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Dalla Regione 700mila euro ai Comuni liguri per il recupero dei beni confiscati alle mafie

 

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all'unanimità un ulteriore stanziamento di 100mila euro destinato al fondo regionale per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La misura porta a 700mila euro la dotazione complessiva prevista per il 2026, rafforzando il sostegno ai Comuni impegnati nella riqualificazione e nel riutilizzo sociale degli immobili sottratti alle mafie.

L'incremento delle risorse è stato introdotto attraverso un emendamento al disegno di legge n. 115 sull'assestamento al bilancio di previsione 2026-2028, presentato dal Partito Democratico e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza. Il provvedimento è stato approvato nel corso della seduta dedicata al rendiconto generale 2025, all'assestamento di bilancio, al Documento economico finanziario regionale (Defr) 2027-2029 e alle disposizioni di adeguamento dell'ordinamento regionale. 

Le risorse saranno destinate agli enti locali liguri già assegnatari di beni confiscati oppure coinvolti nelle procedure di destinazione avviate con l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). L'obiettivo è contribuire alle spese di ristrutturazione, riqualificazione e riconversione degli immobili, affinché possano essere trasformati in spazi destinati a finalità sociali, pubbliche o istituzionali.

La legge regionale 7 del 2012 sulla prevenzione del crimine organizzato e mafioso prevede infatti che la Regione sostenga gli enti locali nel riutilizzo dei beni confiscati. Dopo l'assenza di finanziamenti nel 2025, il fondo è stato ripristinato per il 2026 e ora ulteriormente rafforzato grazie all'emendamento approvato dall'aula.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della VI Commissione Antimafia del Consiglio regionale, Andrea Orlando. «Si tratta di un'esigenza manifestata da tempo per consentire ai Comuni di far fronte alla gestione, al recupero e alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L'accoglimento di questo emendamento rappresenta un risultato importante, sia dal punto di vista amministrativo sia da quello simbolico: un atto concreto per sostenere i Comuni e rafforzare i presìdi di legalità sui territori, trasformando i beni sottratti alle mafie in un patrimonio restituito alla collettività».

Sulla stessa linea anche la vicepresidente della VI Commissione Antimafia, Veronica Russo, che ha sottolineato come il recupero degli immobili confiscati rappresenti uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. «Il contrasto alle mafie passa anche dalla capacità delle istituzioni di restituire alle comunità i beni confiscati. Su questi temi non dovrebbero esistere divisioni politiche: trasformare un bene sottratto alle mafie in uno spazio al servizio dei cittadini significa affermare concretamente la presenza dello Stato e la cultura della legalità».

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