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Notizie

Toti risponde ai 70 sindaci

Super User 02 Maggio 2020 1698 Visite

“Siamo al lavoro per la Fase 2. Dalla prossima settimana, con i nuovi macchinari, passeremo a 3 mila tamponi al giorno. E nelle prossime settimane, con i test rapidi, ne aumenteremo ancora. In più stiamo andando avanti con i test sierologici.

Lunedì le nuove norme del Governo sostituiranno in gran parte le regole anticipate dalla nostra ordinanza come da molte altre Regioni. Norme assolutamente legittime al di là delle chiacchiere di qualcuno. Pensate che tra i tanti provvedimenti presi l’unico contestato dal Governo è stato quello che riguarda la toelettatura per cani. Sarebbe bello vedere come potrebbe andare a finire la discussione di fronte alla Corte Costituzionale. Ma ovviamente il Governo non lo impugnerà. Stiamo lavorando con l’Esecutivo per rinnovare in modo coerente con nuove regole le nostre ordinanze. La settimana prossima sarà decisiva per monitorare i dati e mettere alla prova la responsabilità di tutti noi. Nessuno meglio di noi sa che non si deve sottovalutare il virus. Per questo l’impianto dei nostri ospedali, che per fortuna ancora oggi si stanno svuotando, resterà pronto per ogni necessità. La Liguria ha fatto uno sforzo gigantesco e siamo i primi in Italia per numero di terapie intensive per numero di abitanti. Non cascheremo nella strumentalizzazione dei dati né tanto meno siamo interessati al derby tra “chiusuristi” e “aperturisti”. Sappiamo che molte categorie soffrono, i soldi del Governo non arrivano e la Liguria ha bisogno di ripartire. Anche il Governo ha riconosciuto che nelle prossime settimane servirà più autonomia e che le Regioni potranno decidere, all’interno delle linee guida, le proprie necessità”. Risponde così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti ai circa settanta sindaci su 234 primi cittadini liguri che chiedono uno stop delle ordinanze.

“Non c’è nessun contrasto con i Sindaci, anche se qualcuno vorrebbe utilizzare questo momento per alimentare uno scontro politico che non esiste – chiarisce Toti - Come chiediamo autonomia a Roma, mai interverremo sui Sindaci e sulle loro ordinanze. I primi cittadini conoscono bene i loro territori e se riterranno di dover adottare provvedimenti più restrittivi si confronteranno con i propri cittadini, commercianti, imprenditori. Rilevo che un documento politico, firmato da una settantina di Sindaci su 234, per lo più di un colore politico, non sia il miglior modo per avviare un confronto”.

“Con Anci Regionale abbiamo sempre mantenuto un rapporto costante e serio di confronto – conclude Toti - tanto che il presidente dei Sindaci Marco Bucci, partecipa ogni sera alla nostra cabina di regia. Non discuteremo mai le prerogative dei Sindaci, così come riteniamo non possano essere messe in discussione le esigenze di governo della Regione. Lunedì comunque comincia una nuova stagione con le nuove regole del Governo e siamo certi che le affronteremo con serietà, assumendoci ognuno le proprie responsabilità legate al nostro ruolo”.

Lettera dei sindaci liguri per frenare Toti

Super User 02 Maggio 2020 3147 Visite

Confermata l’indiscrezione pubblicata ieri da Genova3000 (leggi) sulla lettera dei sindaci a Giovanni Toti. Gli amministratori liguri chiedono al governatore che ci sia coerenza tra le decisioni assunte dal governo e dagli enti locali.

Ecco testo e firmatari.

Da Amministratori Locali, condividiamo l’esigenza e la volontà di favorire al più presto una riapertura, possibilmente anche anticipata, delle diverse attività economiche per permettere la ripresa e il rilancio dei nostri territori, ma chiediamo che questa avvenga di concerto con il Governo e con i Comuni per evitare ulteriore confusione.

Di fronte alla situazione di caos normativo venutasi a creare negli ultimi giorni, che non permette al cittadino di conoscere facilmente le misure in vigore e quindi di adottare i comportamenti corretti, invitiamo quindi la Regione Liguria a non procedere oltre con proprie autonome ordinanze nella gestione della Fase 2, privilegiando realismo e senso di responsabilità.

In linea con quanto affermato dal Presidente di ANCI, Antonio Decaro, che ha giustamente stigmatizzato il “protagonismo regionale” al quale stiamo assistendo, e in conformità con le Linee Guida indicate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, chiediamo e ribadiamo la necessità di una coerenza istituzionale tra le decisioni assunte dallo Stato centrale e dagli Enti Territoriali.

Chiediamo inoltre, alla Regione di mantenere alta l'attenzione sul fronte sanitario, in quanto i dati dell'epidemia riferiti alla Liguria non permettono abbassamenti dei livelli di guardia (il primo di maggio si è registrata la più alta percentuale di crescita di contagiati, +1,63%, con la Lombardia al +0,97% e con la media nazionale al +0,60%).

Fabio Natta – Consigliere Nazionale ANCI e Sindaco del Comune di Cesio (IM)

Ilaria Caprioglio – Sindaco del Comune di Savona (SV)

Gianluca Tinfena – Consigliere Nazionale ANCI e Vice Sindaco del Comune di Arcola (SP)

Simone Franceschi – Consigliere Nazionale ANCI e Sindaco del Comune di Vobbia (GE)

Valentina Ghio – Consigliere Nazionale ANCI e Sindaco del Comune di Sestri Levante(GE)

Enrico Ioculano – Consigliere Nazionale ANCI e Consigliere Comunale del Comune di Ventimiglia(IM)

On. Luca Pastorino – Presidente Commissione Turismo ANCI e Consigliere Comunale del Comune di Bogliasco (GE)

Claudio Scajola – Sindaco del Comune di Imperia (IM)

Domenico Abbo – Presidente Provincia di Imperia e Sindaco del Comune di Lucinasco (IM)

Angelo Galtieri – Sindaco reggente del Comune di Alassio (SV)

Fabrizia Pecunia – Sindaco del Comune di Riomaggiore (SP)       

Daniele Montebello – Sindaco del Comune di Castelnuovo Magra (SP)

Riccardo Tomatis – Sindaco del Comune di Albenga (SV)       

Fernanda Gandolfi – Sindaco del Comune di Caravonica (IM)

Lucio Fossati – Sindaco del Comune di Noli (SV)           

Katia Piccardo – Sindaco del Comune di Rossiglione (GE)

Lina Cha - Sindaco del Comune di Cervo (IM)           

Mirko Bardini – Sindaco del Comune di Montebruno (GE)

Alessandro Comi – Sindaco del Comune di Calice Ligure (SV)       

Gianni Agnese - Sindaco del Comune di Chiusanico (IM)

Alessandro Oddo – Sindaco del Comune di Tovo San Giacomo (SV)   

Alessandro Alessandri – Sindaco del Comune di Pieve di Teco (IM)

Mario Scampelli - Sindaco del Comune di Calice al Cornoviglio (SP)   

Mariano Bianchi - Sindaco del Comune di Montaldo Carpasio (IM)

Bruno Franceschi – Sindaco del Comune di Fontanigorda (GE)       

Renato Cogorno – Sindaco del Comune di Propata (GE)

Ivano Chiappe – Sindaco del Comune di Davagna (GE)

Isio Cassini – Sindaco del Comune di Soldano (IM)           

Francesco Gugliemi – Sindaco del Comune di Perinaldo(IM)

Marco Traversone – Sindaco del Comune di Sesta Godano (SP)       

Giuseppino Maschio – Sindaco del Comune di Borzonasca (GE)

Massimo Bertoni – Sindaco del Comune di Vezzano Ligure (SP)   

Roberto Trutalli – Sindaco del Comune di Pigna (IM)

Augusto Peitavino – Sindaco del Comune di Isolabona (IM)       

Giuseppino Maschio – Sindaco del Comune di Borzonasca (GE)

Giorgio Bernardin – Sindaco del Comune di Bonassola (SP)       

Paola Giliberti – Sindaco del Comune di Vessalico (IM)

Massimo Niero – Sindaco del Comune di Cisano sul Neva (SV)       

Adriano Biancheri – Sindaco del Comune di Olivetta San Michele (IM)

Luca Ronco – Sindaco del Comune di Borghetto D’Arroscia (IM)   

Mauro Fantoni – Sindaco del Comune di Montoggio (GE)

Arnaldo Mangini – Sindaco del Comune di Rondanina (GE)       

Sabrina Losno – Sindaco del Comune di Vendone (SV)   

Valerio Ferrari – Sindaco del Comune di Terzorio (IM)       

Piero Raimondi – Sindaco del Comune di Ranzo (IM)   

Emilio Fossati – Sindaco del Comune di Pornassio (IM)       

Marco Gallizia – Sindaco del Comune di Fascia (GE)

Vittorio Centanaro – Sindaco del Comune di Leivi (GE)

Corrado Elena – Sindaco del Comune di Villa Faraldi (IM)

Claudio Mucilli – Sindaco del Comune di Diano San Pietro (IM)

Massimo Casaretto – Sindaco del Comune di Carasco (GE)

Giancarlo Campora – Sindaco del Comune di Campomorone (GE)

Monica Giuliano – Sindaco del Comune di Vado Ligure (SV)       

Monica Paganini – Sindaco del Comune di Arcola (SP)

Luigi Gambino – Sindaco di del Comune di Arenzano (GE)       

Ilario Agata – Sindaco del Comune di Levanto (SP)

Alberto Battilani – Sindaco del Comune di Bolano (SP)       

Marina Lombardi – Sindaco del Comune di Stella (SV)   

Paola Sisti – Sindaco di Santo Stefano di Magra (SP)           

Nicola Isetta – Sindaco del Comune di Quiliano (SV)

Armando Sanna – Sindaco del Comune di Sant’Olcese (GE)       

Caterina Mordeglia – Sindaco del Comune di Celle Ligure (SV)

Luigi Romano – Sindaco del Comune di Ceriale (SV)           

Rosa Oliveri – Sindaco del Comune di Ronco Scrivia (GE)

Emanuela Molinari – Sindaco del Comune di Ceranesi (GE)       

Ilvo Calvia – Sindaco del Comune di Pontedassio (IM)

Alessandro Silvestri – Sindaco del Comune di Luni (SP)       

Mattia Fiorini – Sindaco del Comune di Spotorno (SV)

Angela Negri – Sindaco del Comune di Serra Riccò (GE)       

Roberto Arboscello – Sindaco del Comune di Bergeggi (SV)

Emanuele Moggia – Sindaco del Comune di Monterosso al Mare (SP)   

Roberto Barelli – Sindaco del Comune di Orco Feglino (SV)

Francesco Olivari – Sindaco del Comune di Camogli (GE)       

Maurizio Beltrami – Sindaco del Comune di Torriglia (GE)

Gianluca Nasuti – Sindaco di Albissola Marina (SV)           

Luigino Dellerba – Sindaco del Comune di Aurigo (IM)

Alessandra Avegno – Sindaco del Comune di Deiva Marina (SP)   

Mirko Ferrando – Sindaco del Comune di Mele (GE)

Gianluigi Brisca – Sindaco del Comune di Bogliasco (GE)       

Massimiliano Mela – Sindaco del Comune di Borgomaro (IM)

Maria Grazia Grondona – Sindaco del Comune di Mignanego (GE)   

 

Un drive-in per partecipare alle messe

Super User 02 Maggio 2020 1100 Visite

“In che modo possono essere celebrate le messe domenicali con i fedeli ora sospese per le rigide restrizioni imposte dal Governo? Attrezzando un’area in stile «drive -in», quindi accessibile alle auto, dove è possibile cui assistere in assoluta sicurezza alla funzione religiosa, ma ciascuno a bordo della propria vettura”.
L’idea è venuta al consigliere comunale di Albenga di Forza Italia Eraldo Ciangherotti in attesa dei chiarimenti del governo dopo l’intervento della Cei.
“Come per il cinema drive-in, nel rispetto delle norme dettate dall’emergenza Coronavirus, è possibile partecipare agli eventi collettivi, come appunto la messa domenicale, all’aperto - dice Ciangherotti - Le location ad Albenga non mancano. Piazza Pietro Nenni si presta benissimo. Un altro luogo ideale è il parcheggio del Seminario. Creare uno spazio usufruibile in sicurezza da tutta la comunità credo sia l’ultimo dei problemi proprio perché ad Albenga gli spazi non mancano”. Aggiunge Ciangherotti: “La mia non è una provocazione, ma è una chiara risposta alle rigidissime misure imposte dal governo in attesa di protocolli meno stringenti così come ha richiesto la Cei nei giorni scorsi. Come per il cinema, anche per la messa all’aperto il celebrante da un altare allestito su un palco in sicurezza può parlare al microfono collegato ad un impianto radiofonico. A quel punto la celebrazione potrebbe essere trasmessa via etere e i costi di gestione sarebbero sensibilmente ridotti. A differenza della messa via social, quella al drive in sarebbe sicuramente più partecipata e ci sarebbe un contatto più diretto, più umano con i fedeli. L’iniziativa d’altronde è stata sperimentata con successo all’estero con i fedeli che addirittura. Durante le funzioni religiose rispondono al sacerdote con un colpo di clacson o alzando la mano durante la liturgia. L’auto, che è una sorta di prolungamento della casa, diventa lo spazio intimo che consente di partecipare anche alla messa. Il ricorso al drive in - conclude Ciangherotti - può funzionare anche per spettacoli d’intrattenimento, musica dal vivo, cinema, interventi istituzionali e perché no anche per le funzioni religiose”.

Cavo a Pastorino: “Non si occupi del mio post su Facebook”

Super User 02 Maggio 2020 1621 Visite

“Gianni Pastorino, anziché occuparsi del post sul mio Facebook personale (dove vivaddio sono libera di scrivere e pubblicare quello che più mi aggrada), si occupi delle mascherine che il suo ministro della Salute, Roberto Speranza, avrebbe dovuto dare ai medici e che non sono mai arrivate; dei test sierologici che sempre il suo ministro avrebbe già dovuto dare alle regioni, delle locandine dei partiti della sua maggioranza che sponsorizzano misure del governo peraltro mai attuate, oppure dei piani confusi del suo governo, incomprensibili anche se ci si mettono mille grafiche e sottotitoli. Che un partito informi su cosa sta facendo una sua amministrazione è cosa non solo normale, ma utile in democrazia a farsi un giudizio. Altrimenti non si spiegherebbe come mai il suo partito ha messo il logo sul numero nazionale dei centri antiviolenza (come se fosse una loro iniziativa, non istituzionale) e così via. Capisco il malumore del consigliere Pastorino, dopo l'uscita stonata in cui ha provato a boicottare anche il concerto del 25 aprile: se facesse le locandine con i provvedimenti del suo governo, sarebbero bianche nella migliore nella migliore delle ipotesi, ma più probabilmente sarebbero piene degli insulti dei liguri. Caro Pastorino, il silenzio è d’oro, soprattutto per chi non ha fatto nulla, o ha fatto danni, e ha cercato di disturbare gli altri impegnati a fare. Su, lasciaci lavorare...e informare”. Così l’assessore regionale Ilaria Cavo risponde alla polemica sollevata dal consigliere di Linea Condivisa Pastorino.

Fase 2, Scajola chiede a Toti di non emettere ordinanze

Super User 01 Maggio 2020 2065 Visite

Secondo indiscrezioni giunte a Genova3000 Claudio Scajola avrebbe invitato alcuni sindaci della Liguria a sottoscrivere una lettera con la quale verrebbe chiesto a Giovanni Toti di non emettere ordinanze autonome nella gestione della fase 2. Perché la ripartenza è importante, ma è altresì importante che questa avvenga di concerto con il governo e con i comuni per evitare ulteriore confusione tra i cittadini.
Inoltre, Scajola chiederebbe alla Regione di mantenere alta l'attenzione sul fronte sanitario, in quanto i dati dell'epidemia riferiti alla Liguria non permettono abbassamenti dei livelli di guardia.
In questa prima bozza della lettera, si parlerebbe di “protagonismo regionale”. Definizione presa in prestito dal presidente di Anci, Antonio Decaro.

Bollettino del coronavirus in Liguria

Super User 01 Maggio 2020 1202 Visite

Bollettino del coronavirus in Liguria di oggi, venerdì 1° maggio.


5.181 attualmente positivi (-4)

734 pazienti in ospedale (-11), di cui 68 in terapia intensiva (UTI, -1)

2.784 a domicilio (-22)

Positivi clinicamente guariti a casa = 1.663 (+29)

Guariti non più positivi = 1.761 (+120)

8.124 casi totali da inizio emergenza (+133)

Deceduti = 1.182 (+17)

Tamponi = 51.199 (+2.437)

Ospedalizzati:

Asl1 = 127 (10 UTI)

Asl2 = 110 (7 UTI)

Asl3 Villa Scassi = 105 (11 UTI)

San Martino = 148 (24 UTI)

Galliera = 102 (2 UTI)

Evangelico = 27 (2 UTI)

Gaslini = 3

Asl4 = 54 (4 UTI)

Asl5 = 58 (8 UTI)

Positivi per provincia:

IM = 897

SV = 868

GE = 3.065

SP = 345

non assegnati = 6

Sorveglianze attive (contatti di positivi) = 2.001

Asl1 = 170

Asl2 = 619

Asl3 = 492

Asl4 = 347

Asl5 = 373

I numeri tra parentesi rappresentano l'aumento o la diminuzione del parametro rispetto al giorno precedente

Qual è la differenza fra "attualmente positivi" e "casi totali"?

Gli "attualmente positivi" rappresentano la prevalenza, lo standard internazionale dell'epidemiologia che indica quanti casi sono presenti *contemporaneamente* in una popolazione (i dati della giornata sono quelli delle ore 14.00), e indica quanti sono i positivi in Liguria, escludendo dunque chi è guarito (negativo al doppio test) e chi è purtroppo deceduto.

I "casi totali" indicano l'incidenza, un altro indicatore epidemiologico che prende in considerazione tutti i casi dall'inizio dell'epidemia, dunque somma agli attualmente positivi anche i guariti e i deceduti.

Nel futuro questi due indicatori tenderanno a divergere: il primo in discesa verso lo zero, il secondo in salita fino a fermarsi alla cifra totale dei contagiati finali.

Perché i dati della Protezione Civile sono diversi?

I dati sono gli stessi, quello che cambia è il modo di sommarli: la Protezione Civile indica i "Casi totali", ovvero come spiegato poco sopra la somma di ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti, tutti dati che si trovano elencati nel post.

Nella tabella della Protezione Civile è diversa (minore) anche la cifra nella colonna "Totale attualmente positivi" rispetto alla cifra degli attuali positivi di Regione Liguria: questo perché il Dipartimento di Protezione Civile sottrae ai positivi anche i dimessi (colonna verde), ovvero pazienti clinicamente guariti che però sono ancora positivi (e che Alisa e Regione Liguria conteggiano fra gli attualmente positivi, almeno fino alla loro effettiva negativizzazione con doppio test).

Ricordiamo infine che la Protezione Civile non ha una raccolta dati propria: sono le Regioni a trasmettere i conteggi alla Protezione Civile, che poi li usa per pubblicare la tabella quotidiana

L’ipotesi regionali senza preferenze agita i candidati forti

Super User 01 Maggio 2020 2324 Visite

Le indiscrezioni di stampa, secondo cui potrebbero essere eliminate le preferenze alle prossime elezioni per il rinnovo dei consigli regionali, stanno agitano i candidati forti, quelli che hanno i voti per essere eletti senza aiutini.
Secondo le voci circolate in questi giorni il governo starebbe infatti pensando all’introduzione delle liste bloccate per le future elezioni regionali e comunali. La decisione di utilizzare lo stesso sistema delle politiche sarebbe conseguente alla necessità di evitare ai candidati gli estenuanti incontri pubblici per raccogliere preferenze. Stop quindi a dibattiti, cene, aperitivi, contatti diretti con i cittadini e strette di mano. Spazio invece alla promozione dei partiti su media e social, strumenti molto di moda al tempo del covid.
Nelle elezioni senza preferenze assumono maggior potere i partiti politici che possono così decidere chi far eleggere: a loro basterà mettere nelle prime posizioni della lista i candidati preferiti. A tutto discapito di re e regine delle preferenze.
Questo sistema solitamente genera un minor coinvolgimento degli elettori che, non potendo votare direttamente i propri rappresentanti, disertano le urne. E sull’affluenza sono già nate molte perplessità per via di come sarà l’emergenza sanitaria al momento del voto, probabilmente tra settembre e ottobre.
Ai leader politici toccherà un compito ingrato: dovranno spiegare ai candidati che non sono tutti uguali, ma ognuno di loro all'interno del partito ha un valore che va dall' 1 al 30. Quanti sono i componenti della lista.

Toti: “I tamponi in Liguria si fanno mirati”

Super User 01 Maggio 2020 982 Visite

“I dati di oggi sono in linea con quelli dei giorni scorsi, l’epidemia sta flettendo in modo significativo, gli ospedalizzati calano di 22 unità, ed è questo il dato più importante. Anche sul fronte delle terapie intensive, siamo sotto i 70 ricoverati, a circa un terzo della disponibilità straordinaria messa in campo durante l’emergenza”. Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sulla situazione coronavirus.

“Sulla questione dei numeri, il report elaborato delle Fondazione Gimbe, secondo cui la Liguria si troverebbe ancora nella Fase 1 – precisa Toti –, non tiene in debita considerazione i differenti approcci regionali relativi alle strategie di controllo attivate localmente. Per quel che riguarda la Liguria, la politica di estensione delle indagini diagnostiche a setting ad alto rischio, ovvero nei luoghi clinicamente più rilevanti come ad esempio le Rsa, ma non solo ovviamente, evidenzia e giustifica l’aumento dei casi rispetto alle indagini effettuate, sia in termini di incidenza sia di prevalenza. Una scelta che si traduce, nei fatti, in una più efficace prevenzione”.

“In pratica – spiega Toti - è evidente che sui tamponi che effettuiamo ogni giorno il numero dei positivi sia più alto che altrove, visto che andiamo a effettuare i tamponi in modo mirato, andiamo a cercare i contagiati nei posti dove è più possibile trovarli e su campioni che hanno bisogno di essere tenuti sotto stretto controllo. In questo modo conosciamo più nello specifico i soggetti che rischiano di infettare altre persone. Quello dei risultati dei tamponi non è indicatore con cui si misura la situazione su un certo territorio: il dato chiave è quello dei posti letto occupati, si tratta dell’unica misura coerente, e in Liguria calano i ricoverati sia in media intensità che in terapia intensiva”.

“Anche le notizia secondo qui al ministero della Salute non vi siamo dati sufficienti a calcolare l’R0 della Liguria è totalmente priva di fondamento – spiega il presidente - dal momento che il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha da poche ore dichiarato che tutte le regioni italiane hanno un R0 inferiore a 1. È quindi evidente che abbiano i dati anche per valutare la Liguria. Da parte nostra tutti i dati a disposizione della nostra sanità regionale sono anche a disposizione dell’Istituto superiore di sanità e del mistero della Salute”.

“Sul fronte delle ordinanze - conclude Toti - le ordinanze di Regione Liguria sono coerenti con il dettato del Dpcm. Manterremo le ordinanze inalterate per l’inizio della fase 2, del 4 maggio alla settimana successiva, senza ampliamenti, ma a fronte di un impegno politico del Governo di considerare, nelle settimane successive al 4 maggio, un provvedimento che ridia piena potestà legislativa alle Regioni e garantisca la possibilità di emettere ordinanze anche differenziate da territorio a territorio".

Terrile contro il meme della lista di Toti

Super User 01 Maggio 2020 2964 Visite

“C’è un limite alla campagna elettorale?”. E’ la domanda di Alessandro Terrile, consigliere comunale a Genova del PD, a commento di un meme su Facebook nel quale viene associato il logo della lista Toti alla distribuzione gratuita (dal 6 maggio) nelle farmacie delle mascherine pagate da Regione Liguria.

Il post:

“In una Regione che è arrivata a quasi 1.200 vittime di Covid, e che da una settimana è in cima alla classifica italiana per aumento di positivi, c’è un limite alla campagna elettorale permanente sulla pelle dei liguri?
Nella regione che fa meno tamponi di tutta Italia, in cui migliaia di persone sono costrette alla quarantena senza sapere per giorni e giorni se sono positivi oppure no, e che ha speso 155mila euro per inserire il proprio logo nella bustina delle mascherine, c’è un limite alla propaganda elettorale? Sembra proprio di no.
Almeno a giudicare dalla comunicazione dell’Assessore Cavo, che per informare la cittadinanza della nuova distribuzione di mascherine usa il simbolo del partito in cui sarà candidata alle prossime elezioni regionali.
Eppure quelle mascherine sono pagate con soldi pubblici. Non con quelli del partito.
Eppure davanti alla tragedia che stiamo vivendo chi governa dovrebbe dare segno di sobrietà, di contegno istituzionale, di senso del limite.
E dovrebbe farlo, a maggiore ragione, se sta governando male l’emergenza”.

Genova, Milano e Torino insieme nella promozione turistica

Super User 30 Aprile 2020 1183 Visite

I Comuni di Genova, Milano e Torino hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per intensificare i loro rapporti istituzionali attraverso la partecipazione comune a progetti legati allo sviluppo economico e turistico, alle attività culturali e alla promozione turistica congiunta, con particolare riferimento ai temi della cultura, dei grandi eventi, delle manifestazioni sportive, del design, della moda, dell’enogastronomia, dell’artigianato e del marketing territoriale sia sul territorio nazionale che su importanti mercati internazionali di reciproco interesse.

L’obiettivo delle tre città è quello di promuovere a livello nazionale e internazionale le rispettive destinazioni turistiche, intensificare sinergie ed operatività e pianificare iniziative congiunte di sviluppo e promozione dell’offerta turistica, con lo scopo di incrementare i flussi turistici nazionali e internazionali, mettendo a sistema azioni finalizzate a integrare le capacità attrattive dei rispettivi territori.

«Questo accordo di collaborazione – dichiarano gli assessori al Turismo Laura Gaggero (Genova), Roberta Guaineri (Milano) e Alberto Sacco (Torino) – è un passo importante per affrontare la grave crisi in cui versa tutto il comparto turistico a causa delle misure istituite per contrastare la pandemia Covid-19. Agiremo insieme per promuovere un turismo di prossimità, valorizzando il lavoro, la professionalità e le competenze di tutti i soggetti della filiera, a partire da guide e accompagnatori turistici. Per veicolare la conoscenza, la specificità e le eccellenze dei nostri territori in ambito nazionale e sovranazionale organizzeremo educational tour con operatori del settore turistico, press trip con giornalisti, influencer e opinion leader, incontri e scambi di esperienze tra operatori turistici, iniziative di co-marketing e realizzazione di materiali promozionali congiunti».

In base a questo accordo le tre città avvieranno azioni sinergiche mirate a: consolidare la conoscenza e l’integrazione fra i tre territori, geograficamente vicini; tutelare, valorizzare e promuovere reciprocamente il patrimonio storico, artistico, culturale, turistico delle città e dei territori di riferimento; tutelare, valorizzare e promuovere reciprocamente il patrimonio paesaggistico-ambientale, artigianale, commerciale ed enogastronomico nonché lo sviluppo economico turistico; favorire lo sviluppo di un’offerta turistica integrata e complementare; proporre a livello nazionale e internazionale un’offerta turistica complementare e integrata, anche attraverso la partecipazione congiunta a fiere ed eventi di marketing in mercati nazionali e internazionali di interesse comune; generare contaminazioni virtuose e condivisione di buone pratiche in una prospettiva di sviluppo socio-economico e turistico.

Coronavirus, il bollettino di oggi in Liguria

Super User 30 Aprile 2020 1253 Visite

Il bollettino del coronavirus in Liguria di oggi, giovedì 30 aprile.

5.185 attualmente positivi (+19)

745 pazienti in ospedale (-22), di cui 69 in terapia intensiva (UTI, -1)

2.806 a domicilio (-3)

Positivi clinicamente guariti a casa = 1.634 (+44)

Guariti non più positivi = 1.641 (+70)

7.991 casi totali da inizio emergenza (+104)

Deceduti = 1.165 (+15)

Tamponi = 48.762 (+1.542)

Ospedalizzati:

Asl1 = 137 (10 UTI)

Asl2 = 113 (7 UTI)

Asl3 Villa Scassi = 102 (15 UTI)

Asl3 Gallino = 1

San Martino = 147 (21 UTI)

Galliera = 104 (2 UTI)

Evangelico = 25 (2 UTI)

Gaslini = 3

Asl4 = 54 (4 UTI)

Asl5 = 59 (8 UTI)

Positivi per provincia:

IM = 929

SV = 858

GE = 3.043

SP = 349

non assegnati = 6

Sorveglianze attive (contatti di positivi) = 1.963

Asl1 = 155

Asl2 = 600

Asl3 = 493

Asl4 = 347

Asl5 = 368

I numeri tra parentesi rappresentano l'aumento o la diminuzione del parametro rispetto al giorno precedente

Qual è la differenza fra "attualmente positivi" e "casi totali"?

Gli "attualmente positivi" rappresentano la prevalenza, lo standard internazionale dell'epidemiologia che indica quanti casi sono presenti *contemporaneamente* in una popolazione (i dati della giornata sono quelli delle ore 14.00), e indica quanti sono i positivi in Liguria, escludendo dunque chi è guarito (negativo al doppio test) e chi è purtroppo deceduto.

I "casi totali" indicano l'incidenza, un altro indicatore epidemiologico che prende in considerazione tutti i casi dall'inizio dell'epidemia, dunque somma agli attualmente positivi anche i guariti e i deceduti.

Nel futuro questi due indicatori tenderanno a divergere: il primo in discesa verso lo zero, il secondo in salita fino a fermarsi alla cifra totale dei contagiati finali.

Perché i dati della Protezione Civile sono diversi?

I dati sono gli stessi, quello che cambia è il modo di sommarli: la Protezione Civile indica i "Casi totali", ovvero come spiegato poco sopra la somma di ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti, tutti dati che si trovano elencati nel post.

Nella tabella della Protezione Civile è diversa (minore) anche la cifra nella colonna "Totale attualmente positivi" rispetto alla cifra degli attuali positivi di Regione Liguria: questo perché il Dipartimento di Protezione Civile sottrae ai positivi anche i dimessi (colonna verde), ovvero pazienti clinicamente guariti che però sono ancora positivi (e che Alisa e Regione Liguria conteggiano fra gli attualmente positivi, almeno fino alla loro effettiva negativizzazione con doppio test).

Ricordiamo infine che la Protezione Civile non ha una raccolta dati propria: sono le Regioni a trasmettere i conteggi alla Protezione Civile, che poi li usa per pubblicare la tabella quotidiana

Rixi: “Conte filosofeggia sul nulla”

Super User 30 Aprile 2020 1059 Visite

“Abbiamo chiesto risposte concrete a questo governo per famiglie e le imprese italiane e staremo in aula, giorno e notte, nel rispetto delle regole, fino a che queste risposte non arriveranno. Purtroppo anche oggi il premier Conte non ha dato risposte concrete, solo promesse, lezioni di filosofia, citando Platone. Ha rinviato ogni decisione sulle riaperture rinviata a non si capisce quando. Ieri i presidenti di 13 Regioni, dalla Lombardia alla Liguria fino alla Sicilia, hanno scritto al premier Conte, appellandosi anche al presidente Mattarella, chiedendo di essere ascoltati come rappresentanti dei propri territori, cittadini e mondo produttivo per poter stabilire le riaperture di tutte le attività che rispettino le misure già previste dal Dpcm del 26 aprile e dai protocolli di sicurezza aziendale. Oggi in aula il premier Conte ha sbattuto la porta in faccia a queste richieste di buonsenso, minacciando di illegittimità qualsiasi misura adottata dai governatori. La Lega ha dimostrato responsabilità votando lo scostamento di bilancio e liberare 55 miliardi per gli italiani. Dimostri la stessa responsabilità questo governo e ascolti i governatori che non parlano per partito preso ma per dare voce ai propri territori per evitare il collasso economico e sociale”. Lo dichiara il deputato della Lega e commissario Lega Liguria Edoardo Rixi.

Trasporti pubblici, le regole dal 4 maggio?

Super User 30 Aprile 2020 1004 Visite

Il comunica di Federazione Autonoma Sindacati Trasporti Liguria. 

Con l’imminente “Fase 2” dell'emergenza coronavirus, diventa sempre più imperativo avere risposte chiare per affrontare il tema spinoso della gestione del settore del trasporto ferroviario in Liguria, relativamente ad un coordinamento responsabile dei flussi di persone, per garantire la massima sicurezza sanitaria.

Di fronte al gravissimo problema di isolare il contagio, in vista della parziale ripresa delle attività produttive, pur con la massima cautela, e del prevedibile aumento della richiesta di trasporto pubblico, sia sui treni, che sui bus e metro, Fast Confsal Liguria ritiene che vada studiata e condivisa una modalità praticabile delle norme del nuovo dcpm. Provvedimenti che, da una parte assicurino la reale praticabilità delle stesse, la fruibilità concreta da parte degli utenti, la garanzia per il personale di non essere oggetto di aggressione e, non ultimo, nell’interesse collettivo, la difesa efficace ai fini del contenimento epidemiologico da Covid-19. 

Domande importanti sono state già poste, da Confsal, durante la videoconferenza con l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Berrino, e la direttrice del trasporto regionale di Trenitalia, peraltro ancora in attesa di risposta, su quali siano i tempi e modi previsti per il ripristino regionale e a lunga percorrenza, su quali siano le misure di distanziamento previste a bordo treno (prenotazione obbligatoria, posti marcati?). E, ancora, su chi debba controllare l’affollamento a bordo e il distanziamento nelle stazioni, su quali siano le sanzioni per chi viola le misure previste nel dpcm del 26 aprile 2020 e, infine, in merito alle misure circa la compensazione dei maggiori costi (sanificazione, igienizzazione e la disinfezione dei mezzi pubblici ecc.).

Confsal Liguria, pertanto, ha rivolto un ulteriore invito all’assessore ai Trasporti, ai prefetti delle quattro provincie, alle direzioni di tutte le aziende di trasporto pubblico (Trenitalia, Amt, Atp, Tpl, Rt, e Atc), per un confronto congiunto, in remoto, allo scopo di mettere a punto una strategia  concreta per risolvere il problema, auspicando venga accolta con la massima tempestività perché, si sa, i mezzi pubblici rappresentano un pericoloso veicolo di contagio e si conterebbero danni irreversibili se la curva del contagio andasse fuori controllo.

Federazione Autonoma Sindacati Trasporti Liguria

Premi al personale sanitario, Salvatore: “Solo promesse vane”

Super User 30 Aprile 2020 967 Visite

"Ancora una volta siamo davanti al solito modo di fare della Giunta regionale della Liguria, dopo svariate promesse e dopo aver sbandierato premi e ringraziamenti al personale sanitario si è arrivati alla realtà dei fatti: medici, infermieri e tutti gli operatori sociosanitari che si sono spesi senza remore durante la emergenza del Coronavirus, che ancora ci attanaglia, non solo non hanno avuto nulla di quanto promesso dalla maggioranza ma sono stati addirittura pagati meno degli altri mesi. Moltissimi hanno ricevuto una busta paga del 20% più bassa di quella solita. Perché? Avendo lavorato 24 ore al giorno per l'emergenza non hanno potuto gestire la reperibilità. Siamo sempre allo stesso punto: la Giunta promette, si fa bella di idee tra l'altro altrui e poi nei fatti non fa assolutamente nulla, anzi toglie", denuncia la capogruppo regionale Alice Salvatore.

"Ripresento quindi una volta di nuovo le proposte contenute nel mio Ordine del giorno, per dare finalmente un ringraziamento non solo morale a chi ha rischiato la vita tutti i giorni per difendere la nostra salute. Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna hanno già riconosciuto agli operatori sanitari incentivi economici, come riconoscimento del loro lavoro in prima linea nel fronteggiare l’emergenza causata dal Covid-19, mediante manovre economiche che vanno ad affiancarsi alle misure introdotte dal Governo per gli straordinari", aggiunge la pentastellata.

Che poi continua: "Con il mio Ordine del giorno chiedo nuovamente alla Giunta di smettere di giocare con le vite altrui e di fare finalmente le seguenti cose: verificare se sono state retribuite regolarmente e in misura sufficiente le eventuali ore di lavoro straordinario del personale sanitario e sociosanitario e, laddove fosse necessario, provvedere alle opportune integrazioni;

gratificare il lavoro e i sacrifici fatti dal personale sanitario e sociosanitario, in questa emergenza, con un riconoscimento finanziario una tantum fino a 1.000 euro, da modulare a seconda del grado di rischio (di chi si trova in prima linea nell’emergenza e di chi lavora in altri reparti), in accordo con i sindacati e le rappresentanze dei medici, degli infermieri e degli operatori sociosanitari, come già fatto da altre Regioni, da aggiungere ai contributi già messi a disposizione dal Governo per gli straordinari; stabilizzare i medici, gli infermieri e gli operatori sociosanitari, che hanno dato disponibilità a collaborare a tempo determinato, in questo momento di grave emergenza".

"Già prima di questa grave emergenza sanitaria avevamo capito come la Giunta di maggioranza svolga il proprio lavoro, parla, promette e alla fine non combina nulla, se non - purtroppo - grandi danni - conclude Salvatore -. Ora con questo ennesimo atto, si palesa alla luce del sole anche un cinismo unico, perché usare in questo modo le persone che rischiano tuttora la loro salute per salvare quella altrui è qualcosa che supera ogni limite".

Mimmo Cianci si mobilita per i balneari

Super User 30 Aprile 2020 913 Visite

Da Domenico Cianci riceviamo la lettera inviata al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, all’assessore al Demanio Marco Scajola e al sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco.

Caro Presidente,
Caro Assessore,
Caro Sindaco,

Nella speranza di una ripartenza in sicurezza, ritengo necessario focalizzarsi sulle prospettive degli stabilimenti balneari, risorsa strategica nell’economia del nostro Paese. Su questa categoria, che ogni estate garantisce un posto di lavoro a migliaia di persone, pesano l’incertezza temporale (non si conosce al momento una data di riapertura al pubblico) e quella legata agli spazi: si ipotizza, infatti, un taglio del 50 per cento degli accessi per consentire il distanziamento sociale necessario ed evitare così la propagazione del virus.

A questo proposito invito la Regione a continuare le pressioni sul Governo per una esenzione/rimodulazione dei canoni concessori e di valutare la non applicazione dell’addizionale regionale del 25%. Nei Comuni che hanno un buon rapporto tra spiagge in concessione e spiagge libere, si potrebbero inoltre concedere piccoli aumenti di area per sopperire al minor numero di posti sole previsti.

Analogo concetto riguarda la Tari che incide in modo pesante sui costi fissi in quanto calcolata su tutta l’area in concessione e per l’intero anno, non solo per il vero periodo di apertura della attività: i Comuni ragionino non su una sospensione ma piuttosto su un ricalcolo che prenda in considerazione l’effettiva fruizione dell’arenile. Considerazioni da estendere anche a quei condomini e ville private che hanno accesso al mare e pagano per una concessione demaniale che, almeno per l’anno in corso, subirà forti limitazioni di utilizzo.

In ultima istanza: il decreto che dovrebbe essere emanato nei primi giorni di maggio chiarirà l’estensione delle concessioni demaniali al 2033 contenuta nella Legge 145/18 al fine di rassicurare gli enti concedenti, i Comuni, sul rilascio del titolo. Allo stato attuale mi risulta che questi atti amministrativi siano stati rilasciati solamente da circa il 40 per cento dei Comuni a causa della non completezza della Legge 145/18: il mio auspicio è che una volta arrivati i chiarimenti dal Governo, la legge sia immediatamente recepita dai Comuni ‘ritardatari’ senza ulteriori perdite di tempo e rimpalli stucchevoli. Solo con la certezza di avere un orizzonte più lungo gli imprenditori balneari potranno investire risorse per il rilancio di un settore indispensabile per la nostra regione al quale va il mio pieno sostegno.

Domenico Cianci

La cura Forza Italia di Carlo Bagnasco

Super User 30 Aprile 2020 1465 Visite

Forza Italia in Liguria in pochi mesi ha quasi raddoppiato il consenso. Il merito di questa rapida ascesa del partito, dato dagli ultimi sondaggi nazionali quasi al 7%, va attribuito a Carlo Bagnasco, sindaco di Rapallo, vicesindaco metropolitano e dal dicembre scorso coordinatore regionale dei forzisti.
La crescita degli azzurri non si registra solo nel Tigullio, da tempo roccaforte dei Bagnasco (padre e figlio), ma un po’ in tutta la Liguria. E l'entusiasmo che c'è intorno al nuovo coordinatore sta convincendo diversi big della politica a trasferirsi nel partito di Berlusconi.
Segno che la cura di Carlo Bagnasco fa bene a Forza Italia.

Nuovo ponte, Evangelista insiste sul nome Piano

Super User 30 Aprile 2020 1456 Visite

Nel momento in cui, la forma strutturale del nuovo Ponte è diventata una realtà e quindi la data dell’inaugurazione è sempre più vicina, Elio Evangelista, ripropone con forza e vigore, il nome da dare all’opera altamente ingegneristica e tecnologica disegnata dall’architetto Renzo Piano. Lo fa consapevole e sempre più convinto che l’omaggio progettuale fatto alla città di Genova dal professionista, ora che tutti i genovesi possono ammirarlo nella sua maestosità, il ponte, riproduce con la sua forma a carena di nave, esattamente quel continum tra mare e cielo che il grande disegnatore aveva promesso di realizzare fin dall’inizio. Osservarlo ora nella sua interezza, è una emozione unica, l’opera fisserà una firma indelebile al nuovo skyline della zona della valle del territorio interessato. Per cui il giornalista insiste che l’unico nome di cui il nuovo ponte si potrà fregiare, non può essere che quello di “Renzo Piano”, un nome meritatissimo, non solo perché è un cittadino genovese, inserito da Times come primo italiano nella classifica delle 100 personalità più influenti al mondo, ma anche perché con le sue numerosissime opere ha portato il nome di Genova in quasi tutto il mondo. Per una volta tanto chiosa il giornalista, cerchiamo di rendere omaggio a chi veramente merita, compiendo così, un atto di assoluta gratitudine.

Mascherine gratis nelle farmacie liguri

Super User 30 Aprile 2020 1526 Visite

Da mercoledì 6 maggio, presentando la tessera sanitaria, nelle farmacie liguri si potrà ritirare gratuitamente un kit di due mascherine.
L’iniziativa è promossa da Regione Liguria in collaborazione con l’Ordine dei farmacisti e Federfarma

Lavoratori ristorazione scolastica, le richieste del PD in Comune

Super User 29 Aprile 2020 758 Visite

Il comunicato del Gruppo consiliare PD Comune di Genova

Questa mattina, si è tenuta una Commissione consiliare per discutere della grave e delicata situazione vissuta dai lavoratori della ristorazione scolastica che, da quando sono stati chiusi gli istituti, non hanno purtroppo più lavorato e ricevuto lo stipendio.

Un primo problema che abbiamo messo in rilievo è il fatto che, pur avendo chiesto l’integrazione al reddito attraverso il fondo a cui attingono le aziende, questa liquidità dall’Inps non è stata ancora erogata.

Come PD chiederemo e continueremo a muoverci per un’accelerazione della distribuzione di queste risorse. Esiste poi il tema del ruolo da protagonista che deve assumere il Comune di Genova. Infatti, grazie a quanto stabilito dal Dcpm sul Covid-19, l’amministrazione può ridefinire la destinazione delle proprie risorse in servizi diversi per permettere ai lavoratori di ricevere uno stipendio pieno, tenendo conto dei contratti già penalizzanti degli operatori della ristorazione scolastica e del fatto che per due mesi all’anno queste persone normalmente non lavorano.

Il Gruppo consiliare del PD ha chiesto all'amministrazione comunale che, rispetto ai servizi che speriamo possano essere attivati in estate, come ad esempio i centri estivi, vengano impiegate quelle risorse umane in questo momento ferme nelle aziende di ristorazione, per garantire i servizi ai cittadini e lo stipendio ai lavoratori.

Condividiamo, e ci auguriamo venga concretizzata in tempi brevi, l'ipotesi odierna dell’assessore Piciocchi per un piano di ri-adattamento del servizio, per occasioni nuove e diverse per i pasti vincolati, con l’obiettivo di far lavorare le persone e quindi le aziende.

In merito ai centri estivi, sui quali la Regione sembra essersi già attivata, sarà fondamentale capire come coinvolgere i Comuni e la forza lavoro disponibile. Inoltre, anche rispetto alla possibile riapertura dei nidi, tema sul quale è arrivata disponibilità dal presidente Conte, è importante comprendere non solo cosa prevederà il Piano Infanzia nazionale, ma anche come intenderà muoversi l'amministrazione comunale.

Infine lanciamo un appello per un rapido intervento dell’amministrazione, di concerto con i Municipi, sul piano della manutenzione degli edifici scolastici, considerata la possibile necessità di spazi nuovi e più ampi per l’attività scolastica e che il Governo ha già concesso la ripresa dei cantieri anche nella scuola.

Gruppo consiliare PD Comune di Genova

Coronavirus, calano i pazienti negli ospedali liguri

Super User 29 Aprile 2020 891 Visite

5.166 attualmente positivi (+47)

767 pazienti in ospedale (-32), di cui 70 in terapia intensiva (UTI, -11)

2.809 a domicilio (+37)

Positivi clinicamente guariti a casa = 1.590 (+42)

Guariti non più positivi = 1.571 (+59)

7.887 casi totali da inizio emergenza (+117)

Deceduti = 1.150 (+11)

Tamponi = 47.220 (+1.501)

Ospedalizzati:

Asl1 = 137 (9 UTI)

Asl2 = 116 (9 UTI)

Asl3 Villa Scassi = 109 (15 UTI)

San Martino = 156 (21 UTI)

Galliera = 100 (2 UTI)

Evangelico = 28 (2 UTI)

Gaslini = 5

Asl4 = 56 (4 UTI)

Asl5 = 60 (8 UTI)

Positivi per provincia:

IM = 924

SV = 838

GE = 3.046

SP = 353

non assegnati = 5

Sorveglianze attive (contatti di positivi) = 1.946

Asl1 = 143

Asl2 = 593

Asl3 = 476

Asl4 = 357

Asl5 = 377

I numeri tra parentesi rappresentano l'aumento o la diminuzione del parametro rispetto al giorno precedente

Qual è la differenza fra "attualmente positivi" e "casi totali"?

Gli "attualmente positivi" rappresentano la prevalenza, lo standard internazionale dell'epidemiologia che indica quanti casi sono presenti *contemporaneamente* in una popolazione (i dati della giornata sono quelli delle ore 14.00), e indica quanti sono i positivi in Liguria, escludendo dunque chi è guarito (negativo al doppio test) e chi è purtroppo deceduto.

I "casi totali" indicano l'incidenza, un altro indicatore epidemiologico che prende in considerazione tutti i casi dall'inizio dell'epidemia, dunque somma agli attualmente positivi anche i guariti e i deceduti.

Nel futuro questi due indicatori tenderanno a divergere: il primo in discesa verso lo zero, il secondo in salita fino a fermarsi alla cifra totale dei contagiati finali.

Perché i dati della Protezione Civile sono diversi?

I dati sono gli stessi, quello che cambia è il modo di sommarli: la Protezione Civile indica i "Casi totali", ovvero come spiegato poco sopra la somma di ospedalizzati + domiciliati + positivi clinicamente guariti + guariti + deceduti, tutti dati che si trovano elencati nel post.

Nella tabella della Protezione Civile è diversa (minore) anche la cifra nella colonna "Totale attualmente positivi" rispetto alla cifra degli attuali positivi di Regione Liguria: questo perché il Dipartimento di Protezione Civile sottrae ai positivi anche i dimessi (colonna verde), ovvero pazienti clinicamente guariti che però sono ancora positivi (e che Alisa e Regione Liguria conteggiano fra gli attualmente positivi, almeno fino alla loro effettiva negativizzazione con doppio test).

Ricordiamo infine che la Protezione Civile non ha una raccolta dati propria: sono le Regioni a trasmettere i conteggi alla Protezione Civile, che poi li usa per pubblicare la tabella quotidiana

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