un’allegoria della fallacia dei nostri sensi. Prendiamo i meccanismi comici del 1747 per rileggerli in chiave contemporanea: la struttura rimane intatta, ma il tutto viene perfezionato e ripensato per una società libera, in emancipazione, come quella degli anni Settanta. I personaggi diventano più complessi, lontani dalla maschera stereotipata della commedia dell’arte. Proprio grazie a questo spostamento si può godere e comprendere a pieno l’ironia più profonda di Goldoni, nello stile sarcastico e pungente di Natalino Balasso».
I due gemelli è in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 20 a domenica 25 ottobre, martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.

I due gemelli di Natalino Balasso da Carlo Goldoni

regia Jurij Ferrini

interpreti Jurij Ferrini

Vittorio Camarota, Maria Rita Lo Destro, Federico Palumeri, Andrea Peron, Marta Zito, Stefano Paradisi 

produzione Progetto U.R.T. in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi 

Paolo Fizzarotti

“La malattia del mondo”, Francesco Borgonovo parla nel Foyer della Corte

Super User 17 Ottobre 2020 1823 Visite

Il Teatro Nazionale di Genova e la Fondazione per la cultura Palazzo Ducale Genova, in collaborazione con Giglio Group, presentano Genova e il Giornalismo, ciclo di incontri con giornalisti e scrittori, ideato da Antonio Ivan Bellantoni, giornalista, avvocato e portavoce parlamentare. Tutti gli incontri sono presentati e condotti da Alessandro Giglio, presidente del Teatro Nazionale di Genova.

Dopo l’inaugurazione dello scorso venerdì a Palazzo Ducale, sabato 17 ottobre alle ore 17 nel Foyer del Teatro Ivo Chiesa è in programma il secondo appuntamento, ospite Francesco Borgonovo. Il vicedirettore de “La verità”, noto autore e commentatore politico di La7 e Rai, presenterà il libro edito da UTET “La malattia del mondo. In cerca della cura per il nostro tempo”. L’incontro è a ingresso è libero ma è necessario prenotarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Info su teatronazionalegenova.it e palazzoducale.genova.it

La malattia del mondo. In cerca della cura per il nostro tempo (UTET)

Il coronavirus ha smascherato tutta la fragilità del modello di società, economia, politica che sembrava poter dominare, incontrastato, il nostro mondo. Al di là delle considerazioni strettamente mediche, tutti ci siamo chiesti: come è potuto accadere? Cosa abbiamo fatto per metterci nelle condizioni di terribili vulnerabilità in cui ci siamo trovati? E da quali basi si può ripartire? Francesco Borgonovo affronta questi temi epocali. In un percorso che si snoda attraverso la cultura classica e la grande letteratura, ma si confronta costantemente con l'attualità, Borgonovo propone una diagnosi della malattia che ha assalito il nostro mondo, al di là e oltre alla diffusione di un micro-organismo fatto di poche proteine e qualche filamento di RNA. Un dialogo serrato con i grandi intellettuali del presente e del passato, intervistati (come Giorgio Agamben) o interrogati nei loro scritti più attuali (come Jean Baudrillard, Michel Onfray, Carl Schmitt), che amplia e approfondisce la questione della pandemia che ha colpito il mondo fino a renderla il sintomo di una malattia più fondamentale. Solo riconoscendo la natura di questa "malattia del mondo" si può ragionare sulle strade che possono portare a un futuro diverso, migliore e più sicuro del passato recente, che sembra già, in qualche modo, lontanissimo. 

Sabato 17 ottobre, ore 17 Foyer Teatro Ivo Chiesa, Corte Lambruschini, Genova

La malattia del mondo. In cerca della cura per il nostro tempo

Incontro con Francesco Borgonovo, vicedirettore de “La Verità” presenta e conduce Alessandro Giglio, Presidente del Teatro Nazionale di Genova.

Battistoni e Zhu, due stelle al Carlo Felice

Super User 15 Ottobre 2020 869 Visite

Due artisti giovani, ma già di livello internazionale. L’astro nascente del violino e l’astro nascente della direzione d’orchestra venerdì 16 ottobre si incontreranno al Carlo Felice per dare vita a un concerto straordinario, in collaborazione con il Paganini Genova Festival. Il direttore d’orchestra è Andrea Battistoni, trentatré anni; il violinista è Kevin Zhu, diciannove anni. Si tratta di due interpreti appartenenti alla nuova generazione di musicisti classici, che si sta contraddistinguendo per la precocità del talento, la tecnica formidabile e una preparazione culturale multiforme, non limitata alla musica.  Insieme interpreteranno un repertorio tratto da Elgar e Schumann. Inizio del concerto alle ore 20.

Andrea Battistoni, di Verona, violoncellista, compositore e scrittore, ha esordito come direttore nel 2008. Nel 2012 è diventato il più giovane direttore mai salito sul podio del Teatro alla Scala, nel 2016 è stato nominato Direttore Principale della Tokyo Philharmonic e dal 2017 al 2019 ha ricoperto il ruolo di Direttore Principale dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Zhu, nato a Maryland (USA), ha iniziato lo studio del violino a tre anni, cominciando fin da subito a tenere concerti in pubblico e a vincere concorsi; un percorso culminato nel 2018 con il trionfo al Premio Paganini.

I due giovani musicisti, affiancati dall’Orchestra del Teatro Carlo Felice, affronteranno due pagine di ampio respiro e di grande impegno tecnico-interpretativo. Il programma si aprirà con il Concerto in si minore per violino e orchestra op. 61 di Edward Elgar, una partitura di ispirazione tardo-romantica, nonostante sia stata composta tra il 1909 e il 1910, in cui l’orchestra non si limita ad accompagnare il solista, ma partecipa da co-protagonista al discorso musicale; un caposaldo della letteratura concertistica inglese di inizio Novecento, che merita di essere conosciuto non meno del suo omologo – e più celebre – Concerto per violoncello in mi minore op. 85.

La seconda parte della serata sarà interamente occupata dalla Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 di Robert Schumann, composta tra il 1845 e il 1846, uno dei vertici del sinfonismo romantico. «Poche opere del romanticismo tedesco – scrive Battistoni nelle note del programma di sala – hanno la sincerità della Seconda Sinfonia». L’opera, infatti, nacque come viatico per uscire da un periodo di profonda depressione del compositore, risultando, alla fine, «un vero diario intimo della faticosa lotta contro il male di vivere, una reazione di Schumann al tormento interiore attraverso il modello degli amati Bach e Beethoven.»       

Paolo Fizzarotti

Tintarella di Luna con Italo Calvino, al Modena

Super User 15 Ottobre 2020 1102 Visite

Con Tintarella di luna, nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova che debutta al Teatro Gustavo Modena dal 14 al 25 ottobre, Giorgio Gallione torna a esplorare il mondo complesso e visionario, ironico e anticonvenzionale di un autore amatissimo, alla cui opera si è ispirato più volte sin dagli esordi registici.

“Giorgio Gallione porta all’interno del Teatro Nazionale di Genova una grande eredità artistica. La produzione di Tintarella di luna, che in origine avrebbe dovuto debuttare lo scorso aprile, era stata bloccata sul nascere dall’emergenza coronavirus: il lockdown è arrivato quando le prove erano appena iniziate” racconta Davide Livermore, Direttore del Teatro Nazionale di Genova. «Essere riusciti a produrre lo spettacolo adesso, nonostante tutte le difficoltà, ci rende particolarmente felici. È un segnale importante della vitalità e della capacità di reazione di questo teatro e di tutta la città». 

Interpretato dagli attori Cristiano Dessì, Rosanna Naddeo, Andrea Nicolini e dai danzatori del gruppo DEOS Luca Alberti, Diletta Brancatelli, Giuseppe Insalaco, Angelica Mattiazzi, Valentina Squarzoni, Francesca Zaccaria, Tintarella di luna è un lavoro corale, con le coreografie di Giovanni Di Cicco e le musiche di Paolo Silvestri strettamente legate all’impianto drammaturgico.

Nello spettacolo il protagonista delle Cosmicomiche Qfwfq - creatura in perenne metamorfosi che attraversa svariate dimensioni spazio-temporali – affianca lo stesso Calvino, come una sorta di alter ego. Insieme i due evocano storie divertenti e sognanti, che prendono corpo tra danze, canzoni e una miriade di citazioni, dal cinema anni Quaranta a Borges, da Marilyn Monroe a Braccio di ferro. L’atmosfera surreale è ben evocata dalle scenografie di Marcello Chiarenza, i costumi di Francesca Marsella e le luci di Aldo Mantovani. Interpreti e spettatori vengono catapultati su pianeti bizzarri dove si cammina su fazzoletti di nuvole, ci si culla in primavere di quarzo, ci si tuffa in un musical scatenato, in un gioco continuo dove la fantasia e l’ironia sono le uniche regole certe.

«Italo Calvino è stato il mio nume tutelare per anni, ho sempre cercato di trasporre in teatro le sue riflessioni sulla letteratura, penso in particolar modo al suo elogio della leggerezza intesa come “reazione al peso di esistere», afferma Giorgio Gallione. «La sua prosa è una delle più limpide ed evocative della sua generazione, le sue pagine sono un terreno fertile per cercare, anche in palcoscenico, un linguaggio e uno stile che si interroghi profondamente sui meccanismi del narrare, sia etici che artistici, sia civili che poetici. Tintarella di luna spinge su un doppio pedale, mostrando sia la parte nobilmente comica che quella epica e cosmica di Italo Calvino».

PRIMA NAZIONALE

14 - 25 ottobre 2020 | Teatro Gustavo Modena | Genova 

Tintarella di luna, liberamente tratto da Italo Calvino

regia e drammaturgia Giorgio Gallione

con Cristiano Dessì, Rosanna Naddeo, Andrea Nicolini e i danzatori Luca Alberti, Diletta Brancatelli, Giuseppe Insalaco, Angelica Mattiazzi, Valentina Squarzoni, Francesca Zaccaria

musiche Paolo Silvestri

coreografia Giovanni Di Cicco

luci Aldo Mantovani

scene Marcello Chiarenza

costumi Francesca Marsella 

produzione Teatro Nazionale di Genova

in collaborazione con DEOS

Paolo Fizzarotti

Estate in dicembre, al Duse

Super User 15 Ottobre 2020 995 Visite

E dopo il teatro Ivo Chiesa, alla Corte, riapre anche il Duse. Venerdì 16 ottobre va in scena "Estate in dicembre” dell'autrice spagnola Carolina África Martín Pajares. Qui le donne sono protagoniste, è una storia tutta al femminile.
Sul palco salgono cinque attrici: Fiammetta Bellone, Elsa Bossi, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti e Alice Giroldini. Queste cinque donne rappresentano generazioni diverse all’interno della stessa grande famiglia. Sono madri, figlie, nonne, alle prese con l’amore e la morte, le ribellioni e gli affetti, le speranze, il dolore e i sogni. Ad unirle è solo la ricerca della felicità, le cinque donne cercano di separarsi ma a legarle indissolubilmente è un groviglio di sentimenti.
Una storia apparentemente semplice, quotidiana, minimale: eppure nel fluire dei mille discorsi che si intrecciano c’è un ritratto lucido, a tratti crudele, ma impastato di tenerezza.
Estate in dicembre è una commovente e divertente saga matriarcale capace di parlare a tutti e a ciascuno, che piacerebbe a Pedro Almodovar per quel suo clima da Donne sull’orlo di una crisi di nervi e per quella inesausta ricerca di riscatto attraverso l’amore.
Una storia che ha un atteso sequel dal titolo Autunno in aprile che andrà in scena in prima nazionale sempre al Teatro Eleonora Duse da mercoledì 18 novembre con la regia di Jacopo Maria Bicocchi.

16 -25 ottobre 2020 | Teatro Eleonora Duse | Genova
Orari spettacoli: martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30 – giovedì e sabato (novità) ore 19.30 – domenica ore 16 – lunedì riposo (salvo il 12 ottobre)

Estate in dicembre di Carolina África Martín Pajares

versione italiana Antonella Caron

regia Andrea Collavino 

interpreti Fiammetta Bellone, Elsa Bossi, Sara Cianfriglia, Elena Dragonetti, Alice Giroldini

luci Aldo Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova 

Paolo Fizzarotti

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