Genoa, una partita capolavoro: battuta e dominata la Juventus
La formazione rossoblù scesa in campo contro la Juve (foto Facebook Genoa)
GENOA – JUVENTUS 2 - 0
RETI: 12' Ehizibue, 28’ Baldanzi
Il Genoa che non ti aspetti stradomina letteralmente una Juve in chiara crisi, ottiene il terzo successo di fila (secondo in soli tre giorni, ancora senza subire gol) a Marassi e si porta a quota 10, lontanissimo dalla zona baratro. Raramente negli ultimi anni i rossoblù si erano espressi a certi livelli, meritando ampiamente il successo e rischiando di capitolare solo durante il recupero, quando Koopmeiners ha timbrato la traversa su punizione.
Il Grifo prende subito in mano la partita, evidentemente corroborato dalla rivoluzione decisa da De Rossi, che con un sol colpo rilancia Ehizibue sulla fascia, rispolvera Amorim e Baldanzi a centrocampo e Vitinha in attacco. Proprio l’utilizzo di forze fresche è tra le chiavi di una vittoria mai stata in discussione. I rossoblù collezionano presto una serie di corner e al 12’ incassano il premio della loro superiorità: Ellertsson a sinistra scambia con Baldanzi, il cui cross rasoterra attraversa tutta l’area di porta e giunge sui piedi di Ehizibue, che sparacchia deciso: la palla, deviata dall’ex Cambiaso, assume una traiettoria perfida per il portiere Vicario e si insacca.
Gli uomini di Spalletti, frastornati dal gioco pregevole dei padroni di casa, non riescono a reagire e patiscono i contropiedi genoani, impreziositi da un Osmajic piramidale. Il monologo genoano approda, al 28’, al raddoppio, che ci sta tutto. Vitinha soffia la palla a Kalulu e si invola verso la porta, sin quando, dietro di lui, Baldanzi si impadronisce della sfera e, fruendo di una doppia deviazione, costringe Vicario alla seconda resa. E’ un Genoa spettacolare per pulizia di trama, mentre la Madama, letteralmente annichilita, soffre e con un’incursione di Frendrup al 35’ va vicinissima a subire il terzo gol.
Prima dell’intervallo la sola nota stonata nella musica genoana: Ellertsson, cercando di evitare un corner, si procura una distorsione alla caviglia ed è costretto a chiedere il cambio. Dentro Mitaj, che non lo farà rimpiangere. La prima e unica opportunità offensiva dei bianconeri si registra nel recupero, ma Kalulu calcia alle stelle un ghiotto rigore in movimento
Nell’intervallo doppia sostituzione in casa Juve, con l’ingresso di Zhegrova e Woltemade, ma il Genoa stavolta non accusa il consueto crollo e tiene bordone ai bianconeri, che aumentano il possesso palla ma non la pericolosità dei loro tentativi. Ben più insidioso è il Grifone, che al 57’ con Vitinha potrebbe calare il tris, ma conclude alto da posizione centrale. Entrano fra i bianconeri Boga e Cabal, ma sono ancora i rossoblù, con un’inzuccata di Marcandalli su corner, a sfiorare la segnatura.
Al 69’ De Rossi capisce che Ehizibue e Baldanzi iniziano a calare e li avvicenda con Messias e Meichtry, il cui innesto si rivelerà alquanto produttivo. La Juve inizia a comandare il match, ma il Genoa non si lascia intimidire. Il primo intervento in assoluto del portiere Bijlow avviene al 73’ su bordata non irresistibile di Zhegrova, che precede l’inserimento in campo del possente Koopmeiners a cui De Rossi risponde con Colombo per Osmajic, uscito tra gli applausi di tutto lo stadio. I rossoblù non riescono più a ripartire, ma si difendono strenuamente, pilotati da un Ostigard perfetto dal principio alla fine. La traversa di Koopmeiners su punizione, con palla che rimbalza sulla linea fatale, è l’unico lampo dei bianconeri, mai così arrendevoli e sconclusionati. Il 2-1 sarebbe stato un riconoscimento eccessivo per gli ospiti, travolti da un Genoa che ora si prepara alla trasferta di Lecce senza più ansie di classifica.
Pierluigi Gambino
