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Svanito l’effetto D’Angelo, la Sampdoria sconfitta ad Ascoli finisce ultima

Luca D'Angelo (foto sito Sampdoria)

 

ASCOLI - SAMPDORIA  2 - 0    

Reti: 55’ Silipo, 80’ Abildgaard (aut.)

 

L’effetto D’Angelo è già svanito. Dopo il pareggio-beffa di Bolzano, la Samp rimedia due sonori schiaffoni dall’Ascoli e precipita all’ultimo posto, raggiunta dal Catanzaro, che pareggia a Benevento. Adesso la zona salvezza dista la bellezza di cinque punti.

Il mister abruzzese inizialmente propone gli undici giocatori affidabili che li sono rimasti e in effetti la squadra, almeno a livello difensivo, dimostra di essere notevolmente progredita. I bianconeri tengono di più il pallone, ma la loro trama è lenta e la squadra blucerchiata, arroccata a protezione del giovane portiere Krastev, non corre mai seri rischi. Il taccuino è avaro di emozioni: dopo un contropiede iniziale che Begic spreca con un tiro telefonato, la gara diventa soporifera e solo al 34’ si ravviva quando l’ex Brunori serve Silipo, che da posizione defilata spara deciso trovando però i guantoni dell’attento Krastev.

A metà tempo, si riflette il nulla di una gara dominata dalle difese. Nelle file doriane si distingue per impalpabilità il centravanti Lauritsen, la cui abulia sta diventando un problema, ma i compagni non lo supportato minimamente.

Nel secondo tempo l’Ascoli accresce il ritmo, ma al di là di qualche iniziativa non irresistibile, nulla succede sino al 55’, il minuto del vantaggio marchigiano. Brunori penetra con irrisoria facilità da sinistra e crossa verso il secondo palo, dove Silipo controlla con il petto, converge livemente e calcia rasoterra trovando un buco nella selva di gambe e cogliendo in netto ritardo il numero uno ospite. La Samp reagisce con prontezza e per qualche minuto si rende insidiosa e al 59’ potrebbe pareggiare, ma Begic, a non più di cinque metri dalla linea, strozza clamorosamente la più agevole delle conclusioni graziando i padroni di casa. A metà tempo ecco i primi cambi decisi da D’Angelo: dentro Tutino per Makoumbou e Gartenmann per Ferrari, che accusa la solita stanchezza. La carica doriana si esaurisce presto e l’Ascoli si fa vivo presso Krastev, costretto a respingere una bordata di Guiebré. Nel Doria entra Karamoh per lo spento Lauritsen, ma la mossa non sortirà conseguenze gradevoli. Ancora l’estremo difensore doriano sugli scudi per disinnescare una punizione dello scatenato Silipo.

All’82’, in una manciata di secondi, i due episodi chiave del match: dapprima Henderson in mischia calcia come può e il pallone, toccato da un difensore, va a cozzare contro la base nel palo. Sul successivo contropiede, la sfera giunge sulla sinistra a Corradini, il cui innocuo cross è deviato sfortunatamente da Abildgaard, che spiazza il proprio portiere e regala ai bianconeri il gol della sicurezza. Nel finale si registra l’inserimento forzato nelle file doriane dell’esordiente Diop al posto di Di Pardo, afflitto da un problemino muscolare. La speranza è di non perdere anche lui in vista del derby di sabato con l’Entella.

 

Pierluigi Gambino

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