Skin ADV

Al Genoa basta un “gioiello” di Ellertsson per battere e staccare il Venezia

L'esultanza dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)

Genoa – Venezia 1 – 0

 

Dopo aver battuto la Fiorentina, il Genoa in edizione casalinga piega anche la resistenza di un indomito Venezia e si porta a quota sette in classifica staccandosi decisamente dai bassifondi. Un successo estremamente sofferto, maturato dopo un primo tempo di netto dominio ed una ripresa trascorsa quasi interamente in trincea.

Mister De Rossi sorprende tutti schierando una formazione inedita con Mitaj, sinora panchinaro fisso, sulla fascia destra e - sorpresa, sorpresa - il diciottenne Wiafe in posizione centrale al fianco di Traoré con il sacrificio di Frendrup. Altro cambio in difesa, con Otoa preferito a Marcandalli. I lagunari, guidati dal doppio ex Nicola, si acquattano subito nella propria metà campo concedendo ai rossoblù di comandare la partita. E’ arduo però trovare spazi, considerata la fisicità degli ospiti, sicché i padroni di casa non vanno oltre un giro palla costante, alla ricerca di un varco. Non si registrano però seri pericoli per la porta difesa dall’ex doriano Stankovic e, anzi, è il suo dirimpettaio Bijlow ad essere impegnato per primo su conclusione di Yeboah al termine di un contropiede. Passa un minuto e al 25’ il Grifone sblocca la partita con l’ex di turno, Ellertsson, che da oltre venti metri lascia partire un missile diretto proprio all’incrocio dei pali: l’islandese, per rispetto dei vecchi compagni, non esulta.

La gara non cambia connotati e il possesso palla dei locali è irridente. Al 40’ ripartenza veloce dei rossoblù, ma El Shaarawy, autore di una partita più ricca di ombre che di luci, fallisce l’assist decisivo e subito dopo è Messias, da ottima posizione, a calciare in diagonale fuori di poco: era un’altra opportunità da sfruttare. Il doppio pericolo scampato risveglia i veneti, che chiudono in attacco il primo tempo e con un velenoso tiro-cross di Yeboah costringono Bijlow ad un’altra paratona.

Parte la ripresa e subito si comprende che il copione è radicalmente cambiato. Ora è il Venezia a menare la danza e il Genoa, come sempre gli accade, decide di rinculare a difesa del fortino. La sfida diventa un monologo degli arancioneroverdi che cingono letteralmente d’assedio una squadra sempre più sulle ginocchia, dedita esclusivamente a difendere, con le unghie e con i denti, il prezioso tesoro. Al 53’ ci prova Perez, ma il portiere genoano è bravo a respingere di pugno, poi Hinault lo obbliga ad intervenire in due tempi. Sono rari i momenti in cui i difensori rossoblù possono tirare il fiato anche sugli spalti cresce a dismisura la sofferenza. Capita l’antifona, De Rossi al 62’ procede a due sostituzioni: fuori gli spompati El Shaarawy e Messias, autori di una prova non esaltante, e dentro Frendrup e Colombo, due che, se bisogna lottare, non si tirano mai indietro. Il Venezia è padrone del campo ma i suoi terminali balbettano e finiscono nelle grinfie dei navigati gendarmi genoani. Al 70’ ecco Marcandalli al posto di un Otoa che sul fronte destro fatica enormemente, ma la pressione degli ospiti non accenna a diminuire. Sohm incorna alle stelle da ottima posizione, poi Yeboah si vede smorzato il tiro da un genoano. Piovono in area rossoblù decine di palloni, spesso calciati dalla bandierina, ma Ostigard e Vasquez si esaltano nella Maginot, supportati da compagni che chiudono ogni varco. Ma un Genoa così dimesso, incapace di tener la palla nella metà campo ospite per più di qualche secondo, non era nelle attese. Quando, all’80’, Wiafe, protagonista positivo del confronto con i suoi innumerevoli “strappi”, si arrende ad infortunio muscolare ed è sostituito da Amorim (in contemporanea con l’ingresso di Puckza per Mitaj, altra nota confortante del pomeriggio), il pessimismo inizia a farsi largo in un pubblico ammutolito. Fortuna che Bijlow c’è e al secondo di recupero, miracolosamente, respinge il pallone calciato da Adams e subito appresso è Lauberbach a graziarlo incornando a lato.

Finisce con un oceanico sospiro di sollievo, ma se la classifica sorride, le prospettive di una squadra che nella ripresa in qualsiasi partita non ritorna quasi mai in campo lasciano tutt’altro che tranquilli.

Pierluigi Gambino

Pin It

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip