Un super Genoa festeggia la terza vittoria di fila e spezza il tabù Lecce
L'esultanza dei giocatori rossoblù (foto Facebook Genoa)
LECCE - GENOA 1-2
RETI: pt. 11’ Osmajic, 28, Messias, 40’ Maleh
Dopo aver steso Venezia e Juventus, il Genoa ci ha preso gusto e cala il tris a Lecce guadagnando i primi punti esterni della stagione. Dai tempi di Gasperini i rossoblù non centravano tre successi consecutivi, per di più in una sola indimenticabile settimana e, inoltre, hanno abbattuto il tabù dello stadio di via del Mare, dove non si imponevano da 17 anni. Dalla cantina della classifica, la banda di De Rossi è approdata in soli cinque turni a quota 13, nel bel mezzo della classifica, allontanandosi forse definitivamente dalla zona calda.
L’uomo di Ostia sceglie l’undici tecnicamente più affidabile rispolverando Traorè e Wiafe a centrocampo e Messias come partner dell’inamovibile Osmajic in avanti, con un altro ripescato, El Shaarawy, sull’out mancino. I giallorossi di casa invece si presentano con la difesa a quattro ma debbono rinunciare a parecchi titolari. Mister Di Francesco fatica a proporre un undici competitivo e si affida all’orgoglio dei suoi.
Come era nelle previsioni, la maggior classe degli ospiti si impone già nella fase iniziale del match. I rossoblù palleggiano con disinvoltura, recuperano la sfera con puntualità e non corrono seri rischi di capitolazione. Dopo un intervento non difficile di Bijlow, ecco una spingardata di poco imprecisa di Ellertsson, che precede il gol del vantaggio, giunto all’11’: cross rimpallato di El Shaarawy e palla a Messias che si destreggia e dall’out mancino indirizza in mezzo un traversone a giri contati, sul quale si avventa come un rapace Osmajic, che firma così il suo quarto gol in maglia rossoblù. Il Grifone domina e potrebbe fare il bis a metà tempo, ma El Shaarawy, solo a centro area, non inquadra la porta: che occasione!
Il Lecce non produce un gioco spettacolare, ma dispone di ottimi tiratori dalla distanza e con Gorter impegna in tuffo l’attentissimo Bijlow. Sono ancora i rossoblù a menare la danza, sulla scia di una qualità ben superiore, espressa nitidamente nell’azione del raddoppio appena prima della mezz’ora: palla da Traoré a El Shaarawy che serve di prima intenzione Messias, bravo a dribblare il portiere Falcone e a infilare di destrezza e precisione: Gabriel prova a respingere alla disperata, ma il cuoio aveva nettamente varcato la linea bianca.
I rossoblù sembrano in totale controllo della partita, sia per merito loro, sia per la modestia di un antagonista dotato soltanto di grinta. Invece, al 40’ succede l’impensabile: l’arbitro Marchetti (per il resto perfetto) fischia a favore del Lecce una dubbia punizione dal limite che Maleh sparacchia contro la barriera trovando la decisiva deviazione di Osmajic, che spiazza l’incolpevole Bijlow. La rete mette le ali ai salentini che iniziano a crederci, mentre il Genoa arranca e al 45’ viene salvato dal Var, provvidenziale nello scorgere un colpo di mano di Stulic, che l’aveva messa dentro dopo una perentoria incursione da sinistra di Gallo, il giallorosso più talentuoso.
Dopo l’intervallo nessuna sostituzione nei due schieramenti, ma sale il timore che la ripresa si riveli tremenda per i rossoblù. Invece il Genoa riordina le idee, torna a palleggiare come all’inizio e si difende con ordine cercando anche di arrecare insidie in attacco come al 55’ quando El Shaarawy dalla mattonella preferita converge da sinistra ed esplode una bordata che va a scheggiare il palo, con il portiere Falcone strabattuto. Sarà l’ultimo contributo del Faraone, sostituito all’ora di gioco da Vitinha in contemporanea all’ingresso di Ehizibue al posto di Wiafe che in fase difensiva stava un po’ patendo. Al 72’ altra palla-gol sciupata dagli ospiti: a capo di una mischia in area locale, Vitinha, ancora a secco nell’attuale campionato, riesce nell’impresa di calciare oltre la traversa da non più di quattro metri.
Dal mancato 3-1 si arriva al pareggio sfiorato dai salentini. Corre l’80’ quando Ngom calcia secco dal limite, Bijlow (tradito da una deviazione del compagno Ostigard) miracolosamente respinge ed Esteban sullo slancio fallisce il tap-in da due passi. Sarà l’ultimo sussulto leccese. Nel finale Falcone blocca una conclusione di Vitinha ancora una volta sprecone, mentre sul fronte opposto i padroni di casa cercano con le esige forze di buttare qualche palla nel calderone, senza mai far tremare le eccellenti sentinelle genoane, pronte a chiudersi e ad allontanare qualsiasi pericolo.
L’exploit in Puglia non fa una piega: il divario tra le due squadre è emerso dal principio alla fine, con la sola interruzione dei minuti che hanno preceduto l’intervallo. Alla squadra di De Rossi riesce così un’impresa da record, che rappresenta il miglior viatico in vista della partitissima di domenica prossima a Marassi contro il ringalluzzito Diavolo.
Pierluigi Gambino
