A Bolzano la prima Samp targata D’Angelo con Ferrari e Depaoli
Luca D'Angelo (foto Facebook Sampdoria)
Inizia domani (sabato 24, ore 15.00) allo stadio Druso di Bolzano (dove i blucerchiati hanno subito quattro sconfitte su altrettanti incontri) la nuova avventura della Samp, passata dalla gestione fallimentare di Bernardo Corradi a quella di Luca D’Angelo, allenatore senz’altro più esperto e profondo conoscitore della categoria. Il mister abruzzese ha già ammesso che gli manca il tempo per operare subito a livello tattico e quindi è scontata la conferma dell’antico modulo, il 4-3-2-1, ma può cambiare qualche interprete. In allenamento è stato infatti provato Depaoli in terza linea al posto di Cicconi, che finirà in panchina. Resta da decidere se il calciatore trentino giocherà a sinistra oppure a destra con spostamento di Di Pardo sull’altro versante.
A centrocampo è inevitabile, anche per mancanza di alternative, la conferma del solito trio, ma stavolta in mezzo, con compiti di regia, dovrebbe giostrare Abildgaard, date le difficoltà provate la scorsa settimana da Makoumbou. In avanti c’è la conferma, anche questa ovvia, della coppia di rifinitori Begic-Verschaeren, con Lauritsen punta fissa, ma Tutino vanta ottime probabilità di inserimento a partita in corso.
Infine, nel settore centrale della retroguardia si registra una forzata novità: l’esperto Ferrari infatti avvicenda Ravanelli, tornato in infermeria dopo un solo match in maglia doriana. Gartenmann resta in panca. Il trainer nella conferenza stampa ha evitato di soffermarsi sui singoli, ma è probabile che punti sul diciottenne Krastev per la porta, con l’esclusione di Vindahl: mossa utile anche a calmare le inquietudini della piazza.
Il Sudtirol di mister Possanzini (tra i tecnici che la dirigenza doriana aveva contattato in estate ricevendo un solenne rifiuto) è partito alla grande in campionato, ma nelle ultime giornate ha raccolto uno sciapo 0-0 casalingo con un Ascoli presto rimasto in dieci uomini e poi ha rimediato un sonoro 0-3 in casa della Juve Stabia. Il modulo prediletto dai biancorossi è il 3-4-2-1 con il giovane nazionale Under 20 Okoro come terminale offensivo, l’esperto Molina come centrocampista di destra e Giorgini a guidare il terzetto difensivo. “Dobbiamo affrontare una squadra - ammette D’Angelo - che ha un’identità ben precisa ed è specializzata nel gioco corto e noi in allenamento abbiamo effettuato qualche provino per trovare le necessarie contromisure”.
Il nuovo allenatore ha portato una ventata di ottimismo in un ambiente piuttosto depresso. “Credo che la squadra abbia pagato il fatto che questa società non può rimanere tra i cadetti. Servirebbero giocatori ricchi di personalità e con caratteristiche differenti. Ho notato però che l’impegno dei singoli è molto alto: d’altronde, per un atleta che ha la fortuna di giocare in un club del genere, con questo tifo alle spalle, non sarebbe possibile il contrario. Non occorre motivare i ragazzi, ma loro in campo non debbono avere timore di perdere la partita. Per il resto, mi reputo non un grande motivatore ma un allenatore di campo. Sono però un passionale e i miei ragazzi debbono rapportarsi alla stessa maniera”.
Anche gli obiettivi del tecnico sono chiari: “Il primo scopo è tirarsi fuori dai guai. La classifica è questa e dobbiamo attenerci ad essa. Serve praticità e in fase difensiva occorre lavorare non individualmente ma di reparto, anzi di squadra, con i dieci giocatori di movimento che abbiano delle basi alle quali appigliarsi”.
A Bogliasco ha pure parlato il ceo dell’area football Jesper Fredberg: “In estate, dopo i colloqui fatti, Corradi ci sembrava la persona più adatta a lanciare il nostro progetto. Non siamo riusciti a raggiungere quel potenziale anche per via degli infortuni. L’errore non è stato solo dell’allenatore precedente e del suo staff ma anche nostro, tuttavia dopo la gara di Mantova e la sconfitta con l’Arezzo si è deciso di intervenire. La scelta non è avvenuta subito proprio perché volevamo arrivare alla persona giusta. D’Angelo ha esperienza di categoria e conosce i giocatori. Nutriamo grandi aspettative ma siamo consci che il mister non abbia avuto molto tempo per preparare la gara col Sudtirol. Quanto al nostro viaggio a Singapore invece che ad Avellino, preciso che la proprietà è estera e ogni tanto ci si deve anche incontrare di persona, ma non credo che la nostra presenza avrebbe portato ad un altro risultato”.
Pierluigi Gambino
