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Samp, il futuro è adesso!

Vittorio Sirianni

 

La Sampdoria ha vissuto, nell’ultimo atto di questa sua vicenda, il periodo più indecente e vergognoso del calcio italiano. Non certo per colpa sua, ma è stata protagonista involontaria di un momento che i soloni del nostro calcio dovrebbero ricordare e agire di conseguenza.

Non che la Sampdoria non abbia vissuto, da parte sua, una buona dose di dramma, disperazione, incredulità e, soprattutto, apatia calcistica per tutte le giornate del campionato.

Ha scongiurato la retrocessione in C nel modo più rocambolesco che si potesse immaginare.

Ora, però, sarà necessario calmare gli animi dei tifosi più agguerriti, che organizzano cortei, e cercare di riflettere su quanto è accaduto e su ciò che occorrerà fare in futuro.

La parte più sana dei tifosi ha assunto il ruolo del giudice più giusto nel far presente e nel discutere il futuro della loro creatura, sono i tifosi che hanno portato alla salvezza, e sono una specie di ritorno degli eroi che sembravano scomparsi ma, quelli, mai hanno dimenticato cosa era per loro l’appartenenza vera ad un simbolo, ad una bandiera.

I tifosi hanno da prima sperato, poi accettato i momenti bui, poi si sono giustamente arrabbiati (eccome!) quando la barca stava affondando. Ed infine, ancora una volta i mille sono partiti, non da Quarto, ma da San Bernardo, per dire: “Vi amiamo sempre!”.

Si discuteva di tutto ciò a Rapallo con due sampdoriani DOC, Luigi Pinto e Massimiliano Bellini.

Le loro diagnosi sono perfette e potrebbero essere inviate via WhatsApp a Manfredi.

Dice ad esempio Max Bellini, studioso di gastronomia e attento ai campionati umani: “Io non sono mai riuscito a capire, anche dal punto di vista antropologico, da dove sono spuntati certi dirigenti”. Vuoi dire Manfredi, Accardi, eccetera…

“Esatto, come si fa a dire che si era fatta una squadra da promozione? Bastava verificare gli acquisti”.

Di lì è nato il pessimo campionato?

“Anche, e poi quattro allenatori in pochi mesi”.

Aggiunge ancora Max: “Io che sono sampdoriano nell’anima, ad un certo punto mi sono allontanato, lo ritenevo umanamente e per onestà intellettuale giusto, stare lontano da questo scempio”.

Luigi Pinto, studio dei movimenti calcistici mondiali, oltreché degli eventi internazionali (sa tutto sui giocatori dell’Arzebaigian) aggiunge: “Io aspetto. Quando Manfredi disse che anche se la Samp sarebbe andata in C… mi sono fatto il segno della croce e altro…”.

Insomma i tifosi oggi sono i più qualificati a dire e a suggerire il futuro della loro creatura.

Dopo il colpo di fortuna ora i colpi veri li dovranno fare i dirigenti. Ricordare che in Serie B, la Samp è come la Juve in Serie A, come dice Paolo Giampieri.

Dunque attenzione, non si potrà più sbagliare.

Problemi: primo i bilanci, poi le risorse, ne serivaranno abbastanza, poi l’allenatore. E qui (parlando di Evani) si dovranno intrecciare elementi umani, ad altri tecnici. Ma attenzione, il tecnico è fondamentale, guai a giocare a poker.

E ancora attenzione: i trentamila ci saranno se…

Vittorio Sirianni

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