Nuova legge elettorale, Salis: “A rischio la rappresentanza femminile”
Silvia Salis e Lorenzo Cuocolo
La nuova legge elettorale e le sue possibili conseguenze sulla rappresentanza politica e sul funzionamento delle istituzioni sono state al centro dell’incontro “La nuova legge elettorale: profili critici e prospettive di sistema”, organizzato da Fondazione Carige al Teatrino di Palazzo Ducale. Dopo i saluti della sindaca Silvia Salis e l’introduzione del presidente della Fondazione, Lorenzo Cuocolo, sono intervenuti Carla Bassu, ordinaria di Diritto pubblico comparato all’Università di Sassari, e Francesco Clementi, docente della Sapienza di Roma.
Tra i temi più discussi, la rappresentanza femminile. Salis ha espresso forte preoccupazione per gli effetti della riforma: «Della legge elettorale mi preoccupa la rappresentatività femminile. Le dinamiche messe a terra, secondo alcune proiezioni, ridurranno la presenza femminile del 15-20% al Senato e alla Camera». La sindaca ha inoltre criticato il meccanismo dei capilista bloccati e l'indicazione del premier sulla scheda, sottolineando le difficoltà nel garantire una rappresentanza realmente legata ai territori. «È sempre curioso che venga fatta una legge elettorale a ridosso delle elezioni in modo sartoriale sulle esigenze del momento», ha aggiunto.
Anche Cuocolo ha richiamato l'attenzione sulle disposizioni relative alla parità di genere, prevista nelle liste ma non per i capilista e per il listone collegato al premio di maggioranza. Una situazione che, secondo il presidente di Fondazione Carige, potrebbe portare il prossimo Parlamento ad avere meno donne rispetto a quello attuale. Sul punto Clementi ha ricordato l'articolo 51 della Costituzione, che prevede la promozione delle pari opportunità nell'accesso alle cariche elettive, evidenziando le carenze della riforma sotto questo profilo.
Altro nodo è il premio di maggioranza, collegato al raggiungimento della soglia del 42%. Cuocolo ha evidenziato il rischio di una sproporzione tra i voti ottenuti e i seggi assegnati, con la possibilità di attribuire fino a 70 deputati in più. Ha inoltre osservato che il meccanismo potrebbe produrre due scenari molto diversi: un sistema maggioritario in caso di raggiungimento della soglia oppure un proporzionale puro qualora il premio non scattasse.
Carla Bassu ha infine sollevato interrogativi sull'indicazione del presidente del Consiglio e sulle possibili ripercussioni sulle prerogative del capo dello Stato, mentre resta da valutare anche l'effettiva capacità delle nuove modalità di voto di avvicinare i cittadini alla partecipazione elettorale.
