Ponte Morandi, a Tursi inaugurate installazione video e mostra fotografica dei cronisti e fotoreporter genovesi
Silvia Salis
La sindaca Silvia Salis ha partecipato questo pomeriggio, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, alla presentazione dell’installazione video realizzata da una trentina di cronisti e all’inaugurazione della mostra fotografica dedicata al crollo del Ponte Morandi e alle 43 vittime del 14 agosto 2018. La mostra raccoglie un centinaio di immagini scattate dai fotoreporter genovesi e resterà esposta nel loggiato di Palazzo Tursi per poi essere ospitata definitivamente nelle sale del Memoriale.
La sindaca, aprendo il proprio intervento, ha rivolto un pensiero ai familiari delle vittime: «Vi ringrazio per quello che fate, sempre con spirito collaborativo e con la volontà di tenere viva la memoria lavorando al fianco delle istituzioni».
«C’è un prima e un dopo il 14 agosto 2018 – ha proseguito Salis – è una tragedia che ha segnato uno spartiacque nella storia della nostra città e continuerà a essere così. Il nostro compito, come istituzioni, è tenere viva la memoria. Per questo ringrazio anche l’Ordine dei Giornalisti, l’Associazione Ligure dei Giornalisti e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa mostra: queste immagini raccontano un lavoro corale e prezioso contro l’oblio e l’indifferenza. Abbiamo detto subito di sì perché crediamo che i palazzi nei quali si svolge l’attività amministrativa debbano essere anche luoghi vivi, nei quali custodire la memoria e riaffermare la necessità della verità e della giustizia. Vogliamo che Palazzo Tursi sia anche questo. Come istituzioni, non possiamo mai dimenticare che la responsabilità è il primo dei nostri compiti: responsabilità per ciò che facciamo e consapevolezza che ogni scelta di un’amministrazione pubblica incide sulla vita delle persone».
Salis ha quindi ricordato il 16 luglio scorso, giorno della sentenza di primo grado: «La pubblica amministrazione deve continuare a chiedere giustizia e verità. Per questo ho ritenuto doveroso essere presente il giorno della sentenza, un momento che aspettavamo da molto tempo: la giustizia non restituisce l’abbraccio delle persone che ci mancano, ma può aiutare a convivere con il dolore».
La sindaca ha concluso rivolgendo un ringraziamento ai giornalisti: «Hanno il compito fondamentale di raccontare con indipendenza ciò che accade nel nostro Paese. Non hanno mai mollato e sono sempre stati presenti, anche durante un processo estenuante. Il loro lavoro aiuta la città e il Paese a comprendere meglio i fatti ed è un patrimonio inestimabile. La memoria, per restare viva e pungente, ha bisogno di voci ostinate, che non si stanchino di raccontare».



