Samp, D’Angelo si presenta: “C’è tempo sufficiente per recuperare”
Luca D'Angelo (foto sito Sampdoria)
L’era D’Angelo è iniziata stamane con la canonica firma al contratto biennale pattuito con la società e nel pomeriggio il nuovo mister blucerchiato ha conosciuto i suoi giocatori e diretto la prima seduta di allenamento, cui seguirà domattina la rifinitura, la conferenza stampa di presentazione ufficiale e infine la partenza per Bolzano.
Al fianco del trainer pescarese agirà uno staff composto in parte da elementi già in forza alla società e altri che l’hanno accompagnato nelle precedenti esperienze professionali. Spicca la conferma di Attilio Lombardo come consigliere tecnico: una presenza che garantisce il passaggio tra la vecchia e la nuova Samp. Il vice di Luca D’Angelo è Luca Mora, che ricordiamo centrocampista di Spal, Spezia e Pescara, con Giuseppe Leonetti collaboratore tecnico. A curarsi della preparazione atletica provvederanno Marco Greco e Stefano Cappelli.
In attesa di illustrare domani i propri programmi, D’Angelo ha rilasciato le prime dichiarazioni come responsabile blucerchiato ai canali ufficiali del club: “E’ stato molto emozionante quando ho ricevuto la telefonata del direttore e del mio procuratore per comunicarmi l’accordo. La Sampdoria è una società storica e ha una tifoseria incredibile. La maglia è speciale e sono già stato subissato di richieste di poterla avere perché è bellissima e unica. La squadra è in difficoltà ma c’è tempo per recuperare in una classifica per ora deficitaria”.
Dagli sguardi dell’allenatore sgorgano felicità ed orgoglio. “Una chiamata della Samp non passa mai in secondo piano. Per storia e tradizione è una società solida e ha giocatori che possono fare molto meglio di quanto abbiano fatto sinora, anche se è complicato qualsiasi commento e io non entro in certi meccanismi. La squadra approccia bene la gara ma alle prime difficoltà tende a disunirsi. Ora ci attendono tre partite in 7 giorni, e più che allenare tatticamente bisogna lavorare a livello di morale e temperamento. Le mie squadre col tempo acquisiscono una buona organizzazione difensiva e sanno cosa fare quando si attacca. Il mio è un calcio di intensità, verticale, non amo il possesso palla fine a sé stesso. Cerchiamo di invadere la metà campo altrui con calcio dinamico. Io sono pragmatico e siccome bisogna essere realisti, occorre in primis risalire la classifica e difendere la categoria, ma siamo sempre la Sampdoria e dobbiamo avere una visione propositiva. Da avversario hop sempre notato che la tifoseria blucerchiata rappresenta qualcosa in più. In tante occasioni non ho vinto perché giocava contro di me tutto uno stadio. I tifosi durante la partita sono sempre a fianco della squadra. Poi, se le cose non vanno come sperato, non possono che arrivare fischi e critiche. Io non ho niente da chiedere a loro. In questi giorni non lavoreremo sulla tattica perché ci restano pochi allenamenti ma voglio una squadra che faccia dell’intensità e del temperamento le armi migliori”.
Pierluigi Gambino

