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Il ponte e’ di Giorgio De Cani

Contrariamente a quanto è apparso sui social, questi post hanno tratto in inganno anche

Genova3000, il progetto che si vede in queste immagini non è dell’architetto genovese Renzo Piano, ma di Giorgio De Cani, ingegnere di Lecco con studio a Milano. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente.

Ingegnere De Cani, è suo il progetto?
Sì, è mio e dell’architetto Angelo Terenzio Valentino. Il 20 di agosto ho postato la foto su un social e qualcuno lo ha attribuito all’architetto Piano.
In effetti, è molto simile…
E’ simile solo perché anch’io ho pensato di non utilizzare stralli, tiranti, ma di caricare il peso del ponte solo su piloni. Una scelta della quale sono fiero, visto che l’ha avuta anche il grande Renzo Piano.
C’è anche una zona pedonale…
Come ho detto, il ponte è sostenuto da 43 piloni, uno per ciascuna delle vittime del crollo del Morandi. Per me è un significato importante perché sono le vittime che sorreggono il ponte. A fianco delle carreggiate ho pensato a zone pedonali, percorsi meditativi, accessibili tramite ascensori. Il ponte deve diventare un pensatoio, un luogo dove le persone posso salire e riflettere. Queste zone dedicate al passeggio sono protette da vetri termosaldati di 5 cm, come quelli che ci sono all’Acquario di Genova.
Sarà illuminato come quello di Piano?
Sì. Le luci però non sono lampioni, come nel progetto di Piano, ma led posizionati dietro ai pannelli di vetro e alimentati grazie ai generatori eolici a asse verticale che sono posti in cima a ogni pilone.
Dai due progetti, il suo e quello di Piano, ne potrebbe nascere uno in comune?
Certamente, sì. Sono a disposizione.

Il progetto dell'ingegnere Giorgio De Cani



Il ponte illuminato

La zona pedonale. Sopra al pilone un generatore eolico a asse verticale che alimenta le luci

Giorgio De Cani

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