Emergenza ludopatia in Liguria, Capurro: “La mia legge fu sospesa da Toti nel 2017”
Giovanni Toti e Armando Ezio Capurro
I numeri sul gioco d’azzardo in Liguria, rilanciati oggi dal Secolo XIX sulla base del “Libro nero sull’azzardo”, un rapporto curato dalla Fondazione Isscon e voluto da Federconsumatori e dal sindacato Cgil, riaprono il dibattito sulla normativa regionale che avrebbe dovuto limitare la presenza delle sale gioco vicino ai luoghi sensibili.
A intervenire è Armando Ezio Capurro, ex consigliere regionale della Liguria ed ex sindaco di Rapallo, promotore di una legge regionale approvata nel 2012 per arginare la ludopatia.
«La mia legge è stata sospesa da Giovanni Toti nel 2017, alla scadenza dei cinque anni, dopo i quali sarebbe entrata definitivamente in vigore, vietando le sale giochi nelle vicinanze di luoghi sensibili come scuole e ospedali», ha ricordato Capurro a Genova3000.
In Liguria il gioco d’azzardo sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti. La nostra regione è al primo posto tra quelle del Nord Italia per spesa pro capite: 1.588 euro all’anno nel 2025, a fronte di una media nazionale di 1.712 euro; mentre la raccolta complessiva, tra gioco fisico e online, ha raggiunto 3,896 miliardi di euro. A livello nazionale, nel 2025, la spesa complessiva ha raggiunto 204 miliardi di euro, una cifra che comprende anche la stima di 39 miliardi di euro riconducibili al gioco illegale.
Numeri da manovra finanziaria che fotografano le dimensioni di un fenomeno preoccupante e che, secondo Capurro, dovrebbe essere nuovamente affrontato anche ripristinando la sua legge regionale del 2012.
