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Notizie

PNRR, Bucci: “Realizzato l’85% dei progetti, la sanità ligure è un esempio nazionale”

Super User 19 Agosto 2026 750 Visite

 

Oltre l’85% dei progetti PNRR di cui Regione Liguria è soggetto attuatore risulta oggi completato. È il dato comunicato dalla Regione, che fa il punto sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Piano nazionale complementare. 

A fine giugno, l’80,69% degli interventi risultava già concluso. Su 259 progetti, per complessivi 670.197.759,61 euro di risorse assegnate, 209 opere erano terminate, 15 in fase di collaudo e 33 in fase avanzata di esecuzione. Soltanto due interventi risultavano ancora nella fase di affidamento. Secondo la Regione, considerando l’avanzamento delle ultime settimane, la quota delle opere completate è salita a circa l’85%.

«A differenza di alcune notizie riportate in queste ore, il quadro che emerge conferma un livello di realizzazione quasi integrale - sottolinea il presidente della Regione Liguria Marco Bucci - a testimonianza di una capacità attuativa significativa rispetto agli obiettivi e alle tempistiche previste dal PNRR».

Bucci evidenzia inoltre i risultati raggiunti sul fronte della sanità, ricordando che a maggio la Liguria è stata indicata dal Governo tra le Regioni più virtuose nell’attuazione della Missione 6 - Salute, diventando un riferimento a livello nazionale. 

«Abbiamo superato anche alcuni target previsti dal Piano - aggiunge il presidente - come nel caso delle Case della comunità, che in Liguria sono 32 rispetto alle 30 previste, degli Ospedali della comunità, 12 a fronte di un obiettivo di 10, e delle grandi apparecchiature diagnostiche, 68 rispetto alle 61 programmate».

La Regione precisa infine che il numero di interventi riportato sul proprio portale può risultare inferiore rispetto a quello presente sulla piattaforma nazionale Regis. La differenza dipende dalle modalità di contabilizzazione: per semplificare la consultazione, gli interventi che non hanno un unico CUP vengono accorpati e conteggiati come un solo progetto, mentre su Regis sono indicati attraverso più CUP distinti.

Lotta al commercio abusivo, la Polizia Locale di Genova sequestra 50 prodotti contraffatti

Super User 19 Agosto 2026 424 Visite

 

Prosegue l’attività della Polizia Locale di Genova contro il commercio abusivo e la vendita di prodotti contraffatti. Un nuovo intervento, effettuato lunedì in zona Galeone, tra Caricamento e Darsena, ha portato al sequestro di 50 articoli, tra borse e capi di abbigliamento con marchi di note griffe.

Nel corso dei controlli, gli agenti hanno fermato un uomo, che è stato denunciato e deferito all’autorità giudiziaria. La merce in suo possesso è stata sequestrata. Gli operatori hanno inoltre individuato nella stessa area altri prodotti contraffatti, al momento riconducibili a ignoti, procedendo anche in questo caso al sequestro.

«Questi servizi - spiega l’assessora alla Polizia locale e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi -hanno un duplice scopo: da un lato vogliamo tutelare il commercio e la sua regolarità e legalità, dall’altro il decoro della zona». 

L’assessora sottolinea inoltre la volontà di mantenere una presenza costante sul territorio, a beneficio di cittadini, commercianti e turisti, e ringrazia gli agenti «per l’importante lavoro quotidiano».

I 50 articoli si aggiungono ai numerosi prodotti già sequestrati dalla Polizia Locale nella stessa zona durante gli interventi della scorsa settimana, confermando l’attenzione delle forze impegnate nel contrasto al fenomeno.

Formazione, dalla Regione 2,2 milioni per l’apprendistato: coinvolti oltre 3 mila nuovi profili

Super User 19 Agosto 2026 499 Visite

 

La Regione Liguria investe 2,2 milioni di euro per rafforzare la formazione degli apprendisti e favorire un ingresso sempre più efficace nel mondo del lavoro. Le risorse, provenienti dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, finanzieranno l’offerta formativa pubblica destinata all’apprendistato professionalizzante, coinvolgendo complessivamente 3.081 nuovi apprendisti.

I percorsi saranno realizzati da 52 organismi formativi accreditati e saranno articolati in moduli da 40 ore, come previsto dai contratti di apprendistato. L’obiettivo è garantire continuità alla formazione dedicata alle competenze di base e trasversali richieste dalla normativa nazionale e sempre più importanti per affrontare le esigenze del mercato del lavoro.

Tra gli ambiti previsti ci sono la sicurezza, l’organizzazione del lavoro, le competenze digitali, la conoscenza delle lingue straniere e le capacità relazionali. Un insieme di strumenti pensati per accompagnare i giovani durante il percorso di inserimento professionale e rendere più efficace il rapporto tra formazione e occupazione.

«L’intervento consente di garantire continuità a un’offerta formativa dedicata allo sviluppo delle competenze di base e trasversali», dichiarano il vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Formazione Simona Ferro e l’assessore regionale alla Programmazione FSE Marco Scajola. I due esponenti della Giunta sottolineano inoltre come le nuove risorse consentano di proseguire il lavoro avviato nell’ultimo anno, migliorando la tempestività nell’inserimento degli apprendisti nei percorsi formativi e nel completamento delle attività previste. 

Per Ferro e Scajola, l’apprendistato professionalizzante rappresenta «uno strumento strategico per le imprese», sempre più utilizzato come canale privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Lo stanziamento, aggiungono, conferma la volontà della Regione di trasformare le risorse europee in opportunità concrete sia per il tessuto produttivo sia per le nuove generazioni.

L’intervento rappresenta il primo atto attuativo del provvedimento approvato dalla Regione lo scorso 17 luglio, che mette complessivamente a disposizione 23,3 milioni di euro per la programmazione delle misure di formazione professionale previste nel secondo semestre del 2026 attraverso le risorse FSE+ 2021-2027.

Udito e anziani, il Comune di Genova fa rete contro isolamento e fragilità

Super User 19 Agosto 2026 466 Visite

 

Promuovere la salute uditiva, prevenire i disturbi dell’udito e contrastare il rischio di isolamento sociale tra gli anziani più fragili. È l’obiettivo dell’avviso pubblico lanciato dal Comune di Genova per raccogliere manifestazioni di interesse da parte di enti pubblici, imprese e realtà del privato sociale interessati a sottoscrivere protocolli di collaborazione a titolo non oneroso.

L’iniziativa, promossa dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, punta a costruire una rete territoriale capace di unire prevenzione, informazione e sostegno concreto alle persone più vulnerabili. Il progetto prevede campagne di sensibilizzazione, eventi informativi e attività educative dedicate alla salute dell’udito, insieme ad azioni solidaristiche gratuite o agevolate rivolte agli over 65 in condizioni di difficoltà socioeconomica e già presi in carico dai servizi sociali territoriali. 

«L’udito è un senso fondamentale, in quanto rappresenta uno dei principali modi con i quali ci interfacciamo con il mondo circostante - spiega Lodi -. Attraverso esso rimaniamo legati alle persone che ci circondano, alla famiglia e alla comunità». La perdita dell’udito, sottolinea l’assessora, può diventare una delle prime cause di isolamento sociale ed emotivo, soprattutto tra le persone anziane e fragili.

Da qui la volontà dell’amministrazione di coinvolgere le realtà e le professionalità presenti sul territorio, favorendo una cultura della prevenzione e creando opportunità di accesso a servizi e iniziative dedicate. «Vogliamo puntare anche a garantire agevolazioni e iniziative solidaristiche gratuite a favore degli anziani over 65 seguiti dai nostri servizi sociali, per non lasciare indietro nessuno», aggiunge Lodi, evidenziando come si tratti di un modello di welfare di prossimità realizzabile senza nuovi oneri per il Comune, ma con un investimento sulla qualità della vita.

Il problema ha una dimensione anche internazionale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 1,5 miliardi di persone convivono con una qualche forma di problematica uditiva. Una riduzione della capacità di sentire, soprattutto quando non viene riconosciuta e affrontata tempestivamente, può infatti compromettere le relazioni personali, favorire la solitudine e contribuire alla marginalizzazione.

L’avviso intende quindi strutturare una rete stabile di collaborazione sul territorio, mettendo in campo percorsi integrati di informazione, prevenzione e solidarietà. I soggetti interessati dovranno indicare i dati dell’ente, la sede operativa e il relativo grado di accessibilità, il nominativo del referente e descrivere le attività, le eventuali gratuità e le agevolazioni che intendono mettere a disposizione della cittadinanza.

I soggetti interessati potranno manifestare il proprio interesse inviando le informazioni richieste relative all'ente, all'accessibilità della sede, al referente e alla descrizione delle iniziative/agevolazioni proposte. Maggiori informazioni al link https://appalti.comune.genova.it/PortaleAppalti/it/ppgare_detail.wp?actionPath=/ExtStr2/do/FrontEnd/Bandi/openProcedura.action&currentFrame=7&codice=A00242

Per inviare i progetti: esclusivamente tramite PEC all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  indicando nell'oggetto: "Adesione Avviso pubblico – iniziative audiologiche".

La prima scadenza per la valutazione delle proposte è fissata al 30 settembre 2026. L’avviso, tuttavia, resterà aperto anche successivamente, consentendo valutazioni periodiche delle nuove manifestazioni di interesse.

La sanità genovese piange Mauro Barbanera, medico gentiluomo

Super User 18 Agosto 2026 673 Visite

 

Era un medico eccezionale, con decine di migliaia interventi chirurgici alle spalle, che avevano salvato innumerevoli vite umane, ma soprattutto Mauro Barbanera era un uomo perbene, buono, capace di unire una professionalità medica rara ad un animo altruista ed una modestia persino eccessiva rispetto al suo animo nobile ed alle sue capacità.
Per me era un amico fraterno e l’ultimo ricordo è di una settimana fa, di una lunga telefonata come facevamo spesso, a parlare di tutto, a raccontarci di cosa facevamo.
Lo avevo conosciuto al pronto soccorso di Villa Scassi, dove mi recavo ogni giorno, giovane cronista, e dove Mauro era spesso di turno.
Iniziò un’amicizia forte, perdurante che ha radici nella nostra conoscenza di oltre 40 anni.
Ricordo che in quel periodo accadde che una persona tentò il suicidio in via Cantore gettandosi dalla finestra; Mauro passò subito dopo, tornando dall’ospedale e rientrando alla sua casa di Sampierdarena, dove abitava finché non traslocò nell’attuale dimora sul mare in corso Italia. Soccorse chi voleva togliersi la vita e gliela salvò. Scrissi un pezzo su questo fatto e lui me ne ringraziò con la modestia sua compagna di vita, secondo me eccessiva visto il suo valore.
Ma Mauro Barbanera era davvero il medico che lo fa come missione.
Al padiglione 9 dell’ospedale di Sampierdarena fece a lungo le funzioni di primario e quando andò in pensione non volle allontanarsi dalla professione e da suoi pazienti, diventando medico di base.
Quando terminò anche queste funzioni continuò a seguire moltissimi pazienti con grande perizia e con una partecipazione al loro stato di salute che travalicava di molto la professione.
Gente che si fidava solo di lui e che si rivolgeva a chi non solo sapeva dare buone terapie ma anche comprendere, dialogare, ascoltare i problemi e dare saggi suggerimenti.
Perché il medico lo faceva con grande scienza ed intelletto ma anche con grande cuore.
Personalmente di lui ho tantissimi ricordi che a raccontarli ora mi prende la commozione e quasi mi impedisce di scrivere. Uno per tutti, il giorno in cui morì mia madre che adoravo, venne a casa mia e trascorse l’intero pomeriggio di un sabato caldo e assolato di luglio con me per aiutarmi a non cadere nella disperazione.
“La nostra è più che amicizia” mi ha detto nell’ultima telefonata di una settimana fa. Mi risuona e tocca il cuore e sono certo che saranno tantissimi amici e pazienti che condivideranno la mia commozione.
Siamo vicini alla sua bella famiglia: la moglie, medico anch’essa, i figli Andrea che ha seguito il padre ed è un neurochirurgo di fama nazionale, primario ad Alessandria, e la figlia Roberta, avvocato, giornalista. E alle sue tre nipoti.
I funerali giovedì alle 10 presso la chiesa della Cella a Sampierdarena, come aveva indicato Mauro stesso ai suoi familiari.

Dino Frambati

Task force contro le droghe, Lodi: “Finalmente un segnale chiaro da parte di Regione”

Super User 18 Agosto 2026 388 Visite

 

Il Comune di Genova torna a chiedere alla Regione Liguria un’accelerazione sul fronte delle nuove droghe e delle dipendenze. Al centro del confronto c’è la proposta di istituire una task force dedicata all’emergenza, avanzata dall’amministrazione comunale e ora annunciata dalla Regione. Per l’assessora al Welfare Cristina Lodi si tratta di «un segnale chiaro», dopo mesi nei quali, a suo giudizio, è mancato un adeguato intervento regionale. 

Lodi richiama innanzitutto il quadro delle competenze. Il DPR 309/1990, il Testo unico sugli stupefacenti, attribuisce alle Regioni le funzioni relative alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dalle dipendenze. I Comuni, pur avendo responsabilità in materia sanitaria, possono intervenire principalmente attraverso strumenti come le ordinanze, che secondo l’assessora non sono sufficienti ad affrontare il fenomeno dell’uso di sostanze. 

Proprio per questo il Comune aveva scritto alla Regione chiedendo l’istituzione di una task force, mettendo a disposizione la propria collaborazione. L’obiettivo è riunire competenze sanitarie, sociali e specialistiche, coinvolgendo anche esperti e, se necessario, il mondo universitario. Un approccio integrato che, secondo Palazzo Tursi, sarebbe indispensabile per affrontare un fenomeno in rapida evoluzione.

Tra i nodi sollevati da Lodi c’è anche l’attivazione dei servizi di bassissima soglia per le persone tossicodipendenti. La Regione, ricorda l’assessora, si era impegnata nei tavoli convocati dalla Prefettura di Genova ad attivarli durante l’estate 2026. A metà agosto, però, i servizi non risultano ancora operativi. Il Comune auspica quindi che possano partire almeno a settembre.

Nel mirino dell’assessora anche l’utilizzo dei 7,2 milioni di euro del Fondo nazionale per le dipendenze. Secondo Lodi, le risorse avrebbero dovuto essere impiegate per sviluppare nuove strategie e progettualità, mentre il Comune rivendica di aver già investito oltre 4 milioni di euro nel 2026 per le situazioni di estrema fragilità, andando oltre le proprie competenze. 

Un altro punto riguarda il rafforzamento dei Ser.D., considerato necessario per fronteggiare scenari caratterizzati dalla diffusione di nuove sostanze. Lodi sottolinea inoltre la necessità di un confronto più ampio sulla riforma sociosanitaria, con il coinvolgimento di enti locali, Regione, tecnici ed esperti. 

Ora, però, l’assessora invita a superare le polemiche. L’annuncio della task force, sostiene, deve tradursi rapidamente in un tavolo operativo. «L’unica priorità è che la task force avvii al più presto i suoi lavori», afferma Lodi, chiedendo alla Regione di dare seguito alla richiesta presentata dal Comune il 14 agosto.

Il Comune, conclude l’assessora, è pronto a fare la propria parte «con senso di responsabilità e rispetto per cittadine e cittadini». L’obiettivo dichiarato è trasformare il confronto istituzionale in interventi concreti per le persone che fanno uso di sostanze e per una città che chiede risposte all’emergenza.

Emergenza droga a Genova, la Regione istituisce una task force sanitaria

Super User 17 Agosto 2026 717 Visite

 

La Regione Liguria istituirà una task force sanitaria dedicata all’emergenza droga nel Comune di Genova. L’iniziativa, annunciata dall’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno che in città ha assunto dimensioni sempre più rilevanti e che richiede interventi rapidi e strutturati.

Il tavolo di lavoro sarà guidato dalla Direzione Socio-Sanitaria di Ats, che provvederà a individuare responsabile e componenti. L’obiettivo è definire una riorganizzazione strategica dei servizi e rendere più efficace la risposta sanitaria al fenomeno delle dipendenze. 

«A Genova il fenomeno della droga ha assunto dimensioni tali da richiedere un intervento rapido e strutturato», ha sottolineato Nicolò, evidenziando la necessità di un’azione coordinata.

Sul tema è intervenuto anche il direttore sociosanitario di Atsl, Pierluigi Vinai, richiamando il nuovo Piano Socio-Sanitario regionale, che dedica una sezione specifica alle “nuove forme di dipendenza”. Vinai ha precisato che, al momento, la quota maggiore delle ospedalizzazioni e delle problematiche correlate continua a essere legata a sostanze stupefacenti già conosciute. Il quadro, però, è in evoluzione.

Proprio la rapidità con cui emergono nuove sostanze, comportamenti e forme di dipendenza rende necessario un sistema capace di adattarsi. In quest’ottica si inserisce anche il Centro Studi sulle dipendenze, chiamato a monitorare i nuovi trend e ad analizzarli per costruire risposte tempestive fondate sull’evidenza scientifica.

Il Piano individua infine due strumenti prioritari: l’identificazione precoce delle situazioni di rischio, accompagnata dalla presa in carico, e una diffusione uniforme dell’educazione ai corretti stili di vita. Un approccio che punta a rafforzare la prevenzione e la tutela non solo delle persone coinvolte nelle dipendenze, ma anche delle famiglie e dell’intera comunità.

Genova, il Comune stanzia 1,8 milioni per la sicurezza e la cura della città

Super User 17 Agosto 2026 537 Visite

 

La Giunta del Comune di Genova ha dato il via libera a quattro progetti di manutenzione straordinaria, restauro e messa in sicurezza del patrimonio edilizio civico e istituzionale, per un valore complessivo di 1,8 milioni di euro. Gli interventi, proposti dall’assessore ai Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante e inseriti nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028, puntano a garantire maggiore sicurezza, funzionalità e rapidità di intervento sugli immobili comunali.

Il primo provvedimento riguarda le opere in carpenteria metallica leggera, con 200mila euro previsti per la prima annualità, nell’ambito di un accordo quadro da complessivi 600mila euro nel triennio. Le risorse serviranno per interventi urgenti e non programmabili, necessari a completare opere esistenti e a tutelare la pubblica incolumità negli edifici comunali e istituzionali, comprese le strutture scolastiche.

Altri 200mila euro per la prima annualità, su un totale triennale di 600mila, sono destinati al restauro e consolidamento del Polo Tursino. Gli interventi comprenderanno opere di restauro, consolidamento strutturale e manutenzione straordinaria, con l’obiettivo di eliminare le parti ammalorate e preservare gli immobili del complesso, assicurando al tempo stesso la continuità operativa degli spazi istituzionali.

Il terzo progetto prevede 500mila euro per la manutenzione diffusa del patrimonio civico nella seconda annualità. Si tratta di risorse destinate a intervenire in modo capillare su guasti, avarie e necessità improvvise di adeguamento che possono interessare la vasta rete di edifici di proprietà comunale.

Infine, 900mila euro saranno destinati, nella terza annualità, a interventi urgenti di manutenzione e ristrutturazione. Anche in questo caso si ricorrerà a un accordo quadro, pensato per affrontare con tempestività le criticità strutturali e funzionali degli immobili cittadini.

«La manutenzione non è una voce di spesa secondaria, ma la vera spina dorsale della prevenzione e del benessere collettivo», sottolinea Ferrante. Per l’assessore, gli accordi quadro consentiranno agli uffici di disporre di strumenti flessibili per intervenire rapidamente anche in presenza di guasti o criticità impreviste. L’obiettivo è mantenere edifici più sicuri, efficienti e funzionali, rafforzando la cura quotidiana del patrimonio pubblico genovese.

Sestri Ponente, 520 mila euro per la manutenzione straordinaria del teatro Verdi

Super User 17 Agosto 2026 398 Visite

 

Un investimento complessivo di 520 mila euro per rivoluzionare la platea del Cinema Teatro Verdi di Sestri Ponente e renderla uno spazio moderno, flessibile e polifunzionale, capace di ospitare concerti, spettacoli di danza e cabaret.

La Giunta comunale di Genova, su proposta dell'assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante, ha approvato il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali che dà il via libera al piano di manutenzione straordinaria dell'immobile di piazza Oriani a Sestri Ponente.

Il cuore del provvedimento riguarda la radicale riorganizzazione della platea. L'amministrazione ha scelto la soluzione tecnica più efficace per garantire la massima flessibilità d'uso: l'installazione di poltroncine richiudibili e compattabili su appositi carrelli. Questo sistema permetterà di svuotare e riconfigurare la sala in pochissimo tempo a seconda delle esigenze artistiche e degli eventi in programma.

L'intervento, stimato in 520 mila euro, e inserito nel Piano Triennale dei Lavori Pubblici per l'annualità 2027, prevede inoltre il recupero dei locali sottostanti viale Canepa, che verranno adibiti a spazi di deposito per liberare l'area di parcheggio sul retro. Il tutto nel pieno rispetto dei vincoli storico-architettonici vigenti, salvaguardando integralmente l'estetica e la struttura originaria dell'edificio.

«Il Cinema Teatro Verdi non è soltanto un immobile di pregio storico, ma è un presidio di comunità, un luogo profondamente radicato nel cuore e nella memoria dei cittadini di Sestri Ponente e di tutti i genovesi – dichiara l’assessore Massimo Ferrante – Con questo provvedimento non ci limitiamo a reperire risorse per la manutenzione straordinaria, ma lavoriamo per restituire una prospettiva ad uno spazio culturale che merita di tornare ad essere pienamente vissuto. Grazie a soluzioni tecniche intelligenti e rispettose dei vincoli architettonici, abbiamo intenzione di trasformare la platea in uno spazio dinamico e polifunzionale, pronto ad accogliere spettacoli, musica e aggregazione. Un modo per consolidare e rafforzare la vocazione del “Verdi” come punto di riferimento della vita culturale e sociale per il quartiere di Sestri e per tutta la città».

Terremoto tra Liguria e Toscana: nessuna criticità segnalata, prosegue il monitoraggio

Super User 16 Agosto 2026 640 Visite

 

Un terremoto di magnitudo 3,7 è stato registrato questa mattina, alle 5.49, nell’area al confine tra Liguria e Toscana. La scossa è stata avvertita anche nel territorio ligure, in particolare nello Spezzino.

La sala operativa della Protezione civile della Regione Liguria si è immediatamente attivata, contattando i Comuni di Ortonovo, Castelnuovo Magra e Sarzana. Al momento non vengono segnalate criticità.

Nel corso della mattinata verrà effettuata una verifica sul territorio, con riscontro in caso di eventuali problematiche alla sala operativa regionale, che continuerà a monitorare la situazione.

 

Genova, identificato il motociclista delle evoluzioni in via Cantore: denuncia, multa e patente sospesa

Super User 14 Agosto 2026 742 Visite

 

È bastata una giornata alla Polizia Locale di Genova per identificare il motociclista protagonista del video diventato virale sui social, che nelle scorse notti aveva immortalato una serie di pericolose evoluzioni in via Cantore, a Sampierdarena. Si tratta di M.F., classe 2005, residente nella zona di Begato, che è stato denunciato all’Autorità giudiziaria, sanzionato per circa mille euro e ha visto la propria patente sospesa con effetto immediato.

Le immagini mostravano il giovane impegnato in manovre particolarmente rischiose: impennate, guida in piedi sulla sella, velocità elevata e il passaggio per due volte con il semaforo rosso. L’indagine del Nucleo Polizia Stradale del Reparto Sicurezza Stradale è partita proprio dall’analisi dettagliata del filmato. Gli agenti hanno esaminato ogni particolare, dalle caratteristiche del motociclo all’abbigliamento e al casco del conducente.

A questi elementi sono state aggiunte le immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadina, che hanno consentito di ricostruire il percorso del motociclo anche oltre il tratto ripreso nel video. Gli investigatori hanno quindi incrociato i dati con le banche dati in uso al Corpo e con i profili social sui quali il filmato era stato pubblicato e rilanciato, individuando ulteriori contenuti e riscontri riconducibili allo stesso soggetto.

La convergenza degli elementi raccolti ha permesso di dare un nome al protagonista delle evoluzioni in poche ore. Questa mattina gli agenti si sono recati presso la sua abitazione per raccogliere le dichiarazioni del giovane, contestualmente riconosciuto come autore delle condotte riprese.

M.F. è stato denunciato per occultamento di atto vero, in relazione alla targa del motociclo, reato previsto dall’articolo 490 del Codice penale e punito con la reclusione fino a quattro anni. Sul fronte amministrativo sono state contestate numerose violazioni del Codice della strada, relative alle modalità di guida, alla velocità e ai due attraversamenti con il semaforo rosso, per un importo complessivo di circa mille euro.

Il 20enne, titolare di patente A1 e munito di foglio rosa, guidava un motociclo di 450 centimetri cubici. Gli sono stati decurtati tutti i punti disponibili e la patente è stata sospesa immediatamente. È stata inoltre trasmessa una segnalazione alla Motorizzazione Civile per quanto riguarda il foglio rosa.

Le indagini hanno portato anche al ritrovamento del motociclo, custodito in un box nei fondi di un palazzo di Begato e in uso a un conoscente. All’interno sono stati trovati altri due motocicli, entrambi con la targa occultata. Secondo gli investigatori, i due mezzi potrebbero essere stati presenti durante le evoluzioni riprese nel video e uno di essi potrebbe essere stato utilizzato per filmare la scena. Sono ora al vaglio le posizioni di altre due persone, per accertare eventuali responsabilità.

«Un’indagine lampo del Nucleo Polizia Stradale – sottolinea l’assessora alla Sicurezza urbana e Polizia Locale del Comune di Genova Arianna Viscogliosi – che conferma professionalità e tempestività della nostra Polizia Locale. La sicurezza stradale e il rispetto delle norme non sono valori sui quali si può transigere. Era fondamentale individuare rapidamente l’autore di condotte pericolose e sconsiderate, che avrebbero potuto anche generare fenomeni di emulazione, soprattutto tra i più giovani».

Sanità, assessore Nicolò: “Anche a Ferragosto il cittadino non è solo”

Super User 14 Agosto 2026 504 Visite

 

La sanità territoriale continua a garantire la propria presenza anche nel weekend di Ferragosto. A Genova, le Case della Comunità assicurano infatti continuità assistenziale anche nei giorni festivi, offrendo ai cittadini un punto di riferimento per i problemi di salute a bassa complessità che non richiedono l'accesso al Pronto Soccorso. 

“Ferragosto è un momento particolare, con una città che cambia ritmo e con molte persone che si spostano, ma la necessità di assistenza sanitaria non va in vacanza – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò –. Per questo abbiamo voluto garantire la presenza della sanità territoriale anche durante questo fine settimana, mettendo a disposizione dei cittadini servizi e professionisti”.

Le Case della Comunità rappresentano uno dei pilastri della nuova organizzazione della sanità ligure: strutture pensate per dare una risposta vicina e tempestiva ai cittadini e per evitare, quando non necessario, il ricorso al Pronto Soccorso. Possono essere gestiti, tra gli altri, problemi come febbre, mal di gola, tosse e raffreddore, piccoli traumi, medicazioni, variazioni della pressione o della glicemia, dolori lievi o moderati e altre condizioni che non presentano caratteristiche di emergenza-urgenza. 

“Il messaggio che vogliamo dare è semplice: anche a Ferragosto il cittadino non è solo. La rete territoriale è presente e deve diventare sempre più il primo punto di riferimento per i bisogni di salute che non richiedono un ospedale. È un cambiamento culturale importante, che consente di offrire una risposta più appropriata e, allo stesso tempo, di alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso”.

 

ELENCO CASE DELLA COMUNITÀ APERTE 24 ORE SU 24 NEL WEEK END DI FERRAGOSTO

 

- Casa della Comunità hub Pegli

Genova Pegli - via Pegli, 41

24 ore al giorno, 7 giorni su 7

 

- Casa della Comunità hub Fiumara

Genova Sampierdarena - via Operai 80

24 ore al giorno, 7 giorni su 7

 

- Casa della Comunità hub Valpolcevera

Genova Bolzaneto - via P. Pastorino 32

24 ore al giorno, 7 giorni su 7

 

- Casa della Comunità hub Assarotti

Genova Centro - via Assarotti 35

24 ore al giorno, 7 giorni su 7

 

- Casa della Comunità hub Struppa

Genova Struppa - via Struppa 150

24 ore al giorno, 7 giorni su 7

 

- Casa della Comunità hub Quarto

Genova Quarto - largo F. Cattanei, 4

24 ore al giorno, 7 giorni su 7

Ponte Morandi, viceministro Rixi: “La memoria deve diventare cultura della sicurezza”

Super User 14 Agosto 2026 483 Visite

 

A otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi ha ricordato le 43 vittime della tragedia sottolineando il valore della memoria e, soprattutto, la necessità di trasformare quanto accaduto in una nuova cultura della sicurezza.

“Essere qui oggi, a 8 anni dal crollo del Ponte Morandi, non è un atto di semplice memoria istituzionale. È, prima di tutto, un atto di rispetto”, ha detto Rixi rivolgendosi alle famiglie delle vittime. “Il 14 agosto 2018 Genova non perse soltanto un ponte. Perse 43 persone”.

Nel suo intervento il viceministro ha ricordato anche la propria esperienza personale: “Io stesso passai su quel ponte un’ora prima e l’avrei rifatto poche ore dopo per portare la mia famiglia in vacanza”. Parole che, ha sottolineato, rendono ancora più difficile trovare le parole davanti ai familiari delle vittime.

Da quella tragedia, secondo Rixi, deve nascere una precisa responsabilità istituzionale. “Ricordare significa far sì che ciò che è accaduto cambi concretamente il nostro modo di amministrare, progettare, controllare e costruire”. La sicurezza delle infrastrutture, ha aggiunto, “non può essere una voce di bilancio, né un adempimento formale” e deve venire “prima, sempre”.

Rixi ha quindi espresso il riconoscimento dello Stato alle famiglie delle vittime, che in questi anni hanno continuato a chiedere “verità, giustizia e attenzione”. Il viceministro ha ricordato le misure di sostegno economico e sociale adottate negli anni, dagli interventi per chi ha perso il lavoro alle borse di studio e alle più recenti misure dedicate ai familiari delle vittime.

“Ma nessuna misura potrà mai restituire una persona a una famiglia”, ha precisato, sottolineando che il sostegno dello Stato non può sostituire la ricerca della verità e della giustizia. “La giustizia appartiene alla magistratura”, ha detto, ribadendo la necessità di rispettare pienamente l’autonomia dei giudici. 

Alla politica spetta invece “trarre insegnamento da quanto accaduto e fare in modo che non si ripeta”. In questa prospettiva, il nuovo ponte rappresenta il simbolo della rinascita di Genova, ma non deve diventare uno strumento di rimozione: “Ricostruire non significa dimenticare”. 

Un ruolo centrale, nel percorso della memoria, è affidato al Memoriale 14 Agosto 2018, che Rixi ha definito uno spazio destinato a raccontare la tragedia, i soccorsi e la rinascita della città. La memoria, ha osservato, deve parlare ai giovani e diventare “cultura della sicurezza” nelle scuole, nelle università, nelle professioni tecniche e nelle amministrazioni.

“Dietro ogni infrastruttura ci sono persone, dietro ogni decisione ci sono conseguenze e dietro ogni scelta tecnica c’è una responsabilità concreta”, ha affermato.

Infine, l’impegno del Governo: manutenzione, controlli, investimenti e innovazione tecnologica per rendere la sicurezza delle infrastrutture una priorità permanente. “Sulla sicurezza non esiste mai un punto di arrivo”, ha concluso Rixi. E alle famiglie delle 43 vittime ha rivolto un messaggio: “Vi siamo vicini oggi, e il nostro impegno deve continuare ogni giorno”.

Anniversario del crollo di Ponte Morandi, Bucci: “Una tragedia scolpita nel cuore della città”

Super User 14 Agosto 2026 467 Visite

 

“14 agosto 2018. Questa data rimarrà nella storia e nel cuore della nostra città. Rimarrà nella memoria delle famiglie delle quarantatré vittime del crollo di ponte Morandi. Rimarrà nella memoria dei seicento sfollati, di chi in mezz’ora ha dovuto prendere tutta la propria roba e lasciare la propria casa senza sapere se e quando sarebbe potuto rientrare. Rimarrà nella memoria di tante aziende e di tante persone che hanno visto compromettere il proprio posto di lavoro, la propria economia”. Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci è intervenuto questa mattina alle commemorazioni per l’ottavo anniversario del crollo di Ponte Morandi. Alla cerimonia, che si è svolta presso la Radura della Memoria, hanno partecipato anche gli assessori regionali Massimo Nicolò, Alessio Piana, Alessandro Piana e Claudia Morich.

“Genova si è ricomposta, si è rimboccata le maniche, ha lavorato senza risparmiarsi - ha aggiunto il presidente della Liguria -. Non era in ginocchio e non lo è mai stata. Ma oggi non siamo qui per ricordare tutto il lavoro fatto per ricostruire il ponte. Siamo qui per ricordare le vittime e per tenere viva la memoria di una grande tragedia. Questa data rimarrà scolpita nel cuore dei genovesi e nel mio, anche perché l’ho vissuta da sindaco, con il coinvolgimento emotivo e la responsabilità che questo comporta. Ma noi a Genova abbiamo un simbolo che ci indica la strada: la Lanterna. Ecco, io credo che il 14 agosto debba essere per sempre anche questo: un faro, una luce e un monito per coloro che hanno il dovere, il diritto e la capacità di costruire nuove infrastrutture, che siano pubblici o privati, perché hanno la responsabilità di farlo al meglio, per chi ci lavora ma anche e soprattutto per quelli che dovranno utilizzarle nel futuro”.

“Noi crediamo in una società civile capace di realizzare infrastrutture all’altezza delle capacità, del genio e del senso di responsabilità dei nostri cittadini. La memoria di quello che è successo a Genova sia un faro per ricostruire una grande società civile dove tragedie come questa non succedano mai più”, ha concluso il presidente Bucci.

 

Radura della Memoria, Salis: “Ogni 14 agosto a Genova il tempo si ferma”

Super User 14 Agosto 2026 827 Visite

 

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha preso parte oggi, alla Radura della Memoria, alla cerimonia per l’ottavo anniversario del crollo del Ponte Morandi. Nel corso del suo intervento, la sindaca si è rivolta ai familiari delle 43 vittime, sottolineando come né il trascorrere del tempo e nemmeno la sentenza di primo grado del 16 luglio scorso possano attenuare il peso delle assenze: «Il tempo passa, lo sappiamo, e scivola via, spesso sembra indifferente a quello che succede. Ma ogni anno, da quel 14 agosto, qui a Genova il tempo si ferma – ha detto Salis – Si ferma e ricordiamo il suono della pioggia scura, il suono di telefoni che non hanno più risposta. Ricordiamo chi non ha più potuto abbracciare i propri cari, e l'angoscia di una città che si è scoperta improvvisamente ferita al cuore».

La sindaca ha proseguito sottolineando che «questo 14 agosto segna un confine rispetto agli altri anni. Perché qualcosa è cambiato: c’è un elemento nuovo e denso di significato. Per la prima volta sentiamo che le nubi iniziano a diradarsi. Per la prima volta sentiamo che la sete e la voglia, il bisogno di poter avere verità, sta arrivando a noi. Nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva di condanna, è una garanzia fondamentale dello Stato di diritto. Ma il 16 luglio, in quell'aula era doveroso esserci. Era doveroso esserci come sindaca di questa città, era doveroso che le istituzioni ci fossero per guardare in faccia i parenti delle vittime e dire loro: noi siamo con voi nella ricerca della verità, siamo al vostro fianco. Nessuna sentenza di nessun grado potrà riportarvi un abbraccio che non c'è più, una persona che ami. Ma questa pronuncia, grazie al lavoro dei magistrati, degli avvocati – permettetemi di ricordare il PM Terrile – inizia a rendere giustizia al vostro coraggio instancabile, alla vostra battaglia, alla vostra voglia di verità. Oggi c'è scritto nero su bianco che quello che è successo non è stata una fatalità imprevedibile. È stato un fatto determinato da omissioni inaccettabili e incurie intollerabili. Sono state vittime di scelte in cui l'avidità e l'interesse economico hanno calpestato il dovere sacro della manutenzione. Il profitto non deve, non dovrà mai più costare delle vite umane».

Salis ha poi annunciato che il Comune di Genova chiederà un risarcimento importante per i danni subiti in conseguenza del crollo: le risorse che riuscirà a ottenere in sede processuale o attraverso accordi tra le parti saranno interamente destinate a un grande piano di manutenzione, cura e messa in sicurezza della città. «L'anno scorso per la prima volta mi trovavo qui a parlarvi da sindaca e ho chiesto scusa. Ho chiesto scusa a nome delle istituzioni, perché chiunque le rappresenti si deve fare carico di quello che è stato e deve avere la responsabilità di costruire quello che sarà – ha ricordato la sindaca – Il baratro che avete attraversato non è paragonabile a nessun dolore, ed è una ferita che non ammette nessun tipo di paragone. Però, quest'anno sento un dovere altrettanto forte. Che è quello di difendere Genova. Una Genova forte, resistente, che si è rialzata, anche grazie al lavoro dei commissari, che ringrazio. Ma la sentenza l'ha detto chiaramente: l'intera città ha subito un danno profondo, un danno che non si può affiancare al dolore delle famiglie, ma un danno che ha il diritto di essere riconosciuto e risarcito. Noi genovesi lo viviamo ancora oggi: cantieri infiniti, incertezze, l'onda lunga del crollo del Morandi è ancora ben presente in questa città. E proprio qui, in questo territorio, lo sappiamo bene. Per questo credo che sia doveroso annunciare oggi che il Comune di Genova chiederà un risarcimento molto, molto importante per i danni patrimoniali e di immagine che ha subito. E qualsiasi risorsa riusciremo ad ottenere verrà interamente dedicata a un programma di cura, manutenzione, decoro e messa in sicurezza della città. Lo dobbiamo alle persone che hanno perso la vita e lo dobbiamo alla nostra città».

La commemorazione, preceduta dalla Messa nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa celebrata dall’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, si è aperta con la deposizione delle corone da parte del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi e della rappresentante dei familiari delle vittime, Egle Possetti.

Sono intervenuti, oltre alla sindaca Salis, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, il viceministro Rixi, Possetti, monsignor Tasca, il presidente della European Muslim League, Alfredo Maiolese, l’imam Salah Hussein e Gianni Andreoli dell’associazione “Noi per Voi Valle Stura Masone”. La cerimonia è stata accompagnata dalle esecuzioni di Genova Sinfonietta e dall’esecuzione del testo inedito “Una volta a casa mia” dell’artista Vago.

Nel suo intervento la sindaca ha anche richiamato il significato degli interventi realizzati alla Radura della Memoria: «I 43 alberi che riportano il nome delle 43 persone che non ci sono più hanno abbandonato i vasi e sono protetti da questa struttura di legno. Le loro radici nella terra ci devono insegnare l'utilità e lo scopo della memoria: non solo non dimenticare, ma continuare a cercare la verità. Mantenere viva la memoria non è soltanto un dovere civile, ma è anche un impegno morale per far sì che il ricordo si trasformi in tutele per chi oggi in questa città vive tutti i giorni. E si trasformi in vicinanza a chi deve continuare a cercare la verità. È anche attraverso la Radura, il Memoriale, che vogliamo lanciare un messaggio. Qui ci verranno bambini, ci verranno giovani. Questo luogo deve servire a insegnargli che devono pretendere verità e impegno da parte delle istituzioni, devono pretendere programmazione, devono pretendere responsabilità. E a noi, l'obbligo di meritarci questa responsabilità».

Salis, infine, ha sottolineato che «la memoria per restare viva ha bisogno di persone che non si stanchino di raccontare, ed è per questo che ringrazio l'Ordine dei Giornalisti e l'associazione per aver inaugurato ieri a Palazzo Tursi una mostra fotografica importantissima, perché non si dimentica tramite le parole, non si dimentica tramite le immagini. Ringrazio gli artisti e gli attori che tra ieri sera e oggi attraverso l'arte, che è un linguaggio universale che ci sprona a cercare la verità, ci hanno scosso l'anima».

Ponte Morandi, Bucci: “La memoria non deve essere una candela che il tempo consuma”

Super User 14 Agosto 2026 526 Visite

IL VIDEO 

“Otto anni fa, alle 11.36, Genova veniva colpita al cuore. 43 vite spezzate, un dolore che appartiene alle loro famiglie e a un’intera città. La memoria non deve essere una candela che il tempo consuma, ma una brace che continua ad ardere. Sta a tutti noi, ogni 14 agosto, rinfocolarla e tenere viva la fiamma del ricordo”. Con queste parole, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ricordato questa mattina, attraverso un post sui propri canali social, le 43 vittime del crollo di ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018. Il post è stato pubblicato contestualmente anche sui canali social di Regione Liguria, in occasione dell’ottavo anniversario della tragedia.

Il ricordo delle vittime è stato affidato anche al ledwall della sede di Regione Liguria, in piazza De Ferrari a Genova. Da ieri sera, giovedì 13 agosto, e per tutta la serata di oggi, venerdì 14 agosto, sullo schermo viene trasmesso un video dedicato alle 43 persone che persero la vita nel crollo: i loro nomi scorrono, uno per uno, sul palazzo dell’Ente, nel cuore della città, come segno di memoria e vicinanza alle famiglie, nell’ottavo anniversario di una tragedia che ha segnato profondamente Genova e l’intera comunità ligure.

Ponte Morandi, a Tursi inaugurate installazione video e mostra fotografica dei cronisti e fotoreporter genovesi

Super User 13 Agosto 2026 820 Visite

La sindaca Silvia Salis ha partecipato questo pomeriggio, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, alla presentazione dell’installazione video realizzata da una trentina di cronisti e all’inaugurazione della mostra fotografica dedicata al crollo del Ponte Morandi e alle 43 vittime del 14 agosto 2018. La mostra raccoglie un centinaio di immagini scattate dai fotoreporter genovesi e resterà esposta nel loggiato di Palazzo Tursi per poi essere ospitata definitivamente nelle sale del Memoriale.

La sindaca, aprendo il proprio intervento, ha rivolto un pensiero ai familiari delle vittime: «Vi ringrazio per quello che fate, sempre con spirito collaborativo e con la volontà di tenere viva la memoria lavorando al fianco delle istituzioni».

«C’è un prima e un dopo il 14 agosto 2018 – ha proseguito Salis – è una tragedia che ha segnato uno spartiacque nella storia della nostra città e continuerà a essere così. Il nostro compito, come istituzioni, è tenere viva la memoria. Per questo ringrazio anche l’Ordine dei Giornalisti, l’Associazione Ligure dei Giornalisti e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa mostra: queste immagini raccontano un lavoro corale e prezioso contro l’oblio e l’indifferenza. Abbiamo detto subito di sì perché crediamo che i palazzi nei quali si svolge l’attività amministrativa debbano essere anche luoghi vivi, nei quali custodire la memoria e riaffermare la necessità della verità e della giustizia. Vogliamo che Palazzo Tursi sia anche questo. Come istituzioni, non possiamo mai dimenticare che la responsabilità è il primo dei nostri compiti: responsabilità per ciò che facciamo e consapevolezza che ogni scelta di un’amministrazione pubblica incide sulla vita delle persone».

Salis ha quindi ricordato il 16 luglio scorso, giorno della sentenza di primo grado: «La pubblica amministrazione deve continuare a chiedere giustizia e verità. Per questo ho ritenuto doveroso essere presente il giorno della sentenza, un momento che aspettavamo da molto tempo: la giustizia non restituisce l’abbraccio delle persone che ci mancano, ma può aiutare a convivere con il dolore».

La sindaca ha concluso rivolgendo un ringraziamento ai giornalisti: «Hanno il compito fondamentale di raccontare con indipendenza ciò che accade nel nostro Paese. Non hanno mai mollato e sono sempre stati presenti, anche durante un processo estenuante. Il loro lavoro aiuta la città e il Paese a comprendere meglio i fatti ed è un patrimonio inestimabile. La memoria, per restare viva e pungente, ha bisogno di voci ostinate, che non si stanchino di raccontare».

Palasport: il Comune affida a Porto Antico arena, banchine, aree esterne e specchi acquei

Super User 13 Agosto 2026 596 Visite

 

La giunta comunale, su proposta della sindaca Silvia Salis e dell’assessore al Patrimonio, Davide Patrone, ha approvato l’affidamento transitorio dell’Arena sportiva all’interno del Palasport e delle aree circostanti al Waterfront (banchine, spazi esterni e specchi acquei) a Porto Antico S.p.A.

Si tratta di un provvedimento che mira ad assicurare l’immediata operatività del comprensorio, la sua sicurezza e valorizzazione, attraverso un coordinamento gestionale unitario in vista dei principali appuntamenti della prossima stagione, a partire dall’edizione 2026 del Salone Nautico.

«Con questo provvedimento - dichiara la Sindaca di Genova, Silvia Salis - garantiamo continuità e piena operatività ad un’area strategica per Genova, evitando vuoti gestionali in una fase particolarmente importante per il completamento e lo sviluppo del nuovo Waterfront di Levante. L’affidamento transitorio a Porto Antico S.p.A. ci consente di accompagnare questa fase con una gestione unitaria e con un soggetto pubblico che conosce bene l’area, mentre lavoriamo a una soluzione che sia definitiva. Il nostro obiettivo è restituire alla città un Waterfront vivo, accessibile e capace di ospitare sport, eventi, manifestazioni e nuove occasioni di incontro».

«Il nuovo Waterfront di Levante si trova in una fase decisiva di transizione e progressivo completamento delle opere pubbliche e private - spiega l’assessore al Patrimonio, Davide Patrone - e proprio per questo abbiamo ritenuto prioritario evitare vuoti gestionali. Già grazie al programma delle esigenze pubbliche approvato a luglio in consiglio, abbiamo tracciato la rotta per un affidamento unitario e a lungo termine dell’intero compendio mediante procedure ad evidenza pubblica e formule di partenariato pubblico-privato. Tuttavia, non essendoci i tempi tecnici necessari per andare a gara a evidenza pubblica, abbiamo optato per la scelta strategica di affidare temporaneamente il compendio a Porto Antico di Genova S.p.A., operatore a totale capitale pubblico già radicato sul territorio, dotato di una conoscenza capillare della logistica dell'area e di una comprovata esperienza nella gestione di grandi manifestazioni civiche».

L’accordo sarà in vigore al massimo fino al 31 dicembre 2027, con le clausole di recesso previste qualora dovesse subentrare il gestore definitivo.

Per quanto riguarda l’Arena del Palasport, la gestione operativa, le utenze (calcolate in base all’effettivo utilizzo) e la manutenzione ordinaria saranno a carico di Porto Antico S.p.A., che potrà incamerare i proventi legati agli eventi e alla programmazione. Il Comune manterrà a proprio carico la manutenzione straordinaria e le spese condominiali, riservandosi la valutazione di eventuali accordi commerciali di naming dell’impianto.

Per gli altri spazi come banchine, specchi acquei e parcheggi, la società gestirà le aree esterne, i posti barca e gli accosti, con la facoltà di stipulare contratti temporanei con operatori economici e utenti. Il canone dovuto al Comune sarà commisurato alle tariffe demaniali marittime e all’effettiva consegna dei beni, con possibilità di scomputare i costi sostenuti da Porto Antico S.p.A. per la cura, la manutenzione e il presidio dei beni e del verde pubblico.

 

14 agosto, Genova commemora le 43 vittime del Ponte Morandi

Super User 13 Agosto 2026 614 Visite

 

Nell’ottava ricorrenza del crollo di Ponte Morandi e nel ricordo delle 43 vittime che il 14 agosto 2018 persero tragicamente la vita, le commemorazioni, promosse dal Comune di Genova, insieme al Comitato Parenti vittime del Ponte Morandi, prenderanno il via oggi pomeriggio, alle 17,30, con l’inaugurazione della mostra fotografica dei fotoreporter genovesi nell’atrio di Palazzo Tursi e con la replica straordinaria de La traiettoria calante, alle 20,30.

 

PROGRAMMA 14 AGOSTO

Domani, venerdì 14 agosto, alle 9, nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa (via San Bartolomeo della Certosa, 15) si terrà la Santa Messa officiata dall’arcivescovo di Genova, Monsignor Marco Tasca

Alle 10.45 inizierà la cerimonia in ricordo delle vittime del ponte Morandi alla presenza della sindaca di Genova, Silvia Salis, del prefetto di Genova, Cinzia Torraco, del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci e del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, con delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La conclusione della cerimonia è prevista alle 11.50.

La sindaca di Genova, Silvia Salis, effettuerà un punto stampa al termine della cerimonia che verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Genova - Genoa Municipality.

  

MODIFICHE ALLA VIABILITÀ 

- Via W. Fillak, tratto compreso tra l'intersezione con Via Campi e l'intersezione con Via Capello: divieto di sosta veicolare su entrambi i lati, con rimozione forzata dei veicoli degli inadempienti, dalle 17 del 13 agosto alle 14 del 14 agosto; divieto di circolazione dalle ore 9,30 alle ore 12,30 del 14 agosto.

- Via E. Porro, tratto compreso tra il civ. 18 rosso e l'intersezione con Via Fillak e nell'area antistante le scale A, B e C del civico 11, nei tratti a monte e a mare della Radura della Memoria: divieto di sosta veicolare su entrambi i lati, con rimozione forzata, dalle ore 17 del 13 agosto alle ore 14 del 14 agosto.

Via E. Porro, tratto compreso tra il civ. 18 rosso e l'intersezione con Via Fillak e nell'area antistante le scale A, B e C del civico 11, nei tratti a monte e a mare della Radura della Memoria: divieto di circolazione dalle ore 07:00 alle ore 14:00 del 14 agosto. Contestualmente, nel tratto compreso tra il civ. 18 rosso e l'intersezione con Via Capello, ripristino del doppio senso di circolazione in regime di senso unico alternato a vista;

Via Campi, tratto compreso tra il sottopasso ferroviario e l'intersezione con Via Perlasca: divieto di sosta veicolare, con rimozione forzata, sul lato mare dalle ore 17 del 13 agosto alle ore 14 del 14 agosto;

Via T. M. Canepari, lato ponente, tratto compreso tra l'intersezione con Via Benedetto Brin e l'intersezione con Via San Bartolomeo della Certosa: divieto di sosta dalle ore 17 del 13 agosto alle ore 14 del 14 agosto.

Via A. Vedovi: divieto di sosta veicolare con rimozione forzata dei veicoli degli inadempienti dalle ore 17 del 13 agosto alle ore 14 del 14 agosto

Liguria verso il tutto esaurito: strutture ricettive occupate al 95% nella notte di Ferragosto

Super User 13 Agosto 2026 489 Visite

 

La Liguria si prepara a vivere un Ferragosto da tutto esaurito. Secondo i dati relativi alle strutture ricettive, nella notte tra il 15 e il 16 agosto il tasso di occupazione raggiunge il 95%, mentre considerando l’intero periodo da venerdì 14 a domenica 16 agosto si attesta al 94%.

Un dato che conferma l’elevata attrattività della Liguria nel cuore della stagione estiva e fotografa una presenza turistica particolarmente significativa in tutte le province. 

Nel fine settimana di Ferragosto, infatti, da venerdì 14 a domenica 16 agosto, il dato di occupazione raggiunge il 98% in provincia di Imperia, il 96% in provincia di Savona, il 92% in provincia della Spezia e l’88% nell’aerea metropolitana di Genova.

Particolarmente elevate anche le percentuali registrate in alcune delle principali località turistiche liguri: Cervo raggiunge il 98% di occupazione, Alassio il 96%, mentre Sestri Levante e Lerici si attestano entrambe al 97%.

“Questi numeri confermano ancora una volta la forte attrattività della Liguria, con strutture ricettive vicine al tutto esaurito e percentuali particolarmente alte nelle principali località turistiche - spiegano il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. Un risultato importante che premia la qualità della nostra offerta, dalle località balneari ai borghi, fino alle città d’arte e alle destinazioni dell’entroterra.

Il nostro obiettivo, però, è andare oltre il picco di agosto e continuare a lavorare sulla destagionalizzazione, una strategia che sta già dando risultati: ricordiamo che nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi sono cresciuti dell’8,09% e le presenze dell’8,85% rispetto allo stesso periodo del 2025. Numeri che sono frutto anche dell’impegno per valorizzare sempre di più una Liguria capace di offrire esperienze durante tutto l’anno. In questo senso, l’outdoor, i cammini e le ciclovie che collegano mare ed entroterra, l’enogastronomia, la cultura e le esperienze legate al territorio sono leve fondamentali per distribuire i flussi nei diversi periodi.

Il dato di Ferragosto è quindi una conferma della bontà di una strategia che punta a rafforzare la competitività della nostra offerta turistica e a promuovere la Liguria in tutte le sue stagioni, creando nuove occasioni di soggiorno anche nei mesi meno tradizionalmente interessati dai grandi flussi”.

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