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I “chiodi” di Forza Italia per rimettere in moto il Paese

Ieri, dalla Costa Azzurra in videoconferenza fino a tarda ora, Silvio Berlusconi ha illustrato ai capi dipartimento di Forza Italia i dieci punti, i “chiodi”, indispensabili per la ripresa economia del Paese. Il programma sarà proposto al premier Conte che, visti i recenti segnali di distensione tra il Cav e il governo (vedi il MES), potrebbe pure accoglierlo, almeno in parte.
Alla videoconferenza hanno partecipato anche due liguri: il portavoce dei parlamentari azzurri Giorgio Mulé e il capo Dipartimento Nazionale Sviluppo & Innovazione Giancarlo Vinacci. A quest’ultimo abbiamo chiesto un’analisi di questa crisi economica dovuta dal virus.
“Credo che nel breve sarà drammatico ma a medio-lungo periodo porterà benefici, anche ci sarà un doloroso turnover di alcuni imprenditori che dovranno reinventarsi un'attività diversa. Avremo meno inquinamento, meno traffico, il mercato casa dovrà crescere per ospitare lo smart working, gli immobili uso ufficio soffriranno. Una cosa è però certa: non sarà più come prima. Alcuni mestieri moriranno ed altri nasceranno. Il coronavirus sarà il vero acceleratore verso la quarta rivoluzione industriale”.

 



SINTESI

- In termini sanitari, la pandemia è un fenomeno simmetrico: ha colpito ovunque nel mondo con la stessa violenza.

- Dal punto di vista economico, il Coronavirus rischia invece di trasformarsi in un fenomeno asimmetrico.

- L’uscita dalla pandemia non sarà uguale per tutti, ma vedrà inevitabilmente vincitori e vinti.

- I vinti rischiano di essere quegli Stati che già prima della pandemia erano più deboli.

- Il rischio è dunque di uscire dalla pandemia ancora più deboli di come c’eravamo entrati.

- Gli italiani stanno uscendo dalla paura ma stanno morendo di incertezza. E noi siamo chiamati a dare certezza del futuro.

- L’Europa è in ritardo sui tempi ma ha la possibilità di prendere le decisioni giuste.

 

L’ITALIA È ANCORA PIÙ IN RITARDO

- Il giudizio sulla gestione italiana della pandemia è dolorosamente negativo. Il governo naviga a vista con decisioni sempre tardive, spesso pasticciate e certamente insufficienti.

- In parallelo al lockdown bisognava mettere in atto alcune azioni fondamentali: garantire il reddito ai lavoratori che perdevano il posto o stavano a casa, garantire il reddito al mondo dei lavoratori autonomi.

- Questo è stato deciso, ma in maniera tardiva e insufficiente: la cassa integrazione è in ritardo di un mese e mezzo, così come i miserevoli 600 euro per gli autonomi.

- Sulla garanzia della liquidità alle imprese siamo ancora alla predisposizione delle domande che somigliano a un girone dantesco per la loro complessità. I risarcimenti, poi, non sono neanche sul tavolo.

- La moratoria fiscale che chiediamo deve essere chiara, netta e deve coprire almeno tutto il 2020.

- Anche su mutui e affitti viviamo un’incertezza totale. Ed è la stessa incertezza sulla cosiddetta Fase 2.

- La strategia di riapertura doveva essere il primo pensiero subito dopo la chiusura. E invece siamo nel caos totale: ognuno va per la sua strada.

- Filiere, settori, scuola, uffici pubblici, mobilità delle persone: nulla ancora è stato deciso e definito. Viviamo, ripeto, l’incertezza totale.

- Non c’è stata alcuna riflessione su settori che già oggi sono prossimi al disastro: nessuna presa di posizione del governo sul turismo, nulla sullo sport, sull’agricoltura. Rischiamo di desertificare il 15/20 per cento del Pil nazionale, cioè di uccidere le imprese che afferiscono a questo insieme di filiere.

- Manca inoltre qualsiasi strategia nella Fase 2 per investimenti in infrastrutture, manutenzione delle città e delle periferie, investimenti privati. Siamo all’anno zero sulla semplificazione burocratica necessaria per le ripartenze.

- E anche sulla semplificazione fiscale con l’approdo alla flat tax sfruttando l’onda finanziaria dell’Europa siamo al nulla.

- E ancora: la semplificazione del lavoro con il necessario ritorno alla flessibilità attraverso i voucher ad esempio nel turismo e in agricoltura è addirittura osteggiata con forza.

- Il 2020 finirà secondo il Fondo monetario con una flessione di almeno 9 punti in termini di Pil. Una previsione già terribile che rischia di essere addirittura ottimistica. Siamo davanti a un impatto su reddito e produzione mai sperimentato. Occorrerebbe avere un piano, una strategia, ma non c’è.

 

I NOSTRI «CHIODI»

1) LIQUIDITÀ SUBITO PER LE IMPRESE: molti soldi, benedetti e subito per la piccola/media/grande impresa entro un mese. I tempi devono essere serrati: una settimana per i piccoli, 2 settimane per le medie e 3/4 settimane al massimo per le grandi imprese. Fuori da questa tempistica il nostro sistema delle imprese collassa. Entro fine maggio tutta la liquidità (400 miliardi) deve arrivare a destinazione. Forza Italia deve essere attestarsi su una linea chiara ed essere paladina su autocertificazione, semplificazione delle procedure e dei controlli da effettuare ex post sulla liquidità erogata per tutti.

2) RISARCIMENTI: dobbiamo puntare a un impegno del governo per erogare i risarcimenti per tutte le imprese e le attività costrette a fermarsi in ragione del periodo di chiusura e dei relativi mancati guadagni. Almeno il 25/30 per cento del fatturato per i mesi di chiusura deve essere risarcito.

3) LA CASSA INTEGRAZIONE deve essere garantita per tutti e per tutto il periodo di chiusura (molto più delle 9 settimane concesse finora) con garanzia che l’ombrello resisterà.

4) MORATORIA FISCALE: va garantita da subito fino alla fine del 2020 per tutti quelli che hanno chiuso. Lo stesso vale per i mutui.

5) SEMPLIFICAZIONE DI OGNI ADEMPIMENTO BUROCRATICO (domande, certificati, autorizzazioni, licenze): tutto dovrà essere fatto in autocertificazione con controlli ex post.

6) Per la Fase 2 spingere sulla «DECERTIFICAZIONE»: basta certificati di ogni genere chiesti a chiunque per qualsiasi adempimento. Questo lo ritengo un punto distintivo e centrale della nostra azione: alla desertificazione delle imprese causata anche dalla burocrazia noi rispondiamo con la «decertificazione» per mantenerle in vita.

7) LAVORO: flessibilità immediata con introduzione dei voucher

immediati per turismo, agricoltura, sport, servizi alla persona.

8) PIANO MARSHALL SULLA FILIERA DEL TURISMO: in Italia incentivi senza limiti di reddito a tutti i cittadini con detrazioni per spese turistiche per chi trascorrerà le vacanze entro i confini nazionali. In Europa un recovery plan straordinario per tutelare e sostenere le imprese con finanziamenti a fondo perduto.

9) PIANO CASA: detassazione degli investimenti per miglioramenti nelle abitazioni.

10) LEGGE SULLE CITTÀ: più infrastrutture e manutenzione per centri urbani e periferie. E cioè strade, illuminazione, verde pubblico, impianti, reti di comunicazione, scuole, edifici pubblici

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