Samp, a Mantova un altro durissimo esame che non si può fallire
Bernardo Corradi (foto da Instagram)
Dopo il Palermo, ecco il Mantova, sempre lontano da Marassi. Alla Samp, costretta da un calendario assurdo a giocare sei volte in trasferta nei primi nove turni cadetti, capita un’altra avversaria ambiziosa. I virgiliani, guidati dall’ex terzino genoano Francesco Modesto, non si accontentano di un campionato anonimo ma puntano decisamente alle zone alte della classifica, e il loro avvio, d’altronde, conferma certi obiettivi: dopo l’impresa corsara a Carrara, il secco successo interno a spese dell’Empoli e, infine, il confortante pareggio di Cesena.
Il team lombardo è cambiato relativamente rispetto allo scorso campionato e può dunque basarsi su una coesione che il rinnovatissimo Doria, per ora, si sogna. Manca per infortunio muscolare tra i biancorossi il faro di centrocampo Trimboli, nato a Sampierdarena e svezzato dal club blucerchiato che ha deciso forse con troppa fretta di liberarsene. Lo sostituirà Kouda, unico intruso in una formazione titolare forte di un portiere collaudato come Bardi, di un trio difensivo compatto, di un rifinitore-goleador del calibro di Ruocco (tra i “top” della categoria) e di due centravanti non trascurabili in ballottaggio: Gliozzi e l’ex spezzino Vlahovic.
A questa compagine adattissima ad affrontare la cadetteria la Samp può opporre un undici ricco di mestiere e personalità, con svariati elementi che hanno brillato nei campionati maggiori europei e vantano le qualità per imporre il proprio gioco. Fondamenta interessanti su cui costruire una squadra meno svolazzante in fase difensiva e assai più prolifica nell’area antagonista.
Mister Corradi è consapevole che l’infermeria non si sia ancora del tutto svuotata ma gli abbia finalmente restituito qualche potenziale pilastro. Ecco la sua disamina del match: “Credo che occorra valutare in primis le prestazioni della squadra e non solo i risultati. Mi piace che la squadra giochi, certo avrei gradito raccogliere più punti. Il Mantova ha dimostrato di essere in salute, è aggressiva e viene a pressarti uomo su uomo. Le squadre di Modesto hanno tutte un’identità precisa. Cercheremo di mettere in difficoltà gli avversari con le nostre armi migliori. Certo, stiamo segnando con fatica, ma in prospettiva è importante che si sia tirato spesso”.
Rispetto alla gara persa, pur col massimo onore, a Palermo, non si prospetta inizialmente una rivoluzione. D’altronde, il centrocampista Abildgaard sta meglio ma è gerarchicamente indietro rispetto alla coppia di mediani Henderson-Makoumbou. Stavolta sono convocati e disponibili sia Ravanelli, teoricamente titolare al centro della difesa, e Lauritsen, prelevato per diventare il terminale offensivo e il capocannoniere blucerchiato. Corradi va cauto su entrambi, ai quali è orientato a concedere uno spezzone di match ma solo se il risultato parziale lo consiglierà. Inoltre, finiranno in tuta altri due elementi, Mbabu e Karamoh. Corradi in proposito ironizza: “E’ la prima volta che, voltandomi verso la panchina, non trovo solo minorenni…”.
La zona rifinitura annovera Verschaeren puntello centrale incaricato di duettare con Insigne nella produzione di palle-gol invitanti per i compagni. L’ex azzurro, con una settimana in più di lavoro nelle gambe, dovrà anche cercare direttamente la segnatura sfruttando i suoi proverbiali tiri a giro.
Il solo dubbio concerne la zona avanzata di destra. Sinani è reduce da una prova insignificante e potrebbe anche rifiatare a pro di Begic, altro elemento che deve ancora trovare la propria dimensione. L’escluso dal ballottaggio comunque è destinato ad entrare a gara in corso.
Davanti a tutti, in attesa che esordisca il gigante norvegese, tocca ancora a Tutino, giocatore indefinibile, in grado di diventare protagonista ma anche di far disperare i tifosi per i suoi clamorosi sprechi in zona gol. Difficilmente gli mancheranno le opportunità di concludere a bersaglio, con quelle po’ po’ di basi di lancio che gli agiscono alle spalle: sta a lui sfruttarle a dovere. Il mister lo difende. “Gennaro probabilmente è più adatto a giocare come seconda punta con un partner al fianco, ma abbiamo preparato a lungo dei movimenti tendenti a farlo ambientare anche come attaccante unico”.
In effetti un’alternativa tattica ci sarebbe: l’impiego di Insigne come “falso nueve”. Corradi non l’ha esclusa a priori: “Può essere una possibilità, all’inizio o a gara in corso”.
Pierluigi Gambino
