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Atroce beffa nel recupero per la prima Sampdoria di D’Angelo

Un'azione di gioco (foto Facebook Sampdoria)

 

SUDTIROL – SAMPDORIA  1 - 1

 

Un rigore discutibilissimo, fischiato al penultimo minuto di recupero, impedisce ai blucerchiati di espugnare il Druso, che si conferma un terreno tabù. La prima Samp targata D’Angelo fa registrare progressi sensibili in fatto di disciplina tattica ed organizzazione e, passata in vantaggio nel primo tempo con Verschaeren (mai sinora a bersaglio in Italia) sfiora il raddoppio più volte nella ripresa e si fa beffare in zona Cesarini da un arbitro estremamente pignolo, che scorge intenzionalità nel tocco di Di Pardo in piena area con la mano attaccata al corpo punendo oltre i demeriti gli ospiti e salvando il Sudtirol, ormai rassegnato alla sconfitta.

Samp nella formazione prevista, con il giovanissimo Krastev debuttante tra i pali e Depaoli inserito sulla fascia sinistra per Cicconi. In apertura subito un’emozione, prodotta da Begic la cui bordata fuori area si stampa contro la traversa. Al 9’ Depaoli, dopo un aspro contrasto con Molina, si procura un serio infortunio alla spalla ed è avvicendato proprio da Cicconi. La partita stenta a decollare, ma i blucerchiati adottano la tattica più giusta, lasciando agli avversari il controllo del match e pressando alto con estrema efficacia senza mai correre rischi difensivi. Begic, vivacissimo, si libera a metà tempo per il cross ma Lauritsen, da ottima posizione, deposita di testa tra le braccia del portiere Plizzari, denunciando la mancanza di rabbia agonistica. La maggior concretezza della banda di D’Angelo viene premiata al 34’ quando - su un recupero alto - Begic serve la palla vincente a Verschaeren, pronto a incrociarla nell’angolo più lontano: rete da applausi. La prima di una serie di opportunità di raddoppio è sciupata da Lauritsen, che in contropiede cicca l’assist per Begic. Il finale di tempo è ancora di marca blucerchiata e l’1-0 all’intervallo non disegna con fedeltà la superiorità in zona gol dei blucerchiati.

Si riparte a formazioni immutate e con un erroraccio di Di Pardo nel disimpegno non sfruttato dai biancorossi, i quali appaiono lievemente più svegli e al 53’ pareggiano il conto dei legni dopo un’incursione di Burnete conclusa con un passaggio per Mixtur, che sull’uscita di Krastev colpisce in pieno la sbarra. Nel prosieguo Tronchin con un tiro ad effetto lambisce il palo.

Il momento d’oro dei locali però è di breve durata. La Samp torna a controllare la gara anche se al 65’ il coloured Okoro avrebbe una mezza opportunità di pareggiare ma la spreca. Al 68’ D’Angelo spedisce sotto le docce uno sciapo Lauritsen e uno stanco Ferrari inserendo Tutino e Gartenmann e puntando sulla freschezza dei subentranti. Al 70’ altra ripartenza doriana, ma a Tutino non riesce il passaggio decisivo a Henderson. Poi ci prova anche Begic: palla fuori di un soffio.

Nelle file doriane inizia ad affiorare la fatica e l’allenatore decide di dare spazio ad altre seconde linee, che si riveleranno un punto debole: Karamoh per Begic e Mbabu per Verschaeren. Tutino si divora il gol della sicurezza, Cicconi non capitalizza un‘altra opportunità e all’88’ Krastev assorbe senza problemi una debole inzuccata di Zeroli: in assoluto il primo tentativo nello specchio dei deludenti padroni di casa.

La sfida sembra approdare all’esito più logico ma al 94’ l’inzuccata di Schrott, diretta addosso al portiere ospite, è intercettata da Di Pardo con la mano e l’arbitro Crezzini assegna subito il penalty. Poi, forse confortato dal Var, decide di non recarsi neppure davanti al monitor per rivedere l’azione. Ben che vada è un rigorino, consentito dalle nuove, assurde regole, ma basta e avanza a demoralizzare la Samp in vista della trasferta di martedì in casa dell’Ascoli, che a Catanzaro ha dilagato.

Pierluigi Gambino

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