Antonio Gozzi Cavaliere del Lavoro: “Il futuro dell’industria è nelle nuove generazioni”
Antonio Gozzi
Antonio Gozzi, presidente di Duferco e di Federacciai e vicepresidente di Confindustria, è stato nominato Cavaliere del Lavoro. L’onorificenza gli è stata conferita oggi, 21 ottobre, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a riconoscimento di un percorso imprenditoriale contraddistinto da innovazione, capacità di affrontare i mercati internazionali e contributo allo sviluppo industriale del Paese.
Per Gozzi, imprenditore ligure e primo chiavarese a ricevere il prestigioso titolo, si tratta di un traguardo dal significato personale e professionale profondo, che va oltre i risultati raggiunti e coinvolge tutte le persone che hanno condiviso il suo cammino.
«Ricevere oggi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro mi onora profondamente – ha dichiarato –. Desidero condividere questo riconoscimento con tutte le persone che hanno reso possibile il mio cammino umano e professionale». Il primo pensiero va alle donne e agli uomini che lavorano al suo fianco, mettendo competenza, passione e responsabilità al servizio di un progetto comune. Un ringraziamento particolare è rivolto anche alla famiglia, per il sostegno ricevuto in ogni tappa del percorso.
Al centro del messaggio di Gozzi c’è una concezione dell’impresa come costruzione collettiva, capace di generare valore economico e sociale. «Dietro ogni investimento, ogni traguardo e ogni sfida affrontata ci sono persone che condividono un obiettivo e si impegnano per raggiungerlo. Questa onorificenza appartiene anche a loro».
Il presidente di Duferco ribadisce inoltre il ruolo strategico dell’industria, chiamata a innovare, affrontare le trasformazioni e creare occupazione. In una fase segnata da cambiamenti economici, tecnologici e geopolitici, Italia ed Europa devono investire nella propria capacità produttiva e nelle competenze, con visione e determinazione.
Particolare rilievo assume il legame con Chiavari e il Tigullio, radici che Gozzi considera parte integrante della propria identità. «Si può restare legati alla propria comunità e, allo stesso tempo, competere sui mercati internazionali», sottolinea, interpretando il riconoscimento anche come un messaggio di fiducia per il territorio.
Infine, lo sguardo è rivolto ai giovani e alla formazione, tema richiamato dallo stesso Mattarella. «Voglio mettere a disposizione l’esperienza maturata, contribuire a creare nuove opportunità e trasmettere alle nuove generazioni la fiducia e il coraggio di credere nei propri sogni e costruire il proprio futuro».
