Striscione alla Daneo, Mascia: “Meglio non rimbambire bambine e bambini con asterischi e schwa della controcultura woke”
Mario Mascia e lo striscione alla scuola Daneo
La vicenda dello striscione comparso alla scuola Daneo e successivamente rimosso dalla Polizia di Stato continua ad alimentare il dibattito politico. Sul caso interviene il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Mario Mascia, che invita a fare chiarezza sull’origine dell’intervento delle forze dell’ordine.
«Leggo su un quotidiano locale che l’intervento della Polizia di Stato è originato da una segnalazione proveniente dalla Sala Operativa della Polizia Locale – osserva Mascia –. Fossi nell’amministrazione comunale in carica sarei partito da qui prima di innestare un simile cancan mediatico, che rischia di passare per un caso montato ad arte».
Secondo il forzista, inoltre, l’episodio sarebbe riconducibile a «un’iniziativa personale di un agente che ha sostanzialmente frainteso l’origine dello striscione», scambiandolo probabilmente per un’iniziativa di persone estranee alla scuola.
Mascia entra poi nel merito del contenuto del cartello, soffermandosi sull’utilizzo degli asterischi nella scritta in italiano e sulla loro assenza nelle altre frasi multilingue presenti intorno allo striscione, tra cui «aqui nadiE es estrangierO». «È inquietante – sostiene –. Noi Italiani stiamo diventando figli di un dio minore?».
Per il capogruppo azzurro, ex assessore della Giunta Bucci, «a scuola la priorità deve essere lo studio dell’italiano, della grammatica, dell’analisi logica, la lettura, l’apprendimento e la scrittura dei testi e dei contesti».
La conclusione è affidata a una critica esplicita all’uso delle forme inclusive: «Meglio non rimbambire bambine e bambini con asterischi e schwa della controcultura woke», afferma Mascia, richiamando anche le posizioni espresse sul tema da Giuseppe Conte e dal Movimento 5 Stelle.
