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Notizie

8 marzo, Noi Moderati: “Sostenere la nostra proposta di legge per fermare la violenza digitale”

Super User 08 Marzo 2026 541 Visite

“L’8 marzo offre anche l’opportunità di riflettere sull’esigenza di fermare gli abusi sessisti online, l’anonimato dietro cui si nascondono i leoni da tastiera per diffondere contenuti manipolati con l’intelligenza artificiale che offendono la dignità delle donne, che spesso rovinano reputazioni e vite. Chiunque ritenga che questa sia una priorità, sostenga la proposta di legge presentata alla Camera e al Senato da Noi Moderati”. Lo dichiarano in una nota le esponenti di Noi Moderati Mara Carfagna, segretario; Ilaria Cavo, presidente del Consiglio nazionale; Mariastella Gelmini, responsabile degli enti locali; Giusy Versace, responsabile nazionale donne, in occasione del primo evento nazionale di Noi Moderati Donne a Milano.

“Il testo - prosegue la nota - definisce i deepfake come prodotti audio video generati online, anche con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, che appaiono falsamente autentici, chiede l'introduzione di una marcatura che indichi chiaramente i deepfake, definisce gli obblighi dei gestori e delle piattaforme, tra cui quello di prevedere sistemi obbligatori di identificazione degli utenti e quello di predisporre meccanismi rapidi per la segnalazione e la rimozione dei contenuti non autorizzati, introduce il nuovo reato di diffusione fraudolenta di contenuti manipolati con pene che prevedono fino a 5 anni o di reclusione. Si tratta di aggiornare e di rafforzare le norme contro la violenza digitale, perché quelle esistenti non sono sufficienti”.

“Chi è d’accordo, sostenga la nostra proposta. Non è una battaglia di parte, non ha colore politico. Serve un passo avanti, deciso e immediato, ci auguriamo perciò un sostegno trasversale”, termina la nota.

Comunità europea dello sport, in Regione Liguria la consegna delle bandiere alla Valle Stura

Super User 07 Marzo 2026 867 Visite

 

Questa mattina il vicepresidente di Regione Liguria con delega allo Sport Simona Ferro e l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana hanno partecipato al simbolico passaggio di consegne dalla Liguria, nominata nel 2025 da Aces Europe “Miglior regione europea dello sport”, alla Valle Stura, scelta per il 2026 come “European community of sport”. Per Aces Europe erano presenti il presidente Gian Francesco Lupattelli e il delegato per l'Italia Nord Ovest Enrico Cimaschi.

“Insieme all’assessore Alessio Piana - ha dichiarato il vicepresidente Ferro - ho passato il testimone agli amministratori di Campo Ligure, Masone e Rossiglione, alla presenza del presidente di Aces Europe Gian Francesco Lupattelli e dei tedofori che, da piazza De Ferrari, sono partiti alla volta della Valle Stura: una piccola impresa sportiva simbolo del percorso che accompagna il territorio per tutto il 2026. La Valle Stura ha il cuore sportivo e questa nomina è davvero meritata. Una terra meravigliosa in cui tutti possono praticare attività fisica, sia all’aria aperta sia in strutture moderne e sicure, grazie anche agli interventi di riqualificazione dell’impiantistica da parte della Regione e delle amministrazioni locali. Sono che questo territorio saprà essere protagonista di un modello che interpreta l’attività sportiva come motore di comunità, benessere e futuro”.

Lotta all’evasione, Rosso (FdI): “Salis attacca il governo ma i numeri la smentiscono”

Super User 07 Marzo 2026 3012 Visite

“Finalmente lo ha ammesso: Silvia Salis usa Genova come trampolino per diventare presidente del Consiglio”. Lo afferma Matteo Rosso, deputato e coordinatore ligure di Fratelli d’Italia, commentando le recenti interviste rilasciate dalla prima cittadina ai quotidiani ‘La Stampa’ e ‘La Repubblica’. Secondo Rosso, dopo mesi di smentite e prudenza, Salis avrebbe ora apertamente riconosciuto l’ambizione di costruire un percorso politico nazionale.

In effetti Salis, nell’intervista, afferma che mentirebbe se dicesse di non avere interesse a diventare premier, ma precisa anche: “Ora sono sindaca di Genova e lo sarò anche tra un anno. Costruire una carriera politica nazionale richiede tempo”. Alla domanda del giornalista su cosa farebbe da presidente del Consiglio, la sindaca risponde che affronterebbe il tema dell’evasione fiscale: “Magari con un programma di intelligenza artificiale per scovare gli evasori, anche se il più delle volte basterebbe confrontare l’auto, la casa e quanto dichiarano”. 

“È legittimo avere ambizioni - replica Rosso - ma nella sua prima uscita da aspirante premier Salis viene smentita proprio dai numeri”. Il riferimento è ai dati sulle entrate fiscali pubblicati negli ultimi giorni da ‘Il Sole 24 Ore’. “Secondo quanto riportato dal quotidiano di Confindustria - prosegue il deputato - le entrate da accertamento e controllo, cioè quelle derivanti dalla lotta all’evasione, sono cresciute dell’8,1%”.

Rosso sottolinea inoltre che “in due anni le entrate tributarie dell’area delle imposte dirette legate agli investimenti sono addirittura raddoppiate (+106,8%), in una tendenza che ha visto le principali voci in continua crescita”. Dati che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, dimostrerebbero l’efficacia dell’azione del governo. 

“Risultati ottenuti grazie a un nuovo approccio: un fisco più amico dei cittadini, ma severo con chi tradisce la fiducia dello Stato. Accusare il governo di non fare la lotta all’evasione è una cantonata clamorosa, frutto di un approccio ideologico e non pragmatico”, conclude Rosso.

Referendum giustizia, il sottosegretario Delmastro a Genova per l’evento a favore del Sì

Super User 07 Marzo 2026 625 Visite

 

Lunedì 9 marzo alle 17:30 a Genova, nella sala Paganini dell’Hotel Bristol di via XX Settembre 35, si terrà il dibattito “Per una giustizia più efficace, veloce, giusta”, iniziativa del coordinamento regionale di Fratelli d’Italia a sostegno del Sì al referendum del 22 e 23 marzo. 

Ad aprire l’incontro saranno i saluti dei deputati Matteo Rosso, coordinatore regionale del partito, e Stefano Maullu, commissario cittadino. Il confronto, moderato dal giornalista Mario De Fazio, vedrà gli interventi dell’avvocato Stefano Savi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Genova, dell’avvocato Giovanni Ferrari, presidente di Casa del Consumatore, e del senatore Gianni Berrino.

Atteso l’intervento del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.

Oltre il 60% dei dipendenti regionali è donna, Bucci: “Puntiamo sulla presenza femminile per essere più competitivi”

Super User 07 Marzo 2026 505 Visite

 

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Regione Liguria rinnova il proprio impegno per la promozione della parità di genere, valorizzando il ruolo fondamentale delle donne all'interno dell'amministrazione pubblica e nella società.

I dati dell'amministrazione regionale confermano una presenza femminile ampia e qualificata: il 63,4% dei dipendenti della Regione Liguria è donna. Una partecipazione significativa che si riflette anche nei diversi livelli di responsabilità: il 38,4% dei direttori, il 44,8% dei dirigenti e il 65,6% dei funzionari è rappresentato da donne.

Numeri che testimoniano un percorso concreto verso l'equilibrio di genere nella pubblica amministrazione regionale e che rappresentano un punto di partenza per rafforzare ulteriormente politiche di inclusione, valorizzazione del merito e pari opportunità.

"Le aziende che puntano su una forte presenza femminile sono più innovative e competitive – dichiara il presidente della Regione Liguria Marco Bucci -. Per questo siamo ancora più orgogliosi di poter dire che in Regione Liguria le donne costituiscono oltre il 60% dei dipendenti della nostra amministrazione. Donne che operano in ogni ruolo, dai servizi amministrativi alla dirigenza fino agli assessorati, contribuendo ogni giorno, con competenza e dedizione, alla crescita della nostra comunità.

Siamo consapevoli di quanto sia fondamentale garantire pari opportunità in ogni ambito, promuovendo condizioni di lavoro e percorsi di carriera equi. Nei nostri uffici non esiste gap retributivo tra uomini e donne, a differenza di quanto accade spesso nelle aziende private. E’ una realtà che, unita ai numeri, di certo non basta a cancellare il tema del divario di genere nel mondo del lavoro, ma ci spinge ancora di più a lavorare su questa strada, con percorsi di crescita professionale fondati sul merito, garantendo piena valorizzazione delle competenze e lavorando parallelamente su sostegni efficaci alle famiglie, che permettano alle donne di non dover scegliere tra famiglia e carriera. In questo modo agiamo concretamente contro quella discriminazione che priva la società di risorse preziose e quindi ne compromette il futuro”.

“Il dato del 63,4% di presenza femminile tra i dipendenti regionali, insieme alla significativa quota di dirigenti e funzionari donne, conferma la qualità e il valore del contributo femminile nella nostra amministrazione – continua l’assessore al Personale Claudia Morich -. Abbiamo la fortuna di lavorare in un Ente in cui la crescita e il riconoscimento del valore di ognuno non viene influenzato dal genere, lo conferma il mio recente ingresso in Giunta.

La mia intenzione è di gestire la delega al Personale consolidando un ambiente professionale equo, inclusivo, orientato alla crescita delle competenze. So di essere facilitata in questo compito dall’ampia presenza femminile in quanto, inutile nasconderlo, le donne hanno una marcia in più”.

“Non possiamo promuovere la parità di genere nella società ligure senza essere, per primi, un esempio - conclude l’assessore alle Pari Opportunità e all’Occupazione Simona Ferro -. La significativa presenza di personale femminile qualificato all’interno dell’amministrazione rafforza la credibilità dell’Ente nelle attività di monitoraggio delle pari opportunità nel mondo del lavoro. Nel 2023 abbiamo istituito un tavolo permanente regionale sulla certificazione di genere nelle imprese con almeno 50 dipendenti. Prima della nascita di questo tavolo le certificazioni erano soltanto 14, oggi sono certificate più di 900 sedi operative tra aziende ed enti. Un dato che parla chiaro e testimonia concretamente il nostro impegno”.

A Palazzo Tursi domina il rosa, Salis: “La maggioranza dei ruoli apicali e della giunta è al femminile”

Super User 07 Marzo 2026 540 Visite

 

In occasione della Giornata internazionale della donna, il Comune di Genova presenta una fotografia significativa della propria organizzazione interna: a Palazzo Tursi il lavoro è sempre più al femminile. Su un organico complessivo di 5.047 dipendenti, il 65% è composto da donne, una percentuale che si conferma elevata anche nei ruoli di responsabilità. Le posizioni dirigenziali vedono infatti una presenza femminile pari al 55%, mentre tra le elevate qualificazioni e le alte professionalità - i cosiddetti quadri - la quota sale fino a sfiorare il 57%.

Il trend emerge anche dalle assunzioni degli ultimi cinque anni: tra il 2021 e il 2026 quasi il 77% dei nuovi ingressi nell’amministrazione comunale è rappresentato da personale femminile. Numeri che raccontano un ente pubblico in cui la presenza delle donne è sempre più centrale e qualificata.

Proprio sul tema dell’occupazione femminile il Centro Studi della Direzione area Attrattività, Competitività e Transizione Ecologica del Comune di Genova ha realizzato la ricerca “Donne, talenti in Comune - Le skills delle donne”. Lo studio, basato su un’analisi documentale e su un questionario anonimo rivolto a circa cento donne tra i 18 e i 65 anni, italiane e straniere, offre uno spaccato sulla percezione della parità di genere nel mondo del lavoro.

«I dati dimostrano che una presenza femminile forte e qualificata è possibile anche nelle posizioni di responsabilità - sottolinea la sindaca Silvia Salis -. Oggi più della metà dei ruoli apicali del Comune è ricoperta da donne e anche la nostra giunta ha una maggioranza femminile, un caso raro tra i grandi Comuni italiani». 

Nonostante i risultati positivi, resta però ancora molto da fare. Il report evidenzia infatti come il divario di genere nel lavoro non sia del tutto superato. Ostacoli culturali e sociali continuano a influenzare le scelte di vita e di carriera: in Italia, dopo la nascita di un figlio, una donna su cinque lascia il lavoro e il carico della cura familiare grava ancora in larga parte sulle madri. 

Il questionario rivela inoltre che stereotipi e condizionamenti persistono. Una parte delle intervistate ritiene ancora che una madre con figli piccoli non dovrebbe lavorare a tempo pieno o che la responsabilità principale della cura dei figli spetti alle donne.

Dallo studio emerge tuttavia anche una crescente consapevolezza e una forte volontà di superare queste barriere, puntando su competenze, collaborazione e politiche inclusive. Secondo il Comune di Genova, investire sulla valorizzazione dei talenti femminili non significa solo promuovere la parità, ma rafforzare l’intero sistema organizzativo e sociale.

Stop ai certificati sanitari per i vegetali congelati, Spediporto: “Importatori e spedizionieri in difficoltà”

Super User 06 Marzo 2026 639 Visite

 

“Da alcune settimane nel porto di Genova non vengono convalidati i certificati sanitari per i prodotti alimentari vegetali congelati (come ad esempio, fragole, funghi, broccoli e carciofi). La ragione di questo stop, denunciata a Spediporto da decine di importatori e spedizionieri, è da attribuire alla mancanza nello scalo genovese di strutture autorizzate secondo la normativa per ricevere questa tipologia di prodotti in caso di controllo accresciuto da parte del veterinario di porto. In mancanza di presidi fisici autorizzati per i controlli, l’Ufficio Veterinario non rilascia il nulla osta all’introduzione della merce sul territorio nazionale”. Così si legge in una nota di Spediporto.

“La situazione - continua l’associazione degli spedizionieri - si è fatta giorno dopo giorno sempre più pesante, con ingenti danni per gli importatori in quanto la merce, anche se ferma, genera costi derivanti dalle soste prolungate in porto, senza contare i ritardi che si vengono a creare nel completamento della catena di distribuzione dei prodotti. E preoccupazione viene espressa dagli operatori anche per i contenitori previsti in arrivo nelle prossime settimane che, a questo punto, non si sa che destino avranno”.

“Questa situazione - proseguono gli spedizionieri -, che ha assunto i contorni di una vera e propria emergenza operativa, rappresenta un danno non solo economico per i soggetti coinvolti ma anche di immagine per il porto di Genova, il più importante scalo commerciale italiano; in questo senso va letta la valutazione di molti operatori che stanno pensando o lo hanno già fatto, di deviare lo sbarco dei prodotti su altri porti dotati di strutture adeguate e autorizzate”.

“Spediporto ha, da tempo, avviato interlocuzioni con Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per sollecitarne un intervento; dal canto suo ADSP ha chiesto ai terminalisti l’impegno a dotarsi in tempi rapidi di strutture adeguate, impegno che potrebbe consentire nei prossimi giorni un allentamento della tensione - scrive l’associazione -. Va anche ricordato come, ad aggravare la situazione in atto, si segnala un arretrato consistente nelle pratiche di convalida dei NOA (oggi si stanno chiudendo le pratiche del 25 febbraio 2026), pre notifiche di arrivo per altre tipologie di merce soggette al controllo veterinario ed un forte arretrato nel prelevamento di campioni per l’espletamento delle analisi (risultano oltre 40 campioni di arretrato)”.

“Sono oltre un migliaio le pratiche in arretrato per un valore complessivo di oltre 50 milioni di dollari. Anche questo è un elemento che rende difficile il mantenimento della regolare operatività e mette in difficoltà spedizionieri e importatori”, concludono gli spedizionieri genovesi.

Da Bilancia a Chikatilo: il Serial Killer Museum sbarca a Genova con la mostra più completa d’Italia

Super User 06 Marzo 2026 649 Visite

 

Dopo il grande successo di Firenze e Torino, il Serial Killer Museum arriva a Genova con la sua esposizione più ampia e completa. Situato nel cuore della città, in via Roccatagliata Ceccardi 14/r, il museo offre 16 sezioni tematiche che approfondiscono i casi emblematici della criminologia moderna. Questa apertura si distingue per contenuti esclusivi e sezioni inedite, rendendola la più grande mai realizzata in Italia, con una novità significativa: una sezione dedicata a Donato Bilancia, noto per la complessità psicologica e la rapidità della sua escalation criminale.

L’esperienza del museo si inserisce nel crescente interesse internazionale per il true crime, fenomeno alimentato da serie Tv, podcast e libri che raccontano i grandi casi di cronaca nera. La visita si trasforma in un vero “podcast in 3D”: i visitatori, guidati da un’audioguida disponibile anche in inglese e spagnolo, possono immergersi nelle storie dei serial killer più famosi e vivere ogni sala come un viaggio dentro la mente dei criminali.

Le figure a grandezza naturale in cera ricreano scene teatrali dei luoghi in cui hanno agito, tra cui Andrei Chikatilo, la “Contessa Sanguinaria” Erzsébet Báthory, Ed Gein, John Wayne Gacy, Luis Alfredo Garavito, Albert Fish, Jeffrey Dahmer, Charles Manson, Aileen Wuornos, Leonarda Cianciulli e il giovane Petiso Orejudo. Ogni contesto è ricostruito con arredi e dettagli originali, offrendo un’esperienza immersiva che consente di comprendere dinamiche e impatto dei loro crimini.

Il percorso include anche approfondimenti sui metodi di esecuzione statunitensi del Novecento e su Cesare Lombroso, padre della criminologia moderna. Il museo offre una prospettiva globale: oltre il 60% dei crimini documentati riguarda gli Stati Uniti, seguiti da Gran Bretagna e Italia, dove figure come Leonarda Cianciulli, Donato Bilancia e il Mostro di Firenze continuano a suscitare interesse.

La visita dura circa 45 minuti. Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto a 13 euro per chi usa le proprie cuffie, 10 euro per gruppi di almeno dieci persone e 8 euro per i possessori di Abbonamento Musei. Il Serial Killer Museum Genova è aperto in via Roccatagliata Ceccardi 14/r. Info su www.museoserialkiller.com

Mercato immobiliare, a Genova crescono le compravendite residenziali: + 5,5%

Super User 06 Marzo 2026 523 Visite

 

Nel 2025 si sono registrate 766.756 compravendite residenziali, con un aumento del +6,4% rispetto all’anno precedente, secondo i dati diramati dall’Agenzia delle Entrate e analizzati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa.

L’analisi limitata al quarto trimestre evidenzia un aumento dello 0,4%.

Si confermano dunque le aspettative di crescita dei volumi di compravendita che restano su numeri importanti e ci restituiscono un mercato comunque dinamico, spinto soprattutto dai mutui più vantaggiosi.

I comuni capoluogo chiudono con 236.723 compravendite: +5,4% rispetto al 2024, i comuni non capoluogo passano da 495.957 a 530.033 compravendite, in aumento del 6,9%, confermando quindi la loro attrattività.

Tra le grandi città, Palermo ha registrato l’aumento più importante degli scambi: +9,4%. Bari e Firenze, al contrario, chiudono l’anno con un calo rispettivamente del 22,3% e del 3,8%, mentre Roma registra una crescita del 6,2%. Crescono le negoziazioni anche a Genova, dove passano da 8.791 nel 2024 a 9.273 nel 2025 (+5,5%).

Le previsioni per l’anno in corso sono orientate verso un leggero aumento dei volumi, spinti soprattutto da chi desidera acquistare una prima casa.

 

Giornata internazionale della donna, a Tursi il ricordo delle donne della Resistenza

Super User 06 Marzo 2026 512 Visite

 

«Riconoscere il ruolo delle donne nella storia, e in particolare nella Resistenza, è un atto di giustizia necessario. Per troppo tempo il loro straordinario coraggio è rimasto confinato 'dietro le quinte', privandole del ruolo di protagoniste che spettava loro. È nostro dovere raccontare ai giovani che alle donne, anche in quegli anni, fu richiesto un supplemento di coraggio, spesso superiore a quello degli uomini. Ogni occasione in cui accendiamo un faro su questa memoria storica deve servire anche a ricordarci quanta strada resti ancora da percorrere nel presente, a partire dal superamento del gap salariale. Chi oggi ha l'opportunità di ricoprire ruoli di rilievo nella società ha anche il dovere morale di farsi voce di tutte le donne della sua città o del Paese, di ricordarsi della fatica che fanno ogni giorno per ottenere spesso troppo poco, rispetto agli sforzi che fanno». Così la sindaca di Genova, in apertura dell’iniziativa Donne radici di marzo, fiori di resistenza, che si è svolta ieri a Palazzo Tursi in occasione della Giornata internazionale della donna.

La giornata, organizzata dalle sezioni ANPI di Regione Liguria, Oregina, Centro storico, Lagaccio, Castelletto e dal Circolo ricreativo culturale via Sertoli, ha avuto come protagonisti Giordano Bruschi, il partigiano Giotto ed Enrichetta Canepa, figlia del comandante partigiano Giovanni Battista Canepa, nome di battaglia Marzo.

Intervistato dalla giornalista, scrittrice e presidente della commissione Cultura del Consiglio comunale, Bruschi ha ricordato il ruolo fondamentale delle donne nella Resistenza, donne che, spesso in silenzio, hanno lottato anche per cambiare il loro ruolo nella società. 

Da Teresa Mattei, una delle 21 Madri Costituenti, ad Ada Gobetti, indomita combattente e moglie di Piero Gobetti, morto a causa delle violenze subite. E ancora, Angiolina Berti, Marietta, che ha fondato gli ospedali partigiani.

Enrica Canepa, la più giovane Partigiana italiana, ha ricordato la sua infanzia in montagna insieme al padre e alla madre Maria Vitiello, che con la divisione Cichero visse tutta la lotta antifascista e che, nonostante il parere contrario dei compagni, insieme alla sua bambina raggiunse Genova per festeggiare la Liberazione, a bordo di un carro trainato da un cavallo.

A7, tir si ribalta tra Bolzaneto e bivio A10: autista illeso e autostrada riaperta

Super User 05 Marzo 2026 498 Visite

 

Questo pomeriggio i Vigili del Fuoco di Genova sono intervenuti sull'autostrada A7, al km 129, tra il casello di Bolzaneto e il bivio per la A10 in direzione Genova Ovest, per un incidente che ha visto coinvolto un mezzo pesante ribaltatosi su un fianco.

Fortunatamente l’autista è rimasto illeso ed è uscito autonomamente dal veicolo, venendo comunque trasportato in ospedale per accertamenti. I Vigili del Fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e il mezzo; la rimozione del tir è prevista per questa notte.

L’autostrada è stata successivamente riaperta al traffico, consentendo la normale circolazione.

Referendum giustizia, a Genova l’appuntamento teatrale e civile del senatore Scarpinato

Super User 05 Marzo 2026 514 Visite

Il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato sarà a Genova per "La vera posta in gioco", l’appuntamento teatrale e civile in cui il parlamentare pentastellato spiegherà il suo punto di vista sulla riforma della magistratura oggetto del referendum del 22 e 23 marzo. Un’occasione di approfondimento pubblico su una riforma che inciderà sugli equilibri del nostro sistema giustizia.

Scarpinato, magistrato per quarant’anni in prima linea contro la mafia e i suoi intrecci con il potere, porterà in scena uno spettacolo che analizza contenuti e conseguenze della riforma voluta dal governo, invitando il pubblico a votare no.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-vera-posta-in-gioco-roberto-scarpinato-a-genova-1984456636219

Stretto di Hormuz: quando la geopolitica cambia tempi, costi e responsabilità nel trasporto marittimo

Super User 05 Marzo 2026 482 Visite

 

Quando la geopolitica entra nelle rotte commerciali, la logistica globale smette di essere una questione puramente tecnica e torna a confrontarsi con la sua dimensione più antica: il rischio. L’escalation militare tra Stati Uniti e Israele, da una parte, e Iran, dall’altra, riporta al centro dell’attenzione uno dei passaggi più delicati del commercio mondiale, lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico e per una parte significativa dei flussi marittimi internazionali.

In questi casi la supply chain reagisce come un organismo sotto stress: aumenta la cautela, cambiano le rotte, crescono i costi. Una rotta pianificata può trasformarsi improvvisamente in un percorso incerto, dove i tempi non sono più garantiti ma soltanto stimati. È il momento in cui la logistica dimostra di non essere soltanto efficienza operativa, ma soprattutto gestione dell’imprevisto.

A spiegare cosa accade concretamente nel sistema dei trasporti sono Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, e l’avvocato Danilo Guida, specializzato in diritto marittimo. “Il container non conosce diplomazia: conosce tempi, costi e responsabilità - sintetizza Botta. Quando un choke point strategico diventa instabile, l’intera catena logistica passa dalla pianificazione alla gestione dell’emergenza”.

Le conseguenze sono immediate: perdita di affidabilità nelle tempistiche, aumento dei costi e introduzione di surcharge legate al rischio. A questi si aggiungono spese come demurrage, detention e storage, perché anche una merce ferma continua a generare costi e potenziali controversie. Inoltre la congestione tende a spostarsi su altri porti e rotte, moltiplicando trasbordi, ritardi e colli di bottiglia anche a grande distanza dall’area di crisi.

Dal punto di vista giuridico entrano in gioco le cosiddette clausole di “war risk”. Come spiega Guida, quando scatta una condizione di rischio bellico “la rotta non è più un diritto ma una possibilità”. Le polizze di carico possono consentire al vettore di deviare il viaggio, sospenderlo o scaricare la merce in un porto sicuro, riducendo al tempo stesso la propria responsabilità per eventuali ritardi o mancata consegna.

Per imprese e clienti diventa quindi essenziale verificare con attenzione le condizioni contrattuali e assicurative. Controllare le clausole della polizza, mantenere un dialogo costante con lo spedizioniere e valutare piani alternativi di trasporto sono passi fondamentali per limitare i rischi.

Genova, slitta al 30 giugno la prima rata della Tari per le utenze domestiche

Super User 05 Marzo 2026 445 Visite

 

Approvata dalla giunta comunale, su proposta del vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile, la modifica delle scadenze del versamento dell’acconto Tari, la tassa sui rifiuti, per le utenze domestiche. Per il 2026, la prima scadenza slitta, quindi, dal 30 marzo al 30 giugno, nuovo termine per il pagamento della prima rata, o della soluzione unica, dell'acconto. Slittano, inoltre, dal 30 aprile al 30 luglio la scadenza della seconda rata e dal 30 maggio al 30 agosto il versamento della terza.

«Abbiamo introdotto questa modifica - spiega il vicesindaco Terrile - alla luce dell’avvio del bonus sociale rifiuti, rivolto ai nuclei familiari, che abbiano requisito di accesso Isee, previsto da Arera, che prevede uno sconto del 25% rispetto alla Tari dovuta nel 2025. Inoltre, l’Agenzia di regolazione per Energia Reti e Ambiente fissa il riconoscimento al 30 giugno».

Per informazioni sul bonus, che viene corrisposto in modo automatico agli aventi diritto, è possibile consultare il sito di Arera alla voce Bonus sociale Rifiuti https://share.google/2y0NjNBrfvfrMn7Nn

Dato che il bonus è riservato solo alle utenze domestiche, restano invariate le scadenze per la Tari delle utenze non domestiche, fissate per il 15 aprile, 15 maggio, 15 giugno e 15 luglio.

Dati UIL, Natale e Piccardo: “Telemedicina ferma e fascicolo sanitario elettronico usato solo dal 7% dei liguri”

Super User 05 Marzo 2026 396 Visite

 

 “Se la sanità digitale fosse una materia scolastica, il presidente Bucci e la sua giunta prenderebbero un bel 4. Bocciati su tutta la linea. I dati diffusi da UIL Liguria e UIL FPL fotografano un fallimento annunciato: telemedicina ferma e fascicolo sanitario elettronico utilizzato appena dal 7 per cento dei cittadini liguri, contro una media nazionale del 27 per cento e percentuali che in altre regioni superano il 60 per cento”. Così si legge in una nota del segretario del PD Liguria Davide Natale e della responsabile sanità del PD Liguria Katia Piccardo, commentando i dati sul fascicolo elettronico e sanità digitale diffusi da Uil.

“Numeri che certificano come la Liguria è la Cenerentola dell’innovazione sanitaria - prosegue la nota -. La telemedicina è uno strumento fondamentale per migliorare la qualità delle cure e l’organizzazione del sistema sanitario. È la risposta per i territori più decentrati, per ridurre gli spostamenti dei pazienti fragili e degli ospiti delle RSA, per garantire visite e monitoraggi specialistici in tempi rapidi e per evitare di congestionare pronto soccorso, ospedali e in futuro le Case di comunità. Eppure in Liguria in pratica tutto fermo”.

“Da tempo - aggiungono i dem - chiediamo alla giunta regionale di lavorare seriamente sull’attuazione dei progetti di telemedicina e sulla diffusione del fascicolo sanitario elettronico, strumenti che dovrebbero essere centrali anche nello sviluppo della sanità territoriale e nel funzionamento delle future Case di comunità. Invece la priorità di Bucci sembra essere un’altra: moltiplicare poltrone per tenere insieme una maggioranza sempre più traballante, mentre i bisogni reali dei liguri restano in secondo piano. Avevamo anche proposto, all’inizio della legislatura, l’istituzione di una commissione dedicata al monitoraggio dell’attuazione del PNRR. Bucci ha detto no. Oggi è evidente il motivo: la giunta temeva che emergesse con chiarezza l’inadeguatezza dell’azione regionale nell’utilizzo delle risorse e nella realizzazione dei progetti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il 7 percento di utilizzo del fascicolo sanitario elettronico è la prova di un sistema che non funziona”.

“In una Regione con una situazione così complicata su viabilità e trasporti investire sulla telemedicina dovrebbe essere prioritario e non certo marginale come, purtroppo, dimostrano questi dati. Il corretto e agevole funzionamento di questi strumenti facilita il lavoro degli operatori sanitari e riduce le dispersioni per lavoratori e lavoratrici già in sofferenza. Da questa Giunta basta annunci: sulla sanità servono risultati concreti”, concludono Davide Natale e Katia Piccardo.

Il potere straordinario di un desiderio: l’associazione Make-A-Wish lancia la campagna di Pasqua

Super User 05 Marzo 2026 480 Visite

 

Un desiderio che si avvera può cambiare molto più di un momento: può diventare una vera forza capace di sostenere un bambino nel percorso più difficile della sua vita. È con questo spirito che Make-A-Wish Italia Onlus rinnova il suo impegno e lancia la campagna solidale di Pasqua 2026, invitando tutti a trasformare un gesto di generosità in un’esperienza concreta di speranza.

Per un bambino gravemente malato, vedere realizzato il proprio desiderio non significa soltanto vivere un momento di felicità: è un’esperienza che dona energia, fiducia e serenità durante il percorso di cura, coinvolgendo e sostenendo anche le famiglie che affrontano ogni giorno la sfida della malattia.

In occasione della Pasqua, l’associazione - attiva da oltre vent’anni nel realizzare i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi patologie - propone le tradizionali uova solidali. Realizzate da una cioccolateria artigianale e accompagnate da una sorpresa speciale, sono disponibili in confezioni dai vivaci colori primaverili e possono essere ordinate online. Il ricavato contribuirà alla realizzazione di nuovi desideri, capaci di lasciare un segno profondo nella vita dei piccoli beneficiari.

“Un desiderio che si realizza porta luce, forza e fiducia nel futuro. Anche a Pasqua sostenere Make-A-Wish Italia significa offrire ai nostri bambini e alle loro famiglie un momento di serenità e speranza nel mezzo di un percorso difficile”, dichiara Sune Frontani, presidente e co-fondatrice dell’associazione.

Attiva su tutto il territorio nazionale, Make-A-Wish Italia collabora con i principali ospedali pediatrici e con le famiglie. Grazie al supporto di oltre 250 volontari e di tanti sostenitori, ha già realizzato più di 3.200 desideri. Ogni donazione è un passo in più per trasformare un sogno in realtà e portare speranza dove ce n’è più bisogno.

Per info e ordini: https://shop.makeawish.it/

Emigrazione, presentato il progetto “Lanterna - Luce dei liguri nel mondo”

Super User 05 Marzo 2026 437 Visite

Rafforzare il legame tra la Liguria e le sue comunità nel mondo, trasformando la memoria dell’emigrazione in una risorsa culturale, sociale ed economica. Con questo obiettivo è stata presentata la missione istituzionale in Sud America legata al progetto “Lanterna – Luce dei liguri nel mondo”, iniziativa promossa da Regione Liguria per valorizzare l’identità ligure oltreconfine.

Il progetto prende ispirazione dalla Lanterna di Genova, simbolo storico della città e ultimo punto di riferimento visivo per migliaia di emigranti che, tra Ottocento e Novecento, lasciavano il porto ligure diretti verso le Americhe. L’iniziativa prevede la realizzazione di Lanterne simboliche nelle principali comunità liguri all’estero, creando un ponte permanente tra la regione e i territori segnati dalla storica emigrazione ligure.

“Lanterna - Luce dei liguri nel mondo” si inserisce in una più ampia strategia di promozione dell’identità ligure e di rafforzamento delle relazioni internazionali. L’obiettivo è trasformare il patrimonio storico e culturale dell’emigrazione in un’opportunità di sviluppo, anche in chiave turistica ed economica.

“La missione in Sud America - dichiara l’assessore regionale all’Immigrazione ed Emigrazione Paolo Ripamonti - rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare i rapporti con le comunità liguri all’estero e rafforzare un dialogo istituzionale che affonda le proprie radici nella nostra storia. Con questo progetto vogliamo dare un segno concreto dell’identità ligure e allo stesso tempo creare nuove opportunità di collaborazione culturale ed economica”.

“Le comunità liguri oltreoceano - aggiunge Ripamonti - sono un patrimonio umano e professionale straordinario. Rafforzare queste connessioni significa costruire relazioni stabili e prospettive condivise di sviluppo tra territori uniti da una storia comune”.

La missione toccherà Brasile, Argentina e Cile, con incontri istituzionali con associazioni liguri, rappresentanze consolari e diplomatiche, oltre a momenti di confronto con delegazioni di Uruguay e Paraguay.

In Brasile, a Poços de Caldas, il 9 marzo sarà inaugurata la prima Lanterna simbolica. In Argentina la delegazione farà tappa a Buenos Aires in occasione dei 125 anni dell’associazione Carboneros Unidos: l’11 marzo, presso il Parlamento cittadino, sarà inaugurata una targa celebrativa e verrà effettuato un sopralluogo nell’area destinata alla futura Lanterna. 

La missione si concluderà in Cile, tra Santiago e Valparaíso, storico porto di approdo di molti emigranti liguri, dove verrà presentato il luogo scelto per la realizzazione della terza Lanterna.

Nel quadro delle iniziative dedicate alla memoria dell’emigrazione, Regione Liguria ha inoltre sostenuto il progetto del Comune di Tovo San Giacomo per la realizzazione del documentario “Liguria Argentina – L’ingegno italiano nel mondo alla scoperta dell’orologio Bergallo”, presentato a Buenos Aires il 3 marzo nella sede dell’associazione Carboneros Unidos.

La Liguria alla fiera del turismo di Berlino, assessore Lombardi: “Molti i nostri punti di forza”

Super User 05 Marzo 2026 552 Visite

La Liguria sta riscuotendo molto successo alla ITB Berlin 2026, fiera leader del turismo B2B che termina oggi. La manifestazione, che quest’anno celebra il suo 60° anniversario, si conferma una delle principali piattaforme globali per il business, l’innovazione e il confronto sulle tendenze del settore. All’interno dell’area ENIT/Italia, la Regione partecipa con uno stand istituzionale insieme a sei co-espositori rappresentativi dell’intero territorio regionale. 

“La presenza a Berlino rientra in una strategia di promozione mirata sui mercati di Germania, Austria e Svizzera che continuano a rappresentare i principali bacini esteri per la Liguria sia in termini di presenze, sia per capacità di spesa e propensione a soggiorni medio-lunghi. In questo contesto, l’offerta regionale si presenta con un posizionamento chiaro: turismo esperienziale, outdoor, enogastronomia, cultura e qualità della vita, in una logica di stagionalizzazione estesa lungo tutto l’arco dell’anno - commenta l'assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. Vogliamo riservare particolare attenzione ai segmenti in crescita evidenziati anche dall’andamento della fiera - dall’avventura al travel technology, fino alle nuove frontiere della sostenibilità - ambiti nei quali la Liguria può contare su una proposta strutturata che integra costa ed entroterra, mare e attività all’aria aperta, piccoli borghi e città d’arte”.

“La partecipazione all’edizione giubilare della manifestazione - conclude Lombardi - rappresenta dunque un passaggio strategico nel calendario promozionale 2026, con l’obiettivo di trasformare il dialogo avviato in fiera in flussi turistici concreti e in una presenza sempre più strutturata sui mercati internazionali di riferimento”.

Con oltre 100mila partecipanti, 1.300 buyer accreditati nel Buyers Circle e operatori provenienti da più di 170 Paesi nell’edizione 2025, ITB si conferma infatti il principale marketplace turistico mondiale e un osservatorio privilegiato sui trend della domanda internazionale. Per la Liguria, essere presenti in questo contesto significa dialogare direttamente con i decisori dell’intermediazione turistica globale, consolidare relazioni, intercettare nuove opportunità commerciali e rafforzare il proprio posizionamento tra le destinazioni europee capaci di coniugare autenticità, accessibilità e innovazione.

Gli espositori presenti nello stand ligure, rappresentativi dell’intero territorio, sono Arbaspàa Srl, Biotigullio5Terre –-Tigullio Trekking, Comune di Imperia, Hotels Portofino & Cinque Terre Coast Liguria Together, Love5Terre Srl e Riviera UP (Marchio Coo.A.Di Soc. Coop.).

Rallenta la migrazione sanitaria: i liguri preferiscono farsi curare vicino casa

Super User 04 Marzo 2026 492 Visite

 

La Fondazione Gimbe certifica un’inversione di tendenza per la Liguria sul fronte delle fughe sanitarie: nel 2023 la mobilità passiva si è ridotta di 260 mila euro rispetto all’anno precedente. Un dato che arriva dal report sulla mobilità sanitaria interregionale diffuso in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno del trentennale di attività della fondazione.

“Questi dati premiano il lavoro che stiamo portando avanti sul fronte della mobilità sanitaria -sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò -. Abbiamo già varato nel 2025 un Piano da 68 milioni di euro per ridurre la mobilità passiva e rendere le cure sempre più accessibili e di qualità.

Fermare la migrazione sanitaria significa consentire ai cittadini di curarsi vicino a casa, evitando spostamenti onerosi, e allo stesso tempo valorizzare le professionalità e le strutture liguri”.

Il Piano prevede un rafforzamento dell’attività nelle strutture pubbliche, una riorganizzazione delle liste d’attesa e una presa in carico più proattiva dei pazienti. Quanto al ruolo del privato accreditato, che in Liguria eroga meno del 7% delle prestazioni ospedaliere confermandosi tra le regioni italiane che meno ricorre al privato, Nicolò aggiunge: “Il coinvolgimento delle strutture private accreditate non è un elemento negativo: si tratta di strutture che operano per conto del Servizio sanitario regionale e senza costi aggiuntivi per i cittadini, contribuendo anche con prestazioni ad alta complessità. Continuiamo a lavorare per un obiettivo chiaro: costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini e capace di rispondere in tempi rapidi ai bisogni di salute del nostro territorio”.

Genova disegna il suo futuro: presentati i progetti del corso “Progettazione della Smart City”

Super User 04 Marzo 2026 393 Visite

Si è tenuta venerdì scorso, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la giornata conclusiva del corso di perfezionamento in “Progettazione della Smart City”, nato dalla sinergia tra il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Genova e l’associazione Genova Smart City. 

Durante l’evento sono stati presentati i progetti finali degli studenti, frutto di mesi di lavoro su soluzioni innovative per la governance e l’innovazione urbana. Il percorso formativo, patrocinato dall’Ordine degli Architetti PPC di Genova, ha coinvolto un gruppo eterogeneo composto da studenti, liberi professionisti e tecnici della pubblica amministrazione. Un mix multigenerazionale che ha permesso di affrontare i temi della città intelligente non solo come sfida tecnologica, ma come evoluzione sociale ed economica.

«Oggi raccogliamo i frutti di un percorso fondamentale per la nostra città - dichiara l’assessora all’Urbanistica, Verde Urbano, Smart City e Città dei 15 minuti, Francesca Coppola - Sono molto orgogliosa di questo mix di competenze che ha fatto emergere idee fresche e una nuova visione. Il nostro obiettivo è trovare un collante tra queste proposte e l’Amministrazione, traducendo concetti complessi in ricadute concrete per le politiche quotidiane. È questo l’unico modus operandi corretto per portare innovazione nella macchina comunale: sperimentare insieme e fare formazione di altissimo livello per una smart city che sia, prima di tutto, a misura d’uomo». 

I partecipanti hanno sviluppato proposte capaci di affrontare nodi cruciali della vivibilità urbana.

“Genova per noi: la città a portata di click” propone una mappa interattiva che centralizza le informazioni sui servizi di prossimità - istruzione, sicurezza, sport, trasporti - oggi frammentate su troppi canali. Cuore del progetto è la partecipazione: attraverso una sezione dedicata ai Patti di Collaborazione, il cittadino diventa protagonista attivo nella cura e nel miglioramento dei beni comuni.

“Urban Flow: gestire il turismo con intelligenza” si concentra sull’area di Via San Lorenzo e del Sestiere del Molo, affrontando il tema dell’overtourism. Grazie all’uso di open data e arredi urbani adattivi, il progetto mira a modulare i flussi turistici, migliorando comfort ambientale e sicurezza e favorendo una convivenza equilibrata tra residenti e visitatori.

Infine, “Giardini RIGENERAnTI: lo spazio pubblico come ecosistema” trasforma aree urbane sottoutilizzate in centri di innovazione sociale. Non semplice riqualificazione edilizia, ma un modello di governance ibrida - pubblico, privato e terzo settore - capace di creare luoghi in cui natura, arte e lavoro convivono. Un sistema modulare e scalabile che fa del verde urbano un presidio di welfare e un’opportunità concreta per i giovani creativi.

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