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Genova ricorda le vittime delle alluvioni, Salis: “Il clima cambia, negarlo mette a rischio le vite”

La sindaca Silvia Salis tra la prefetta Cinzia Torraco e l'assessore Massimo Ferrante

 

Genova si è fermata oggi per ricordare le sette vittime delle alluvioni che colpirono la città il 4 novembre 2011 e il 9 ottobre 2014. Due tragedie che hanno lasciato una ferita profonda nella memoria collettiva e che rappresentano ancora un monito sulla fragilità del territorio e sulla necessità di investire nella prevenzione.

«La mia solidarietà e il mio abbraccio vanno ai parenti delle vittime, perché non ci sono parole né giustificazioni che nessuna pubblica amministrazione potrà mai dire per porre rimedio a quello che è successo», ha dichiarato la sindaca Silvia Salis, intervenuta alle commemorazioni. «È incredibile pensare che esistano ancora persone che dicono che il cambiamento climatico non esiste: è una cosa non solo antiscientifica, ma che mina la sicurezza delle persone e mette a rischio la loro vita».

La prima cerimonia si è svolta a Marassi, all'incrocio tra corso Sardegna e corso De Stefanis, davanti alla targa che ricorda le sei persone morte durante l'esondazione del torrente Fereggiano nel 2011: Shpresa Djala, 28 anni, e le figlie Janissa e Gioia, di uno e otto anni, Angela Chiaramonte, 40 anni, Serena Costa, 19 anni, ed Evelina Marina Pietranera, 50 anni. I familiari, insieme alle autorità, hanno deposto una corona e mazzi di fiori.

Salis ha richiamato l'attenzione sulle opere ancora necessarie, a partire dal completamento dello scolmatore del Bisagno e dalla ripartenza dell'iter per il rio Rovare. «C'è da fare sempre di più», ha sottolineato, invitando anche i cittadini a rispettare le disposizioni della Protezione civile durante le allerte meteo, nonostante i disagi che possono comportare.

L'assessore comunale ai Lavori pubblici e alla Protezione civile Massimo Ferrante ha ricordato i progressi compiuti, a partire dal completamento dello scolmatore del Fereggiano, ribadendo l'impegno dell'amministrazione per la sicurezza del territorio. Il presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno, Fabrizio Ivaldi, ha evidenziato come le tragedie abbiano accresciuto la consapevolezza dei cittadini sui rischi legati agli eventi meteorologici estremi.

Alla commemorazione erano presenti anche la prefetta Cinzia Torraco, il console onorario d'Albania Giuseppe Durazzo, i consiglieri regionali Matteo Campora e Armando Sanna e numerosi rappresentanti istituzionali e delle autorità civili e militari.

Il momento conclusivo si è svolto a Borgo Incrociati, con la deposizione di una seconda corona in memoria di Antonio Campanella, 57 anni, morto nell'alluvione del 9 ottobre 2014. Un ricordo che rinnova l'impegno a evitare che simili tragedie possano ripetersi.

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